Un tema interessante ed attuale su cui riflettere, quando parliamo di consapevolezza, è la relazione tra Sati-la consapevolezza del Buddha e la Mindfulness intesa come “riduzione dello stress basata sulla consapevolezza” o MBSR, nell’acronimo datole da Kabat-Zinn, creatore delle procedure e tecniche proposte in ambito medico, para-medico o di counseling, cosi come nelle Terapie cognitive basate sulla consapevolezza.
Risulta sempre più chiaro che uno stato della mente emotivamente calmo, stabile e dotato di lucida presenza e attenzione fornisce molte applicazioni per incrementare le funzionalità di un essere umano. La consapevolezza, nella sua accezione comune è intesa in questo senso. La popolarità delle tecniche di Mindfulness è cresciuta molto, trovando e sperimentando le più svariate applicazioni, spesso senza nemmeno conoscere le sue antiche radici, quando non tentando di recuperarle nei modi più confusi, acquisendone le tecniche e lasciando all’oblio gli aspetti spirituali, etici e devozionali.
sabato 4 gennaio 2014
giovedì 26 dicembre 2013
Baricco su Proust. Analisi della realtà e letteratura

Non ha senso qui spiegarne le ragioni, se avete voglia e tempo guardatelo, io mi sono emozionato facendolo, ma se fate partire il video seguitelo fino alla fine
vai al video
sabato 21 dicembre 2013
La Consapevolezza che conduce alla Saggezza.
Questi cenni sulla consapevolezza sono un lavoro di sintesi di Giancarlo Giovannini fatto un capitolo di un libro di Henepola Gunaratana, la traduzione è di A. Meng.
La Consapevolezza o presenza mentale, è uno stato mentale, cosi come la saggezza.
La caratteristica principale della consapevolezza e che non cerca di ottenere qualcosa. E' solo puro osservare. Quindi, in essa non vi sono coinvolti il desiderio e l'avversione. Competizione e lotta per la conquista non hanno posto nel processo. La Consapevolezza non mira a nulla. Essa vede solo ciò che è già lì.
La Consapevolezza ha una funzione più ampia e più grande della concentrazione; è una funzione onnicomprensiva.
La concentrazione è esclusiva, essa si stabilizza su un elemento ed ignora tutte le altre cose.
Invece, la Consapevolezza è inclusiva. Essa se ne sta dietro al centro dell'attenzione e osserva con un ampio focus, notando rapidamente ogni cambiamento che si verifica.
La Consapevolezza o presenza mentale, è uno stato mentale, cosi come la saggezza.
La caratteristica principale della consapevolezza e che non cerca di ottenere qualcosa. E' solo puro osservare. Quindi, in essa non vi sono coinvolti il desiderio e l'avversione. Competizione e lotta per la conquista non hanno posto nel processo. La Consapevolezza non mira a nulla. Essa vede solo ciò che è già lì.
La Consapevolezza ha una funzione più ampia e più grande della concentrazione; è una funzione onnicomprensiva.
La concentrazione è esclusiva, essa si stabilizza su un elemento ed ignora tutte le altre cose.
Invece, la Consapevolezza è inclusiva. Essa se ne sta dietro al centro dell'attenzione e osserva con un ampio focus, notando rapidamente ogni cambiamento che si verifica.
mercoledì 11 dicembre 2013
Cenni su Anatta la caratteristica universale del non-sè
Secondo il Buddhismo, le nostre idee di Dio e di Anima sono false e
vuote. Anche se sono state sviluppate profondamente come teorie, non
sono che delle proiezioni mentali estremamente sottili, rivestite di una
complicata fraseologia filosofica e metafisica. Queste idee, sono assai
profondamente radicate nell’uomo, tanto vicine e care, che egli non
desidera sentire né vuole comprendere un qualche insegnamento contrario.
Generalmente le nostre parole Anima, Sé, Io o la parola sanscrita Atman suggeriscono l’idea che esiste nell’uomo un’entità permanente, eterna e assoluta, una entità immutabile dietro il mondo fenomenico in perpetuo cambiamento.
Secondo la maggior parte delle religioni, ogni individuo ha un’anima separata di questo tipo, creata da Dio, e che, alla fine, dopo la morte, vive eternamente, all’inferno o in paradiso, dipendendo per il suo destino eterno dal giudizio del suo creatore. Oppure secondo altre, quest’anima passa di vita in vita, finché non è completamente purificata e alla fine si unisce a Dio o a Brahman, all’Anima Universale o Atman, da cui in origine era stata emanata.
