mercoledì 10 aprile 2013

18 tipi di Coscienza senza Radici. Non Proficue - Proficue - Funzionali

Fonte:Canonepali.net
 
Coscienze Immorali o Non Proficue. Risultanti senza Radici

(1) Coscienza visiva, accompagnata da indifferenza.
(2) Coscienza uditiva, accompagnata da indifferenza
(3) Coscienza olfattiva, accompagnata da indifferenza
(4) Coscienza gustativa, accompagnata da indifferenza
(5) Coscienza corporea, accompagnata da dolore,
(6) Coscienza ricevente, accompagnata da indifferenza,
(7) Coscienza investigante, accompagnata da indifferenza.
Questi sette sono tipi di coscienza immorale risultante.

I 52 Stati mentali secondo lo schema dell'Abhidhamma (Analisi delle realtà ultime)

Nel prossimo incontro Domenicale del 21 Aprile parleremo della coscienza, almeno ci proveremo, quindi come documento didattico relativo all'esposizione dei 5 aggregati posto l'elenco degli stati mentali cosi come sono proposti nell'analisi delle realtà ultime contenuta nell'Abhidhamma.
All'inizio troviamo una definizione degli stati mentali, poi segue l'elenco degli stessi suddivisi nei loro gruppi di appartenenza in relazione ai tipi di coscienza che concorrono a costituire.

lunedì 25 marzo 2013

I 5 Aggregati. Le formazioni mentali

L’Aggregato delle Formazioni Mentali (sankhara-khandha)

O anche Aggregato dei contenuti e delle attività mentali. In questo gruppo sono contenute tutte le attività che dipendono dalla volontà (le attività della volizione), sia nel bene che nel male. Quello che si conosce sotto il nome di karma (o kamma) è compreso in questo gruppo.

Il Buddha stesso ha definito:

“...Bhikkhu (monaco), è la volizione (cetana) che io chiamo kamma. Avendolo voluto, un uomo agisce con il corpo, la parola e la mente”.

giovedì 7 marzo 2013

Per placare il vulcano


Ho pubblicato con un sistema web un pamphlet introduttivo sulla meditazione di Bhante Sujiva. Per accedere al libro cliccare sul link qui sotto, è possibile anche fare un download in .pdf del libro.

lunedì 25 febbraio 2013

Ma cos'è questo Kamma(karma) ?




“Io vi dico, Bhikkhu e Amici, che è assolutamente impossibile che, azioni volute,
previste, compiute(kamma) cessino la loro efficacia finché non se ne siano sperimentati i risultati, in questa vita o in altre vite future!

Ed è altrettanto impossibile che, senza aver sperimentato i risultati delle azioni passate, colui che le ha compiute sia in grado di porre fine alla sofferenza.
Possa questo essere ben conosciuto da tutti!”

Uno dei concetti che genera più confusione qui in occidente è quello legato alla parola “karma”(in Pali: kamma).

giovedì 21 febbraio 2013

I 5 Aggregati. Rupa la materialità




 ...proprio come quando le parti sono correttamente composte
si parla della parola “carro”,
così quando ci sono gli aggregati
è convenzione dire “essere”…
(Buddha)


Quello che chiamiamo “essere”, o “individuo”, o “Io” quando pensiamo a noi stessi o in termini più generali, secondo il buddhismo è solo una combinazione di forze o energie mentali e fisiche, che cambiano continuamente.

giovedì 14 febbraio 2013

La buona amicizia

In questo discorso  il Buddha sviluppa il tema del comportamento etico individuale. Spesso la nostra attenzione trascura questo aspetto fondamentale. In altre parole non vi può essere alcun sviluppo pieno della consapevolezza e della saggezza senza che la nostra presenza mentale non eserciti la sua influenza sui modi con cui gestiamo le nostre attività nella vita di tutti i giorni.
I modi con cui comunichiamo, ma anche la capacità di ascolto e integrazione della nostra comunicazione con gli altri.
 I modi con cui ci muoviamo e relazioniamo nelle nostre attività lavorative e professionali.
Una attenzione saggia e una chiara comprensione delle conseguenze che comportano le nostre azioni e le nostre decisioni. La capacità di comprendere e..

lunedì 11 febbraio 2013

Poi vedo...

