Desidero segnalare un libro veramente molto importante per chi desidera approfondire la pratica e lo studio del satipatthana.
Si tratta di un libro di Nina Van Gorkom tradotto da Antonella Comba, lo segnalo perchè non sono molti i libri in italiano sul tema dell'abhidhamma, quello che un poco grossolanamente viene chiamata psicologia buddhista.
Il libro sta su Lulu.com e può essere facilmente e gratuitamente scaricato in formato .pdf, cosa che suggerisco caldamente di fare.
Link per scaricare il libro
Un ringraziamento particolare ad Antonella Comba per questo lavoro che mette finalmente in grado anche coloro che non sanno l'inglese di accedere alle spiegazioni, definizioni e categorizzazioni che il buddhismo esplicita nell'abhidhamma o dottrina superiore.
Possa il dono del Dhamma di Antonella Comba e della Van Gorkom essere di beneficio per la comprensione e la diffusione del Dhamma.
Sadhu! Sadhu! Sadhu!
Ben fatto! Ben fatto! Ben fatto!
ps. di solito non mi lascio andare in questo modo, ma quando ci vuole, ci vuole!
giovedì 27 giugno 2013
domenica 23 giugno 2013
Strategie di vita
martedì 4 giugno 2013
Il significato della parola Satipatthana. Sayadaw U Pandita
In questo post potete trovare un interessante approccio
divulgativo utilizzato da un insegnante e monaco birmano Sayadaw U Pandita. Consiglio caldamente la lettura a tutti coloro che sono
interessati agli aspetti pratici di questa tecnica meditativa.
Io ho tolto dal testo un sacco di termini in Pali che
aggiungevano molto esotismo, ma che aggiungevano poco al contenuto. La
traduzione non so di chi sia, ma non è mia. Il post è un pò lungo, non mi piace postare contenuti troppo lunghi, ma in questo caso il frazionamento non avrebbe funzionato
Qui
sotto trovate un sintetico di quello che troverete poi svolto diffusamente nel
post:
Satipatthana/consapevolezza
di vipassana sui quattro fondamenti di consapevolezza in breve:
stabilizzazione
ferma e vicina all’oggetto - non superficialità - tenere l’oggetto in vista -
stare faccia a faccia con l’oggetto - protezione della mente dall’attacco dei
difetti e delle impurità mentali - forte percezione - la consapevolezza è la
causa della consapevolezza - precipitarsi e sprofondarsi nell’oggetto - afferrare
saldamente l’oggetto - coprire completamente l’oggetto con l’attenzione –
immediatezza – continuità – simultaneità - non manipolazione o modificazione
dell’oggetto.
lunedì 3 giugno 2013
venerdì 31 maggio 2013
Schemino del processo mentale
Ho preparato un schemino..... mi piacciono un sacco gli schemini, su quello che si potrebbe definire il processo cognitivo. Nel farlo ho integrato concetti moderni e concetti della teoria buddhista sulla mente così come analizzata nell'Abhidhamma(trattato analitico buddhista sulla mente).
A me gli schemi servono perché ho scoperto che aiutano ad avere una sintesi visiva di quello che sto studiando. Chissà che non possa risultare utile anche a qualcuno di voi.
A me gli schemi servono perché ho scoperto che aiutano ad avere una sintesi visiva di quello che sto studiando. Chissà che non possa risultare utile anche a qualcuno di voi.
sabato 25 maggio 2013
mercoledì 15 maggio 2013
Gli Ostacoli alle meditazione. Dubbio scettico(vicikicchā).
Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io.
Durante la pratica meditativa i momenti confusi sono all'ordine del giorno. Quando le esperienze che si susseguono sembrano divenire complicate e la nostra percezione delle cose perde la sua chiarezza, si installa in noi la
confusione e non riusciamo più ad avanzare o peggio, non vogliamo più
proseguire.
Con la mente in disordine possiamo cominciare a dubitare, non
solo delle nostre capacità, ma anche della nostra guida, del metodo insegnato,
della meditazione in generale, del Buddha, del Dhamma o della meditazione stessa
e della sua utilità.
domenica 12 maggio 2013
Gli ostacoli alla meditazione. L'agitazione mentale, rimorsi, preoccupazioni(uddhacca kukkucca).
Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io.
L'agitazione mentale,rimorsi,preoccupazioni. Come riconoscerli?
L'agitazione mentale,rimorsi,preoccupazioni. Come riconoscerli?