Generalmente le nostre parole Anima, Sé, Io o la parola sanscrita Atman suggeriscono l’idea che esiste nell’uomo un’entità permanente, eterna e assoluta, una entità immutabile dietro il mondo fenomenico in perpetuo cambiamento.
Secondo la maggior parte delle religioni, ogni individuo ha un’anima separata di questo tipo, creata da Dio, e che, alla fine, dopo la morte, vive eternamente, all’inferno o in paradiso, dipendendo per il suo destino eterno dal giudizio del suo creatore. Oppure secondo altre, quest’anima passa di vita in vita, finché non è completamente purificata e alla fine si unisce a Dio o a Brahman, all’Anima Universale o Atman, da cui in origine era stata emanata.
sabato 7 dicembre 2013
Le 7 regole dell'ascolto attivo
Mi sono sempre piaciute queste sette piccole regole e ho sempre cercato di metterle in pratica.
da: Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte.
di Marianella Sclavi.
Le sette regole dell’arte di ascoltare
da: Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte.
di Marianella Sclavi.
Le sette regole dell’arte di ascoltare
- Non aver fretta di giungere alle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera dell’esperienza
venerdì 6 dicembre 2013
venerdì 22 novembre 2013
Incoscienza ordinaria e incoscienza profonda
Il contenuto non trabocca d'allegria, ma descrive efficacemente lo stato di Dukkha e le dinamiche ad esso collegate. Nel prossimo post metto una vignetta, promesso!
..Come probabilmente molti di voi sanno, nel sonno ci si sposta continuamente tra le fasi del sonno senza sogni e lo stato di sogno. Allo stesso modo, nello stato di veglia la maggior parte delle persone si sposta tra incoscienza ordinaria e profonda incoscienza.
Quello che io chiamo stato di incoscienza ordinario significa essere identificati con i processi di pensiero, le emozioni, le reazioni, desideri e le avversioni . E' lo stato di normalità per la maggior parte delle persone, (quello che nel buddhismo viene definito 'ordinario', nota personale). In quello stato, si è guidati dalla mente egoica, uno stato in cui la consapevolezza dell'essere è subordinata all'identificazione.
Si tratta di uno stato in cui non è appropriato parlare di dolore acuto o di infelicità, ma di un livello quasi continuo di sottile disagio, di sorda insoddisfazione, noia o nervosismo, (interrotto solo da sporadici momenti di felicità e piacere che sorgono quando le nostre aspettative vengono corrisposte, che, dopo i momenti di picco, tornano ad essere riassorbiti, nota personale).
sabato 16 novembre 2013
Gli stati mentali immorali o non proficui. Akusala Cetasikas
14 Akusala Cetasikas
14 Stati mentali non proficui
o immorali
Le brevi note relative agli stati mentali sono tratte dalla traduzione che E. Alfano ha pubblicato su www.canonepali.net del testo: Un Manuale dell'Abhidhamma, Narada Thera,
Proseguiamo con l'esposizione degli Stati mentali - Cetasikas, prendendo qui inconsiderazione quelli considerati come non proficui, sono quattordici:
1 Moha. Illusione - Confusione sulla natura della realtà - Ignoranza. Stato mentale radice
Deriva dalla radice muh, essere perplesso, essere illuso. Moha è una delle tre radici del male ed è comune a tutti i tipi immorali di coscienza. E’ opposto a pañña - saggezza.
La caratteristica principale di moha è l’ignoranza sulla natura di un oggetto. Moha oscura la conoscenza di ognuno di noi riguardo al Kamma e alle relative conseguenze e alle Quattro Nobili Verità.
lunedì 28 ottobre 2013
52 Stati Mentali. Il secondo gruppo: i sei occasionali con brevi note di approfondimento
Esposizione dei 52 stati mentali
Le brevi note relative agli stati mentali sono tratte dalla traduzione che E. Alfano ha pubblicato su www.canonepali.net del testo: Un Manuale dell'Abhidhamma, Narada Thera,
I sei stati mentali Particolari-Occasionali
diversamente dagli Universali questi cetasika-stai mentali si trovano solo in alcune classi di coscienza.