Condivido questa vignetta del mitico Cavezzali con coloro che nel domenicale del 10 Febbraio sono rimasti fino alla bella condivisione finale, però, siccome le donne hanno avuto un ruolo importante ieri, farei una piccola variazione al testo della vignetta: "Siccome donne e uomini per esser donne e uomini si devono cercare, intanto si cercano...poi si vede"

con un ringraziamento speciale a tutti quanti da parte mia e di Massimo.

sabato 2 febbraio 2013

La Meditazione è un lavoro duro



Si tratta di un'attività intrinsecamente solitaria. Una persona, facendo la meditazione, combatte contro forze enormemente potenti, esse fanno parte della struttura stessa della mente. Quando realmente voi penetrate in essa vi troverete alla fine a confrontarvi con una scioccante realizzazione. Un giorno vi guarderete dentro e capirete la completa e totale grandezza di ciò a cui state realmente di fronte. Ciò che state sforzandovi di penetrare si presenta come un solido muro così strettamente denso che nemmeno un singolo raggio di luce può attraversarlo. Voi vi ritrovate seduti lì, a fissare questo edificio e dite a voi stessi: "Cosa? Io dovrei penetrare laggiù in fondo e andare oltre questo? Ma è impossibile! Questo è tutto quello che c'è. Questo è il mondo intero. Questo è tutto ciò che conta, ed è quello che uso per definire me stesso e per capire tutto ciò che c’è intorno a me e se lo tolgo via il mondo intero svanirà ed io con lui. Non posso proprio penetrare ed attraversare questo. Io semplicemente non posso".

giovedì 31 gennaio 2013

I 5 Aggregati. Le sensazioni





...proprio come quando le parti sono correttamente composte
si parla della parola “carro”,
così quando ci sono gli aggregati
è convenzione dire “essere”…
(Buddha)



Quello che chiamiamo “essere”, o “individuo”, o “Io” quando pensiamo a noi stessi o in termini più generali, secondo il buddhismo, è solo una combinazione di forze o energie mentali e fisiche, che cambiano continuamente, e che possono essere divise in cinque gruppi o aggregati (khandas).

Didattico Domenicali 1. Il Principio guida in vipassana



Il Principio guida in vipassana

Ogni volta che sorge un dubbio riguardo alla pratica meditativa semplicemente ricordiamoci del “Principio”   
Il “principio” alla base della vipassana è quello di osservare ogni processo fisico e mentale che è predominante nel momento presente

mercoledì 30 gennaio 2013

Didattico Domenicali 2. Quando meditare



Quando decidiamo di sederci per meditare, applichiamo ciò che viene descritto negli insegnamenti del Buddhismo, ovvero si passa alla pratica. Senza questa attività tutti i libri e i discorsi sulla liberazione dalla sofferenza sono solo concetti. Interessanti e importanti ma la nostra vita non cambierà un granché senza la palestra meditativa, senza l’applicazione metodica di quegli insegnamenti. La cosa migliore è impostare una pianificazione della propria pratica e continuarla con dolce e paziente tenacia; la programmazione inserisce  una struttura di comportamento nella quotidianità delle nostre vite. L’importante è che il nostro programma possa essere un aiuto e non diventi un peso: meditare non è un dovere, né un obbligo.

martedì 29 gennaio 2013

I 5 Aggregati.Le Percezioni





...proprio come quando le parti sono correttamente composte
si parla della parola “carro”,
così quando ci sono gli aggregati
è convenzione dire “essere”…
(Buddha)



Quello che chiamiamo “essere”, o “individuo”, o “Io” quando pensiamo a noi stessi o in termini più generali, secondo il buddhismo, è solo una combinazione di forze o energie mentali e fisiche, che cambiano continuamente, e che possono essere divise in cinque gruppi o aggregati (khandas).
Questi gruppi sono semplicemente categorie, sottosistemi, o funzioni di base,

lunedì 28 gennaio 2013

Didattico Domenicali 3. Cosa fare in meditazione



Un buon modo di approcciarsi alle proprie sessioni di meditazione, sia sedute che camminate è quello di farlo nella prospettiva di esaminare e riferire le proprie esperienze meditative. Questo è ciò che in effetti accade durante i ritiri intensivi.
Qualche consiglio:
Meditazione seduta: per prima cosa scegliete il vostro oggetto principale e primario, fate qualche prova per trovare quello che é più adatto a voi, ma poi cercate di non cambiare in continuazione, ne soffrirebbe la stabilità della vostra meditazione.
Per esempio, se il vostro oggetto principale è il respiro che entra ed esce dalle narici, oppure il movimento di salita e discesa dell’addome, per favore fatelo in modo poi da poter riportare ciò che osservate descrivendo la vostra esperienza al riguardo

domenica 27 gennaio 2013

I 5 Aggregati. La coscienza



...proprio come quando le parti sono correttamente composte
si parla della parola “carro”,
così quando ci sono gli aggregati
è convenzione dire “essere”…
(Buddha)

Quello che chiamiamo “essere”, o “individuo”, o “Io” quando pensiamo a noi stessi o in termini più generali, secondo il buddhismo, è solo una combinazione di forze o energie mentali e fisiche, che cambiano continuamente, e che possono essere divise in cinque gruppi o aggregati (khandas)