Quando la mente non è tranquilla e si sente inquieta e
perturbata sia pure per un piccolo dettaglio e vi è agitazione mentale, quando
la mente rimugina o appaiono dei rimorsi o preoccupazioni in relazione ai propri o altrui comportamenti, in tutti questi casi la mente è incapace di
stabilizzarsi su di un solo oggetto. Quando questo stato mentale prende il sopravvento ci incagliamo su questi pensieri
sconfortanti con il sentimento di non potere continuare la nostra meditazione
fino a che il problema all'origine dell'agitazione mentale o del rimorso non
sarà dissolto o risolto.
Gli Ostacoli alla meditazione. La pigrizia ed il torpore (thina middha)
Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org poi ci ho lavorato su io.
La pigrizia ed il torpore. Come riconoscerli?
La pigrizia ed il torpore. Come riconoscerli?
Quando non riusciamo a restare stabili in modo corretto sul
nostro oggetto di meditazione e la nostra concentrazione "scivola" di
continuo nella sonnolenza o in stati di annebbiamento, mentrela nostra energia è spenta o assente, si tratta di pigrizia e torpore
Il suo contrario, lo stato mentale dell'applicazione mentale; quando la pigrizia ed il torpore sono del
tutto assenti, appare vicāra (l'applicazione
sostenuta), la mente resta costantemente sul suo oggetto.
La causa; vi sono
pigrizia o torpore non appena lo spirito non ha più interesse verso il
principale oggetto di meditazione e l'energia cala.
lunedì 6 maggio 2013
Gli ostacoli che incontriamo in meditazione. I cinque impedimenti
Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io.
Introduzione
Introduzione
I primi approcci alla meditazione, qualunque essa sia(vipassana o samatha)sono generalmente accompagnati da diversi tipi di
ostacoli che, soprattutto agli esordi disturbano e sovente paralizzano
completamente i progressi in meditazione. Sono definiti ostacoli(Kilesa) e possono essere classificati in 5
categorie, nessuna delle quali risparmia nè il debuttante, nè i meditanti avanzati,
anche se l’esperienza è di grande supporto quando ci si confronta con questo
genere di difficoltà.
Gli ostacoli che incontriamo in meditazione. Il desiderio verso gli stimoli sensoriali
Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io
Il desiderio sensoriale(kamacchanda). Come riconoscerlo?
Il desiderio sensoriale(kamacchanda). Come riconoscerlo?
Qualunque sia lo stimolo esterno od interno che sorge, anche
solo per un breve istante, anche un piccolo riflesso, non appena esso è percepibile come piacevole il desiderio
sensoriale è lì. Allo stesso modo quando sorge uno stimolo, interno od esterno, di natura sgradevole immediatamente il desiderio che scompaia subito lo segue.
Gli ostacoli che incontriamo in meditazione. Lo scontento o avversione
Lo scontento-l'avversione(byāpāda). Come riconoscerlo?
Nel minimo sentimento di irritazione, di deprezzamento, di
rigetto, di collera o di odio possiamo riconoscere lo scontento, l'avversione.
Esso può essere generato dal più piccolo
pensiero di insoddisfazione e può riguardare
cose, persone o situazioni, del passato lontano cosi
come stimoli del presente.mercoledì 10 aprile 2013
18 tipi di Coscienza senza Radici. Non Proficue - Proficue - Funzionali
Fonte:Canonepali.net
Coscienze Immorali o Non Proficue. Risultanti senza Radici
(1)
Coscienza visiva, accompagnata da indifferenza.
(2) Coscienza uditiva, accompagnata da indifferenza
(3) Coscienza olfattiva, accompagnata da indifferenza
(4) Coscienza gustativa, accompagnata da indifferenza
(5) Coscienza corporea, accompagnata da dolore,
(6) Coscienza ricevente, accompagnata da indifferenza,
(7) Coscienza investigante, accompagnata da indifferenza.
(2) Coscienza uditiva, accompagnata da indifferenza
(3) Coscienza olfattiva, accompagnata da indifferenza
(4) Coscienza gustativa, accompagnata da indifferenza
(5) Coscienza corporea, accompagnata da dolore,
(6) Coscienza ricevente, accompagnata da indifferenza,
(7) Coscienza investigante, accompagnata da indifferenza.
Questi sette sono tipi di coscienza immorale risultante.