1. Applicazione iniziale
2. Applicazione sostenuta,
3. Decisione,
4. Sforzo,
5. Gioia,
6. Volizione.
Questi sei stati mentali vengono chiamati Particolari.
Così questi (tredici) stati mentali sono intesi come “comuni l'un l'altro”
(aññasamana, un termine tecnico applicato collettivamente a tutti i 13 cetasika che posono essere sia morali che immorali, secondo il tipo di coscienza in cui si trovano.)
sabato 26 ottobre 2013
Quei momenti...
Quei momenti senza pensiero
in cui la nebbia si disperde e
mostra infine la sua essenza,
allora l'altro mondo si riempie di movimento,
nuovi dettagli mostrano nuove percezioni,
nitide, profonde.
Quei momenti senza pensiero
in cui le direzioni mutano,
le separazioni cessano,
le isole si sciolgono nel mare.
in cui la nebbia si disperde e
mostra infine la sua essenza,
allora l'altro mondo si riempie di movimento,
nuovi dettagli mostrano nuove percezioni,
nitide, profonde.
Quei momenti senza pensiero
in cui le direzioni mutano,
le separazioni cessano,
le isole si sciolgono nel mare.
martedì 22 ottobre 2013
52 Stati Mentali. Il primo gruppo: gli universali con brevi note di approfondimento
Esposizione
dei 52 stati mentali
Le brevi note relative agli stati mentali sono tratte
dalla traduzione che E. Alfano ha pubblicato su www.canonepali.net del testo:
Un Manuale dell'Abhidhamma
Narada Thera,
Il
primo gruppo: I cosiddetti “universali”.
Questi sette stati mentali sono comuni ad ogni coscienza
1.Contatto
2. Sensazione
3 Percezione
4. Volizione
5. Concentrazione, unificazione della mente sull’oggetto
6. Vita psichica
7. Attenzione
lunedì 7 ottobre 2013
Il Kamma e i pensieri
Qualche volta, quando si pensa al kamma/azione e alle leggi che lo governano ne viene tratta una interpretazione che potremmo definire "deterministica". Come se oltre al tipo, al reame di esistenza di un essere, ne fossero, nel caso di una nascita umana, determinati anche i pensieri, le intenzioni, le azioni. Non lasciando spazio per la libertà d'azione o di volontà.
In molte occasioni il Buddha ha indicato come questa interpretazione fosse errata, se riferita ai suoi insegnamenti. Le azioni, o più precisamente le intenzioni all'azione, giocano un ruolo cruciale nel determinare il tipo di esistenza che andrà a configurarsi in futuro, ma non solo, l'influenza di pensieri, stati mentali e intenzioni di azione ha un ruolo importante nella qualità dell'esistenza nella quale si verificano.
In molte occasioni il Buddha ha indicato come questa interpretazione fosse errata, se riferita ai suoi insegnamenti. Le azioni, o più precisamente le intenzioni all'azione, giocano un ruolo cruciale nel determinare il tipo di esistenza che andrà a configurarsi in futuro, ma non solo, l'influenza di pensieri, stati mentali e intenzioni di azione ha un ruolo importante nella qualità dell'esistenza nella quale si verificano.
venerdì 19 luglio 2013
Non abbiamo bisogno di gufi sul ramo
Abbiamo bisogno di persone che hanno voglia di impegnarsi, di partecipare, di crescere insieme, di costruire insieme nuovi spazi e occasioni di pratica.
Come i gufi abbiamo occhi grandi, come quello dei gufi il nostro sguardo si volge verso i territori oscuri dell'illusione con la luce di Sati, la presenza mentale del Buddha.
Cerchiamo gufi pronti a spiccare il volo....
mercoledì 17 luglio 2013
La culla del buddhismo in Thailandia
martedì 9 luglio 2013
Diversi aspetti della coscienza (citta in pali)
Dal libro di Nina Van Gorkom(Abhidhamma in daily life presumo), tradotto in italiano da Antonella.Comba con il titolo Abhidhamma nella vita quotidiana.
Il Buddha parlò per tutta la sua vita invitandoci e indicandoci tutto ciò che è reale in rapporto a tutto ciò che è illusione. Il contenuto del suo insegnamento può essere verificato mediante la nostra esperienza. Tuttavia, noi prevalentemente non siamo in contatto veramente con le realtà più comuni della vita quotidiana, cioè i fenomeni mentali e i fenomeni fisici che si manifestano attraverso gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua, il senso corporeo e la mente, ma, a quanto pare, siamo per lo più interessati al passato o al futuro e ai modi in cui interpretiamo soggettivamente gli eventi delle nostre vite. Scopriremo però che cosa è realmente la vita se conosceremo meglio le realtà del momento presente e se impareremo a esserne consapevoli allorché appaiono.