Didattico Domenicali 4. L'Oggetto di meditazione in vipassana



Cenni sull’oggetto di meditazione: Priorità degli oggetti


All’inizio della pratica meditativa, lo yogi riceve un oggetto di meditazione. In lingua Pali si chiama kammatthana, che letteralmente significa “luogo di lavoro/attività”, esso è il “terreno” per la coltivazione degli stati mentali della concentrazione e della visione profonda.
In genere rappresenta l’oggetto principale

sabato 26 gennaio 2013

Didattico Domenicali 5. Una tecnica utile in meditazione. La nota mentale



Brevi cenni sulla “Nota mentale”

Si tratta di una tecnica usata in vipassana e conosciuta anche come: “notare e nominare/etichettare”.
In pratica si tratta di esprimere mentalmente una parola che descrive ciò che viene sperimentato nel corpo o nella mente nel momento presente. Nominiamo le sensazioni, i processi, gli stati mentali, i pensieri, le emozioni, ecc., ovvero nominiamo ciò che sperimentiamo nel momento in cui accade e lo facciamo senza analizzare, paragonare, giudicare e senza dedicare alcuna riflessione o elaborazione. Ci affidiamo all’intuizione e alla percezione e cerchiamo di utilizzare una parola sola evitando frasi composte; la mente è in grado di farlo in modo intuitivo e preciso, spesso questo atteggiamento meditativo viene chiamato “nuda attenzione”
Quali sono le ragioni della nota mentale, perche la si utilizza

venerdì 25 gennaio 2013

Dhamma Hut un canale per il Dhamma

Ho creato tempo fa un canale suYou tube che potesse raccogliere video di Dhamma. In questi giorni ho caricato una serie di brevi conversazioni con Bhante Sujiva registrate ultimamente durante un suo soggiorno milanese il canale si chiama:  Dhamma hut e può essere visitato cliccando sul link.
Chi lo desiderasse può anche iscriversi al canale per riceverne gli aggiornamenti.

Didattico Domenicali 6. Le tre caratteristiche universali della realtà Anicca-Dukkha-Anatta



Il tema delle tre caratteristiche è un aspetto importante di quello che potremmo chiamare il contenuto esperienziale della saggezza. Sono fondamentali per capire la descrizione della realtà data dal Buddha e sono altresì segnali che indicano la direzione della pratica. E’ infatti importante sottolineare che impermanenza, sofferenza e non-sé indicano la stessa cosa: la realtà.

In altre parole, quando parliamo della conoscenza e della comprensione implicite nella saggezza ci riferiamo anche a questo insegnamento e al suo manifestarsi nel corso della pratica.

sabato 12 gennaio 2013

Partir, partir, partir!




Partir, partir, partir per l'altro mondo
quello che non vediamo
quello dove si cerca
quello dove siam soli

sabato 5 gennaio 2013

Cenni dall'Abhidhamma. Numero 3. Le coscienze della sfera dei sensi



Delle quattro classificazioni della coscienza precedentemente citati, la prima è quella della sfera dei sensi:

Traduzione in inglese dal testo originale Pāli e note esplicative di Narada Thera
Titolo originale: Abhidhammattha-Sangaha, A Manual of Abhidhamma
Tradotto in italiano da Enzo A.

Fonte canonepali.net

Coscienze attinenti alla Sfera dei sensi (kamavacara-cittani)

Kāma è sia brama sensuale soggettiva sia oggetti sensuali come forme, suono, odore, sapore e contatto. Con kāma si intendono anche gli undici differenti tipi di esistenza senziente, cioè: i quattro stati di sofferenza (apāya), il mondo umano (manussaloka) e i sei reami celesti (sagga).

venerdì 4 gennaio 2013

Cenni dall'Abhidhamma. Numero 2. Le quattro classificazioni della coscienza


Le quattro classificazioni della coscienza

Come abbiamo visto in precedenza, l’Abhidhamma classifica le cose dal punto della realtà ultima, la prima classificazione riguardava: coscienza, fattori mentali, materia e nibbana. 


Il primo capitolo è dedicato alla coscienza o mente, citta. la prima delle quattro. Che viene a sua volta classificata in

giovedì 27 dicembre 2012

Cenni dall'Abhidhamma. Numero 1. Le quattro realtà




Abhidhamma significa “la dottrina più alta” perché fornisce gli strumenti per acquisire la propria liberazione o perché supera gli insegnamenti contenuti nelle raccolte di Sutta(discorsi) o nel Vinaya(regole).  Nell'Abhidhamma ogni cosa è analizzata in dettaglio e scomposta ed esaminata nelle sue componenti fondamentali, per poi venire messa in relazione con tutte le altre.
Contiene 7 trattati:

Il protagonista non esiste!