I 52 Stati mentali secondo lo schema dell'Abhidhamma (Analisi delle realtà ultime)
Nel prossimo incontro Domenicale del 21 Aprile parleremo della coscienza, almeno ci proveremo, quindi come documento didattico relativo all'esposizione dei 5 aggregati posto l'elenco degli stati mentali cosi come sono proposti nell'analisi delle realtà ultime contenuta nell'Abhidhamma.
All'inizio troviamo una definizione degli stati mentali, poi segue l'elenco degli stessi suddivisi nei loro gruppi di appartenenza in relazione ai tipi di coscienza che concorrono a costituire.
All'inizio troviamo una definizione degli stati mentali, poi segue l'elenco degli stessi suddivisi nei loro gruppi di appartenenza in relazione ai tipi di coscienza che concorrono a costituire.
lunedì 25 marzo 2013
I 5 Aggregati. Le formazioni mentali
L’Aggregato delle Formazioni Mentali (sankhara-khandha)
O anche Aggregato dei
contenuti e delle attività mentali. In questo gruppo sono contenute tutte le
attività che dipendono dalla volontà (le attività della volizione), sia nel
bene che nel male. Quello che si conosce sotto il nome di karma (o kamma) è
compreso in questo gruppo.
Il Buddha stesso ha definito:
“...Bhikkhu (monaco), è la volizione (cetana) che io
chiamo kamma. Avendolo voluto, un uomo agisce con il corpo, la parola e la
mente”.
giovedì 7 marzo 2013
Per placare il vulcano
Ho pubblicato con un sistema web un pamphlet introduttivo sulla meditazione di Bhante Sujiva. Per accedere al libro cliccare sul link qui sotto, è possibile anche fare un download in .pdf del libro.
lunedì 25 febbraio 2013
Ma cos'è questo Kamma(karma) ?
“Io vi dico, Bhikkhu e
Amici, che è assolutamente impossibile che, azioni volute,
previste, compiute(kamma) cessino la loro efficacia finché non se ne siano sperimentati i risultati, in questa vita o in altre vite future!
previste, compiute(kamma) cessino la loro efficacia finché non se ne siano sperimentati i risultati, in questa vita o in altre vite future!
Ed è altrettanto impossibile
che, senza aver sperimentato i risultati delle azioni passate, colui che le ha
compiute sia in grado di porre fine alla sofferenza.
Possa questo essere ben
conosciuto da tutti!”
Uno dei concetti che genera
più confusione qui in occidente è quello legato alla parola “karma”(in Pali:
kamma).
giovedì 21 febbraio 2013
I 5 Aggregati. Rupa la materialità
...proprio come quando le parti sono correttamente composte
si parla della parola “carro”,
così quando ci sono gli aggregati
è convenzione dire “essere”…
(Buddha)
domenica 17 febbraio 2013
giovedì 14 febbraio 2013
La buona amicizia
In questo discorso il Buddha sviluppa il tema del comportamento etico individuale. Spesso la nostra attenzione trascura questo aspetto fondamentale. In altre parole non vi può essere alcun sviluppo pieno della consapevolezza e della saggezza senza che la nostra presenza mentale non eserciti la sua influenza sui modi con cui gestiamo le nostre attività nella vita di tutti i giorni.
I modi con cui comunichiamo, ma anche la capacità di ascolto e integrazione della nostra comunicazione con gli altri.
I modi con cui comunichiamo, ma anche la capacità di ascolto e integrazione della nostra comunicazione con gli altri.
I modi con cui ci muoviamo e relazioniamo nelle nostre attività lavorative e professionali.
Una attenzione saggia e una chiara comprensione delle conseguenze che comportano le nostre azioni e le nostre decisioni. La capacità di comprendere e..
Una attenzione saggia e una chiara comprensione delle conseguenze che comportano le nostre azioni e le nostre decisioni. La capacità di comprendere e..
lunedì 11 febbraio 2013
Poi vedo...