Il Buddha spiegò che la coscienza(citta)è una realtà ultima.
giovedì 4 luglio 2013
giovedì 27 giugno 2013
Abhidhamma e vita quotidiana
Desidero segnalare un libro veramente molto importante per chi desidera approfondire la pratica e lo studio del satipatthana.
Si tratta di un libro di Nina Van Gorkom tradotto da Antonella Comba, lo segnalo perchè non sono molti i libri in italiano sul tema dell'abhidhamma, quello che un poco grossolanamente viene chiamata psicologia buddhista.
Il libro sta su Lulu.com e può essere facilmente e gratuitamente scaricato in formato .pdf, cosa che suggerisco caldamente di fare.
Link per scaricare il libro
Un ringraziamento particolare ad Antonella Comba per questo lavoro che mette finalmente in grado anche coloro che non sanno l'inglese di accedere alle spiegazioni, definizioni e categorizzazioni che il buddhismo esplicita nell'abhidhamma o dottrina superiore.
Possa il dono del Dhamma di Antonella Comba e della Van Gorkom essere di beneficio per la comprensione e la diffusione del Dhamma.
Sadhu! Sadhu! Sadhu!
Ben fatto! Ben fatto! Ben fatto!
ps. di solito non mi lascio andare in questo modo, ma quando ci vuole, ci vuole!
Si tratta di un libro di Nina Van Gorkom tradotto da Antonella Comba, lo segnalo perchè non sono molti i libri in italiano sul tema dell'abhidhamma, quello che un poco grossolanamente viene chiamata psicologia buddhista.
Il libro sta su Lulu.com e può essere facilmente e gratuitamente scaricato in formato .pdf, cosa che suggerisco caldamente di fare.
Link per scaricare il libro
Un ringraziamento particolare ad Antonella Comba per questo lavoro che mette finalmente in grado anche coloro che non sanno l'inglese di accedere alle spiegazioni, definizioni e categorizzazioni che il buddhismo esplicita nell'abhidhamma o dottrina superiore.
Possa il dono del Dhamma di Antonella Comba e della Van Gorkom essere di beneficio per la comprensione e la diffusione del Dhamma.
Sadhu! Sadhu! Sadhu!
Ben fatto! Ben fatto! Ben fatto!
ps. di solito non mi lascio andare in questo modo, ma quando ci vuole, ci vuole!
domenica 23 giugno 2013
Strategie di vita
martedì 4 giugno 2013
Il significato della parola Satipatthana. Sayadaw U Pandita
In questo post potete trovare un interessante approccio
divulgativo utilizzato da un insegnante e monaco birmano Sayadaw U Pandita. Consiglio caldamente la lettura a tutti coloro che sono
interessati agli aspetti pratici di questa tecnica meditativa.
Io ho tolto dal testo un sacco di termini in Pali che
aggiungevano molto esotismo, ma che aggiungevano poco al contenuto. La
traduzione non so di chi sia, ma non è mia. Il post è un pò lungo, non mi piace postare contenuti troppo lunghi, ma in questo caso il frazionamento non avrebbe funzionato
Qui
sotto trovate un sintetico di quello che troverete poi svolto diffusamente nel
post:
Satipatthana/consapevolezza
di vipassana sui quattro fondamenti di consapevolezza in breve:
stabilizzazione
ferma e vicina all’oggetto - non superficialità - tenere l’oggetto in vista -
stare faccia a faccia con l’oggetto - protezione della mente dall’attacco dei
difetti e delle impurità mentali - forte percezione - la consapevolezza è la
causa della consapevolezza - precipitarsi e sprofondarsi nell’oggetto - afferrare
saldamente l’oggetto - coprire completamente l’oggetto con l’attenzione –
immediatezza – continuità – simultaneità - non manipolazione o modificazione
dell’oggetto.
lunedì 3 giugno 2013
venerdì 31 maggio 2013
Schemino del processo mentale
Ho preparato un schemino..... mi piacciono un sacco gli schemini, su quello che si potrebbe definire il processo cognitivo. Nel farlo ho integrato concetti moderni e concetti della teoria buddhista sulla mente così come analizzata nell'Abhidhamma(trattato analitico buddhista sulla mente).