Ci sono momenti, di solito brevi istanti, nei quali siamo «coscienti senza pensare». Si presentano naturalmente e spontaneamente nella nostra vita: ad un tratto possiamo ritrovarci a guardare il cielo o ad ascoltare qualcuno senza nessun commento interiore, il dinamico ed usuale chiacchiericcio mentale,  immerso nei flussi del pensiero viene sostituito dalla presenza consapevole e la nostra percezione acquista la chiarezza del cristallo, non offuscata dal pensiero.

domenica 23 dicembre 2012

Lavorare con il dolore Ajahn Thanasanti



Tratto dal libro Freeing the heart.
Tradotto da Davide Puglisi, testo riveduto da Alessandra Tornadù

Avendo speso tutto il giorno parlando con persone differenti ed essendomi fatta un idea della situazione della loro pratica, sono emerse alcune tematiche comuni. Una di queste è il dolore: come lavorare con il dolore, come stare con il dolore in modo confortevole.
Il problema fondamentale è che abbiamo l’aspettativa che non ci debba essere alcun dolore, e che ci sia qualcosa di sbagliato quando esso c’è .

Io sono il Mondo


sabato 22 dicembre 2012

Bhante Sujiva discorso sui Processi mentali



Questa è la registrazione filmata del discorso tenuto a Milano il 20 Dicembre 2012 sul tema: I Processi mentali in accordo all'Abhidhamma.
Per Abhidhamma si intendono alcuni trattati, sette per la precisione, in cui il Buddha e il buddhismo theravada in particolare, espone una analisi analitica e dettagliata della realtà oggettiva e soggettiva, della mente e dei processi cognitivi. Con un poco di approssimazione potrebbe essere definito una sorta di psicologia Buddhista

Clicca su questo link

giovedì 20 dicembre 2012

Rinascerò ?


Didattico domenicali 7. La meditazione di Metta, la pratica della gentilezza



Lo sviluppo della gentilezza amorevole (Metta Bhavana)

Metta o gentilezza amorevole è uno stato della mente che auspica e promuove il benessere di un’altra persona, come può fare un amico sincero o una madre  che accudisce un figlio. Come la fede, la metta, è qualitativamente una emozione, ma si focalizza su degli esseri viventi. 

giovedì 13 dicembre 2012

Il discorso sul non-sè Anatta lakkhana sutta


Anatta lakkhana sutta

Questo è uno dei primi discorsi che il Buddha fece dopo la sua illuminazione ai 5 discepoli che si riunirono intorno a lui per seguirne gli insegnamenti. Si tratta di uno dei sutta, a mio avviso, più radicali e fondamentali del Canone Buddhista la cui contemplazione può offrire importanti intuizioni.

domenica 9 dicembre 2012

Spazio



Una vita nel segno del dono ricevuto nell’essere umani
non può fare a meno
di una costante ricerca della verità, ma
gli occhi non bastano a vederla
né gli altri sensi a percepirla

Solo la mente ha in sé la possibilità di andare oltre,
dove è necessario andare


Però essa va coltivata

I ricercatori della verità


Ricercatore 1: "Come arrivo all'altra parte?"
Ricercatore 2: "Tu sei già dall'altra parte"

sabato 8 dicembre 2012

Le nostre ossa costruiranno le scogliere del futuro




“Essere o sentirsi sicuri non significa disporre di talento, agiatezza, benessere, stima o potere, ma essere in accordo con l’universo così com’è.

venerdì 7 dicembre 2012

Bibliografia sintetica sulla meditazione di insight


Bibliografia vipassana

questa è una breve bibliografia che riguarda testi correlati alla meditazione Vipassana e alla filosofia Buddhista, si tratta di una semplice traccia, non certo l’unica possibile, per districarsi nel vasto panorama letterario disponibile.

mercoledì 5 dicembre 2012

Attualità del buddhismo e della vipassana bhavana


Attualità del buddhismo e della meditazione vipassana


Quando osserviamo da vicino gli insegnamenti del Buddha sulla meditazione, scopriamo che l’approccio da lui proposto è molto simile a quello scientifico e ciò ha naturalmente suscitato grande interesse verso il buddhismo da parte delle persone con una mentalità moderna. La somiglianza di base tra l'approccio buddhista e quello della scienza risulta chiaro quando esaminiamo l'atteggiamento verso i fatti dell'esperienza che, come quello scientifico, è un atteggiamento analitico, ovvero; i dati dell'esperienza sono formati da due componenti: la componente obiettiva e la componente soggettiva; in altre parole le cose che percepiamo intorno a noi, in noi stessi come soggetti della percezione e come noi stessi ci percepiamo in relazione alle cose intorno a noi.