Condivido questa vignetta del mitico Cavezzali con coloro che nel domenicale del 10 Febbraio sono rimasti fino alla bella condivisione finale, però, siccome le donne hanno avuto un ruolo importante ieri, farei una piccola variazione al testo della vignetta: "Siccome donne e uomini per esser donne e uomini si devono cercare, intanto si cercano...poi si vede"
con un ringraziamento speciale a tutti quanti da parte mia e di Massimo.
con un ringraziamento speciale a tutti quanti da parte mia e di Massimo.
sabato 9 febbraio 2013
Il Maestro è sempre il Maestro
mercoledì 6 febbraio 2013
sabato 2 febbraio 2013
La Meditazione è un lavoro duro
Si tratta di un'attività intrinsecamente solitaria. Una persona,
facendo la meditazione, combatte contro forze enormemente potenti, esse fanno
parte della struttura stessa della mente. Quando realmente voi penetrate in
essa vi troverete alla fine a confrontarvi con una scioccante realizzazione. Un
giorno vi guarderete dentro e capirete la completa e totale grandezza di ciò a
cui state realmente di fronte. Ciò che state sforzandovi di penetrare si
presenta come un solido muro così strettamente denso che nemmeno un singolo
raggio di luce può attraversarlo. Voi vi ritrovate seduti lì, a fissare questo
edificio e dite a voi stessi: "Cosa? Io dovrei penetrare laggiù in fondo e
andare oltre questo? Ma è impossibile! Questo è tutto quello che c'è. Questo è
il mondo intero. Questo è tutto ciò che conta, ed è quello che uso per definire
me stesso e per capire tutto ciò che c’è intorno a me e se lo tolgo via il
mondo intero svanirà ed io con lui. Non posso proprio penetrare ed attraversare
questo. Io semplicemente non posso".
giovedì 31 gennaio 2013
I 5 Aggregati. Le sensazioni
...proprio come quando le parti sono correttamente composte
si parla della parola “carro”,
così quando ci sono gli aggregati
è convenzione dire “essere”…
(Buddha)
Quello che chiamiamo “essere”, o “individuo”, o “Io” quando
pensiamo a noi stessi o in termini più generali, secondo il buddhismo, è solo
una combinazione di forze o energie mentali e fisiche, che cambiano
continuamente, e che possono essere divise in cinque gruppi o aggregati
(khandas).
Didattico Domenicali 1. Il Principio guida in vipassana
Il Principio guida in vipassana
Ogni volta che sorge un dubbio riguardo alla pratica
meditativa semplicemente ricordiamoci del “Principio”
Il “principio”
alla base della vipassana è quello di osservare ogni processo fisico e mentale
che è predominante nel momento presente
mercoledì 30 gennaio 2013
Didattico Domenicali 2. Quando meditare
Quando decidiamo di sederci per meditare, applichiamo ciò che viene descritto negli
insegnamenti del Buddhismo, ovvero si passa alla pratica. Senza questa attività
tutti i libri e i discorsi sulla liberazione dalla sofferenza sono solo
concetti. Interessanti e importanti ma la nostra vita non cambierà un granché senza
la palestra meditativa, senza l’applicazione metodica di quegli insegnamenti.
La cosa migliore è impostare una pianificazione della propria pratica e continuarla
con dolce e paziente tenacia; la programmazione inserisce una struttura di comportamento nella
quotidianità delle nostre vite. L’importante è che il nostro programma possa essere
un aiuto e non diventi un peso: meditare
non è un dovere, né un obbligo.
martedì 29 gennaio 2013
I 5 Aggregati.Le Percezioni
...proprio come quando le parti sono correttamente composte
si parla della parola “carro”,
così quando ci sono gli aggregati
è convenzione dire “essere”…
(Buddha)
Quello che chiamiamo “essere”, o “individuo”, o “Io” quando
pensiamo a noi stessi o in termini più generali, secondo il buddhismo, è solo
una combinazione di forze o energie mentali e fisiche, che cambiano
continuamente, e che possono essere divise in cinque gruppi o aggregati
(khandas).
Questi gruppi sono semplicemente categorie, sottosistemi, o
funzioni di base,
lunedì 28 gennaio 2013
Didattico Domenicali 3. Cosa fare in meditazione
Un buon modo di approcciarsi alle
proprie sessioni di meditazione, sia sedute che camminate è quello di farlo
nella prospettiva di esaminare e riferire le proprie esperienze meditative.
Questo è ciò che in effetti accade durante i ritiri intensivi.
Qualche consiglio:
Meditazione
seduta:
per prima cosa scegliete il vostro oggetto principale e primario, fate qualche
prova per trovare quello che é più adatto a voi, ma poi cercate di non cambiare
in continuazione, ne soffrirebbe la stabilità della vostra meditazione.