A me gli schemi servono perché ho scoperto che aiutano ad avere una sintesi visiva di quello che sto studiando. Chissà che non possa risultare utile anche a qualcuno di voi.
A me gli schemi servono perché ho scoperto che aiutano ad avere una sintesi visiva di quello che sto studiando. Chissà che non possa risultare utile anche a qualcuno di voi.
sabato 25 maggio 2013
mercoledì 15 maggio 2013
Gli Ostacoli alle meditazione. Dubbio scettico(vicikicchā).
Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io.
Durante la pratica meditativa i momenti confusi sono all'ordine del giorno. Quando le esperienze che si susseguono sembrano divenire complicate e la nostra percezione delle cose perde la sua chiarezza, si installa in noi la
confusione e non riusciamo più ad avanzare o peggio, non vogliamo più
proseguire.
Con la mente in disordine possiamo cominciare a dubitare, non
solo delle nostre capacità, ma anche della nostra guida, del metodo insegnato,
della meditazione in generale, del Buddha, del Dhamma o della meditazione stessa
e della sua utilità.
domenica 12 maggio 2013
Gli ostacoli alla meditazione. L'agitazione mentale, rimorsi, preoccupazioni(uddhacca kukkucca).
Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io.
L'agitazione mentale,rimorsi,preoccupazioni. Come riconoscerli?
L'agitazione mentale,rimorsi,preoccupazioni. Come riconoscerli?
Quando la mente non è tranquilla e si sente inquieta e
perturbata sia pure per un piccolo dettaglio e vi è agitazione mentale, quando
la mente rimugina o appaiono dei rimorsi o preoccupazioni in relazione ai propri o altrui comportamenti, in tutti questi casi la mente è incapace di
stabilizzarsi su di un solo oggetto. Quando questo stato mentale prende il sopravvento ci incagliamo su questi pensieri
sconfortanti con il sentimento di non potere continuare la nostra meditazione
fino a che il problema all'origine dell'agitazione mentale o del rimorso non
sarà dissolto o risolto.
Gli Ostacoli alla meditazione. La pigrizia ed il torpore (thina middha)
Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org poi ci ho lavorato su io.
La pigrizia ed il torpore. Come riconoscerli?
La pigrizia ed il torpore. Come riconoscerli?
Quando non riusciamo a restare stabili in modo corretto sul
nostro oggetto di meditazione e la nostra concentrazione "scivola" di
continuo nella sonnolenza o in stati di annebbiamento, mentrela nostra energia è spenta o assente, si tratta di pigrizia e torpore
Il suo contrario, lo stato mentale dell'applicazione mentale; quando la pigrizia ed il torpore sono del
tutto assenti, appare vicāra (l'applicazione
sostenuta), la mente resta costantemente sul suo oggetto.
La causa; vi sono
pigrizia o torpore non appena lo spirito non ha più interesse verso il
principale oggetto di meditazione e l'energia cala.
lunedì 6 maggio 2013
Gli ostacoli che incontriamo in meditazione. I cinque impedimenti
Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io.
Introduzione
Introduzione
I primi approcci alla meditazione, qualunque essa sia(vipassana o samatha)sono generalmente accompagnati da diversi tipi di
ostacoli che, soprattutto agli esordi disturbano e sovente paralizzano
completamente i progressi in meditazione. Sono definiti ostacoli(Kilesa) e possono essere classificati in 5
categorie, nessuna delle quali risparmia nè il debuttante, nè i meditanti avanzati,
anche se l’esperienza è di grande supporto quando ci si confronta con questo
genere di difficoltà.
Gli ostacoli che incontriamo in meditazione. Il desiderio verso gli stimoli sensoriali
Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io
Il desiderio sensoriale(kamacchanda). Come riconoscerlo?
Il desiderio sensoriale(kamacchanda). Come riconoscerlo?
Qualunque sia lo stimolo esterno od interno che sorge, anche
solo per un breve istante, anche un piccolo riflesso, non appena esso è percepibile come piacevole il desiderio
sensoriale è lì. Allo stesso modo quando sorge uno stimolo, interno od esterno, di natura sgradevole immediatamente il desiderio che scompaia subito lo segue.
Gli ostacoli che incontriamo in meditazione. Lo scontento o avversione
Lo scontento-l'avversione(byāpāda). Come riconoscerlo?
Nel minimo sentimento di irritazione, di deprezzamento, di
rigetto, di collera o di odio possiamo riconoscere lo scontento, l'avversione.
Esso può essere generato dal più piccolo
pensiero di insoddisfazione e può riguardare
cose, persone o situazioni, del passato lontano cosi
come stimoli del presente.mercoledì 10 aprile 2013
18 tipi di Coscienza senza Radici. Non Proficue - Proficue - Funzionali
Fonte:Canonepali.net
Coscienze Immorali o Non Proficue. Risultanti senza Radici
(1)
Coscienza visiva, accompagnata da indifferenza.
(2) Coscienza uditiva, accompagnata da indifferenza
(3) Coscienza olfattiva, accompagnata da indifferenza
(4) Coscienza gustativa, accompagnata da indifferenza
(5) Coscienza corporea, accompagnata da dolore,
(6) Coscienza ricevente, accompagnata da indifferenza,
(7) Coscienza investigante, accompagnata da indifferenza.
(2) Coscienza uditiva, accompagnata da indifferenza
(3) Coscienza olfattiva, accompagnata da indifferenza
(4) Coscienza gustativa, accompagnata da indifferenza
(5) Coscienza corporea, accompagnata da dolore,
(6) Coscienza ricevente, accompagnata da indifferenza,
(7) Coscienza investigante, accompagnata da indifferenza.
Questi sette sono tipi di coscienza immorale risultante.
I 52 Stati mentali secondo lo schema dell'Abhidhamma (Analisi delle realtà ultime)
Nel prossimo incontro Domenicale del 21 Aprile parleremo della coscienza, almeno ci proveremo, quindi come documento didattico relativo all'esposizione dei 5 aggregati posto l'elenco degli stati mentali cosi come sono proposti nell'analisi delle realtà ultime contenuta nell'Abhidhamma.
All'inizio troviamo una definizione degli stati mentali, poi segue l'elenco degli stessi suddivisi nei loro gruppi di appartenenza in relazione ai tipi di coscienza che concorrono a costituire.
All'inizio troviamo una definizione degli stati mentali, poi segue l'elenco degli stessi suddivisi nei loro gruppi di appartenenza in relazione ai tipi di coscienza che concorrono a costituire.
lunedì 25 marzo 2013
I 5 Aggregati. Le formazioni mentali
L’Aggregato delle Formazioni Mentali (sankhara-khandha)
O anche Aggregato dei
contenuti e delle attività mentali. In questo gruppo sono contenute tutte le
attività che dipendono dalla volontà (le attività della volizione), sia nel
bene che nel male. Quello che si conosce sotto il nome di karma (o kamma) è
compreso in questo gruppo.
Il Buddha stesso ha definito:
“...Bhikkhu (monaco), è la volizione (cetana) che io
chiamo kamma. Avendolo voluto, un uomo agisce con il corpo, la parola e la
mente”.
giovedì 7 marzo 2013
Per placare il vulcano
Ho pubblicato con un sistema web un pamphlet introduttivo sulla meditazione di Bhante Sujiva. Per accedere al libro cliccare sul link qui sotto, è possibile anche fare un download in .pdf del libro.
lunedì 25 febbraio 2013
Ma cos'è questo Kamma(karma) ?
“Io vi dico, Bhikkhu e
Amici, che è assolutamente impossibile che, azioni volute,
previste, compiute(kamma) cessino la loro efficacia finché non se ne siano sperimentati i risultati, in questa vita o in altre vite future!
previste, compiute(kamma) cessino la loro efficacia finché non se ne siano sperimentati i risultati, in questa vita o in altre vite future!
Ed è altrettanto impossibile
che, senza aver sperimentato i risultati delle azioni passate, colui che le ha
compiute sia in grado di porre fine alla sofferenza.
Possa questo essere ben
conosciuto da tutti!”