Per esempio, se il vostro oggetto
principale è il respiro che entra ed esce dalle narici, oppure il movimento di
salita e discesa dell’addome, per favore fatelo in modo poi da poter riportare
ciò che osservate descrivendo la vostra esperienza al riguardo
domenica 27 gennaio 2013
I 5 Aggregati. La coscienza
...proprio come
quando le parti sono correttamente composte
si parla della parola
“carro”,
così quando ci sono
gli aggregati
è convenzione dire
“essere”…
(Buddha)
Quello che chiamiamo “essere”, o “individuo”, o “Io” quando
pensiamo a noi stessi o in termini più generali, secondo il buddhismo, è solo
una combinazione di forze o energie mentali e fisiche, che cambiano
continuamente, e che possono essere divise in cinque gruppi o aggregati
(khandas)
Didattico Domenicali 4. L'Oggetto di meditazione in vipassana

Cenni sull’oggetto di meditazione: Priorità degli oggetti
All’inizio della pratica meditativa, lo yogi riceve un oggetto
di meditazione. In lingua Pali si
chiama kammatthana, che letteralmente significa “luogo di
lavoro/attività”, esso è il “terreno” per la coltivazione degli stati mentali
della concentrazione e della visione profonda.
In
genere rappresenta l’oggetto principale
sabato 26 gennaio 2013
Didattico Domenicali 5. Una tecnica utile in meditazione. La nota mentale
Si tratta di una tecnica usata in vipassana e conosciuta
anche come: “notare e nominare/etichettare”.
In pratica si tratta di esprimere mentalmente una parola che
descrive ciò che viene sperimentato nel corpo o nella mente nel momento
presente. Nominiamo le sensazioni, i processi, gli stati mentali, i pensieri,
le emozioni, ecc., ovvero nominiamo ciò che sperimentiamo nel momento in cui
accade e lo facciamo senza analizzare, paragonare, giudicare e senza dedicare
alcuna riflessione o elaborazione. Ci affidiamo all’intuizione e alla
percezione e cerchiamo di utilizzare una parola sola evitando frasi composte;
la mente è in grado di farlo in modo intuitivo e preciso, spesso questo
atteggiamento meditativo viene chiamato “nuda attenzione”
Quali sono le ragioni della nota mentale, perche la si
utilizza
venerdì 25 gennaio 2013
Dhamma Hut un canale per il Dhamma
Ho creato tempo fa un canale suYou tube che potesse raccogliere video di Dhamma. In questi giorni ho caricato una serie di brevi conversazioni con Bhante Sujiva registrate ultimamente durante un suo soggiorno milanese il canale si chiama: Dhamma hut e può essere visitato cliccando sul link.
Chi lo desiderasse può anche iscriversi al canale per riceverne gli aggiornamenti.
Chi lo desiderasse può anche iscriversi al canale per riceverne gli aggiornamenti.
Didattico Domenicali 6. Le tre caratteristiche universali della realtà Anicca-Dukkha-Anatta
Il tema delle tre caratteristiche è un aspetto importante di
quello che potremmo chiamare il contenuto esperienziale della saggezza. Sono
fondamentali per capire la descrizione della realtà data dal Buddha e sono
altresì segnali che indicano la direzione della pratica. E’ infatti importante
sottolineare che impermanenza, sofferenza e non-sé indicano la stessa cosa: la
realtà.
In
altre parole, quando parliamo della conoscenza e della comprensione implicite
nella saggezza ci riferiamo anche a questo insegnamento e al suo manifestarsi
nel corso della pratica.
sabato 12 gennaio 2013
Partir, partir, partir!
Partir, partir, partir per l'altro mondo
quello che non vediamo
quello dove si cerca
quello dove siam soli
sabato 5 gennaio 2013
Cenni dall'Abhidhamma. Numero 3. Le coscienze della sfera dei sensi
Delle quattro classificazioni della coscienza
precedentemente citati, la prima è quella della sfera dei sensi:
Traduzione in inglese dal
testo originale Pāli e note esplicative di Narada Thera
Titolo originale: Abhidhammattha-Sangaha, A Manual of Abhidhamma
Tradotto in italiano da Enzo A.
Fonte canonepali.net
Titolo originale: Abhidhammattha-Sangaha, A Manual of Abhidhamma
Tradotto in italiano da Enzo A.