Uno dei concetti che genera
più confusione qui in occidente è quello legato alla parola “karma”(in Pali:
kamma).
giovedì 21 febbraio 2013
I 5 Aggregati. Rupa la materialità
...proprio come quando le parti sono correttamente composte
si parla della parola “carro”,
così quando ci sono gli aggregati
è convenzione dire “essere”…
(Buddha)
domenica 17 febbraio 2013
giovedì 14 febbraio 2013
La buona amicizia
In questo discorso il Buddha sviluppa il tema del comportamento etico individuale. Spesso la nostra attenzione trascura questo aspetto fondamentale. In altre parole non vi può essere alcun sviluppo pieno della consapevolezza e della saggezza senza che la nostra presenza mentale non eserciti la sua influenza sui modi con cui gestiamo le nostre attività nella vita di tutti i giorni.
I modi con cui comunichiamo, ma anche la capacità di ascolto e integrazione della nostra comunicazione con gli altri.
I modi con cui comunichiamo, ma anche la capacità di ascolto e integrazione della nostra comunicazione con gli altri.
I modi con cui ci muoviamo e relazioniamo nelle nostre attività lavorative e professionali.
Una attenzione saggia e una chiara comprensione delle conseguenze che comportano le nostre azioni e le nostre decisioni. La capacità di comprendere e..
Una attenzione saggia e una chiara comprensione delle conseguenze che comportano le nostre azioni e le nostre decisioni. La capacità di comprendere e..
lunedì 11 febbraio 2013
Poi vedo...
Condivido questa vignetta del mitico Cavezzali con coloro che nel domenicale del 10 Febbraio sono rimasti fino alla bella condivisione finale, però, siccome le donne hanno avuto un ruolo importante ieri, farei una piccola variazione al testo della vignetta: "Siccome donne e uomini per esser donne e uomini si devono cercare, intanto si cercano...poi si vede"
con un ringraziamento speciale a tutti quanti da parte mia e di Massimo.
con un ringraziamento speciale a tutti quanti da parte mia e di Massimo.
sabato 9 febbraio 2013
Il Maestro è sempre il Maestro
mercoledì 6 febbraio 2013
sabato 2 febbraio 2013
La Meditazione è un lavoro duro
Si tratta di un'attività intrinsecamente solitaria. Una persona,
facendo la meditazione, combatte contro forze enormemente potenti, esse fanno
parte della struttura stessa della mente. Quando realmente voi penetrate in
essa vi troverete alla fine a confrontarvi con una scioccante realizzazione. Un
giorno vi guarderete dentro e capirete la completa e totale grandezza di ciò a
cui state realmente di fronte. Ciò che state sforzandovi di penetrare si
presenta come un solido muro così strettamente denso che nemmeno un singolo
raggio di luce può attraversarlo. Voi vi ritrovate seduti lì, a fissare questo
edificio e dite a voi stessi: "Cosa? Io dovrei penetrare laggiù in fondo e
andare oltre questo? Ma è impossibile! Questo è tutto quello che c'è. Questo è
il mondo intero. Questo è tutto ciò che conta, ed è quello che uso per definire
me stesso e per capire tutto ciò che c’è intorno a me e se lo tolgo via il
mondo intero svanirà ed io con lui. Non posso proprio penetrare ed attraversare
questo. Io semplicemente non posso".
giovedì 31 gennaio 2013
I 5 Aggregati. Le sensazioni
...proprio come quando le parti sono correttamente composte
si parla della parola “carro”,
così quando ci sono gli aggregati
è convenzione dire “essere”…
(Buddha)
Quello che chiamiamo “essere”, o “individuo”, o “Io” quando
pensiamo a noi stessi o in termini più generali, secondo il buddhismo, è solo
una combinazione di forze o energie mentali e fisiche, che cambiano
continuamente, e che possono essere divise in cinque gruppi o aggregati
(khandas).
Didattico Domenicali 1. Il Principio guida in vipassana
Il Principio guida in vipassana
Ogni volta che sorge un dubbio riguardo alla pratica
meditativa semplicemente ricordiamoci del “Principio”
Il “principio”
alla base della vipassana è quello di osservare ogni processo fisico e mentale
che è predominante nel momento presente
mercoledì 30 gennaio 2013
Didattico Domenicali 2. Quando meditare
Quando decidiamo di sederci per meditare, applichiamo ciò che viene descritto negli
insegnamenti del Buddhismo, ovvero si passa alla pratica. Senza questa attività
tutti i libri e i discorsi sulla liberazione dalla sofferenza sono solo
concetti. Interessanti e importanti ma la nostra vita non cambierà un granché senza
la palestra meditativa, senza l’applicazione metodica di quegli insegnamenti.
La cosa migliore è impostare una pianificazione della propria pratica e continuarla
con dolce e paziente tenacia; la programmazione inserisce una struttura di comportamento nella
quotidianità delle nostre vite. L’importante è che il nostro programma possa essere
un aiuto e non diventi un peso: meditare
non è un dovere, né un obbligo.
martedì 29 gennaio 2013
I 5 Aggregati.Le Percezioni
...proprio come quando le parti sono correttamente composte
si parla della parola “carro”,
così quando ci sono gli aggregati
è convenzione dire “essere”…
(Buddha)
Quello che chiamiamo “essere”, o “individuo”, o “Io” quando
pensiamo a noi stessi o in termini più generali, secondo il buddhismo, è solo
una combinazione di forze o energie mentali e fisiche, che cambiano
continuamente, e che possono essere divise in cinque gruppi o aggregati
(khandas).
Questi gruppi sono semplicemente categorie, sottosistemi, o
funzioni di base,
lunedì 28 gennaio 2013
Didattico Domenicali 3. Cosa fare in meditazione
Un buon modo di approcciarsi alle
proprie sessioni di meditazione, sia sedute che camminate è quello di farlo
nella prospettiva di esaminare e riferire le proprie esperienze meditative.
Questo è ciò che in effetti accade durante i ritiri intensivi.
Qualche consiglio:
Meditazione
seduta:
per prima cosa scegliete il vostro oggetto principale e primario, fate qualche
prova per trovare quello che é più adatto a voi, ma poi cercate di non cambiare
in continuazione, ne soffrirebbe la stabilità della vostra meditazione.
Per esempio, se il vostro oggetto
principale è il respiro che entra ed esce dalle narici, oppure il movimento di
salita e discesa dell’addome, per favore fatelo in modo poi da poter riportare
ciò che osservate descrivendo la vostra esperienza al riguardo
domenica 27 gennaio 2013
I 5 Aggregati. La coscienza
...proprio come
quando le parti sono correttamente composte
si parla della parola
“carro”,
così quando ci sono
gli aggregati
è convenzione dire
“essere”…
(Buddha)
Quello che chiamiamo “essere”, o “individuo”, o “Io” quando
pensiamo a noi stessi o in termini più generali, secondo il buddhismo, è solo
una combinazione di forze o energie mentali e fisiche, che cambiano
continuamente, e che possono essere divise in cinque gruppi o aggregati
(khandas)
Didattico Domenicali 4. L'Oggetto di meditazione in vipassana

Cenni sull’oggetto di meditazione: Priorità degli oggetti
All’inizio della pratica meditativa, lo yogi riceve un oggetto
di meditazione. In lingua Pali si
chiama kammatthana, che letteralmente significa “luogo di
lavoro/attività”, esso è il “terreno” per la coltivazione degli stati mentali
della concentrazione e della visione profonda.
In
genere rappresenta l’oggetto principale
sabato 26 gennaio 2013
Didattico Domenicali 5. Una tecnica utile in meditazione. La nota mentale
Si tratta di una tecnica usata in vipassana e conosciuta
anche come: “notare e nominare/etichettare”.
In pratica si tratta di esprimere mentalmente una parola che
descrive ciò che viene sperimentato nel corpo o nella mente nel momento
presente. Nominiamo le sensazioni, i processi, gli stati mentali, i pensieri,
le emozioni, ecc., ovvero nominiamo ciò che sperimentiamo nel momento in cui
accade e lo facciamo senza analizzare, paragonare, giudicare e senza dedicare
alcuna riflessione o elaborazione. Ci affidiamo all’intuizione e alla
percezione e cerchiamo di utilizzare una parola sola evitando frasi composte;
la mente è in grado di farlo in modo intuitivo e preciso, spesso questo
atteggiamento meditativo viene chiamato “nuda attenzione”
Quali sono le ragioni della nota mentale, perche la si
utilizza
venerdì 25 gennaio 2013
Dhamma Hut un canale per il Dhamma
Ho creato tempo fa un canale suYou tube che potesse raccogliere video di Dhamma. In questi giorni ho caricato una serie di brevi conversazioni con Bhante Sujiva registrate ultimamente durante un suo soggiorno milanese il canale si chiama: Dhamma hut e può essere visitato cliccando sul link.
Chi lo desiderasse può anche iscriversi al canale per riceverne gli aggiornamenti.
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