Fonte canonepali.net
Coscienze attinenti alla Sfera dei sensi
(kamavacara-cittani)
Kāma è sia brama sensuale soggettiva sia
oggetti sensuali come forme, suono, odore, sapore e contatto. Con kāma
si intendono anche gli undici differenti tipi di esistenza senziente, cioè: i
quattro stati di sofferenza (apāya), il mondo umano (manussaloka)
e i sei reami celesti (sagga).
venerdì 4 gennaio 2013
Cenni dall'Abhidhamma. Numero 2. Le quattro classificazioni della coscienza
Come abbiamo visto in precedenza, l’Abhidhamma classifica
le cose dal punto della realtà ultima, la prima classificazione riguardava:
coscienza, fattori mentali, materia e nibbana.
Il primo capitolo è dedicato alla coscienza o mente, citta. la prima delle quattro. Che viene a sua volta classificata in
giovedì 27 dicembre 2012
Cenni dall'Abhidhamma. Numero 1. Le quattro realtà
Abhidhamma
significa “la dottrina più alta” perché fornisce gli strumenti per acquisire la
propria liberazione o perché supera gli insegnamenti contenuti nelle raccolte
di Sutta(discorsi) o nel Vinaya(regole). Nell'Abhidhamma ogni cosa è
analizzata in dettaglio e scomposta ed esaminata nelle sue componenti
fondamentali, per poi venire messa in relazione con tutte le altre.
Contiene 7
trattati:
Il protagonista non esiste!
Ci sono momenti, di solito brevi istanti, nei quali
siamo «coscienti senza pensare». Si presentano naturalmente e spontaneamente
nella nostra vita: ad un tratto possiamo ritrovarci a guardare il cielo o ad
ascoltare qualcuno senza nessun commento interiore, il dinamico ed usuale
chiacchiericcio mentale, immerso nei
flussi del pensiero viene sostituito dalla presenza consapevole e la nostra
percezione acquista la chiarezza del cristallo, non offuscata dal pensiero.
domenica 23 dicembre 2012
Lavorare con il dolore Ajahn Thanasanti
Tradotto
da Davide Puglisi, testo riveduto da Alessandra Tornadù
Avendo speso tutto il giorno parlando con persone differenti ed essendomi fatta un idea della situazione della loro pratica, sono emerse alcune tematiche comuni. Una di queste è il dolore: come lavorare con il dolore, come stare con il dolore in modo confortevole.
Il
problema fondamentale è che abbiamo l’aspettativa che non ci debba essere alcun
dolore, e che ci sia qualcosa di sbagliato quando esso c’è .
sabato 22 dicembre 2012
Bhante Sujiva discorso sui Processi mentali

Questa è la registrazione filmata del discorso tenuto a Milano il 20 Dicembre 2012 sul tema: I Processi mentali in accordo all'Abhidhamma.
Per Abhidhamma si intendono alcuni trattati, sette per la precisione, in cui il Buddha e il buddhismo theravada in particolare, espone una analisi analitica e dettagliata della realtà oggettiva e soggettiva, della mente e dei processi cognitivi. Con un poco di approssimazione potrebbe essere definito una sorta di psicologia Buddhista
Clicca su questo link
giovedì 20 dicembre 2012
Didattico domenicali 7. La meditazione di Metta, la pratica della gentilezza
Lo sviluppo della gentilezza amorevole
(Metta Bhavana)
Metta o gentilezza amorevole è uno stato
della mente che auspica e promuove il benessere di un’altra persona, come può
fare un amico sincero o una madre che
accudisce un figlio. Come la fede, la metta, è qualitativamente una emozione, ma
si focalizza su degli esseri viventi.
martedì 18 dicembre 2012
venerdì 14 dicembre 2012
giovedì 13 dicembre 2012
Il discorso sul non-sè Anatta lakkhana sutta
Anatta lakkhana sutta
Questo è uno dei primi discorsi che il Buddha fece dopo la
sua illuminazione ai 5 discepoli che si riunirono intorno a lui per seguirne
gli insegnamenti. Si tratta di uno dei sutta, a mio avviso, più radicali e fondamentali
del Canone Buddhista la cui contemplazione può offrire
importanti intuizioni.
domenica 9 dicembre 2012
Spazio
Una vita nel segno del dono ricevuto nell’essere umani
non può fare a meno
di una costante ricerca della verità, ma
gli occhi non bastano a vederla
né gli altri sensi a percepirla
Solo la mente ha in sé la possibilità di andare oltre,
dove è necessario andare
Però essa va coltivata
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