giovedì 23 giugno 2016

L'alchimista



Osserviamo attentamente il flusso e il riflusso delle influenze,
quando invadono e profanano la mente.. 
conosciamole..
non lasciamoci ingannare e trasportare nel loro andirivieni..
quando saremo abbastanza abili, 
stabili, equidistanti, 
al centro dell'orizzonte degli eventi
pronti a catturare i loro movimenti, 
il sorgere e lo svanire, 
allora..
potremo trasformare il loro potenziale negativo
in energia spirituale positiva..

giovedì 9 giugno 2016

..e noi non ce ne accorgiamo...

Qual è la ragione per cui nella pratica meditativa si insiste sullo sviluppo di una consapevolezza continua, in grado di conoscere ciò che accade momento per momento? Le risposte sono molte, ce le sentiamo ripetere in tutte le salse, libri interi trattano l’argomento.

Vorrei qui riportare un aspetto del processo cognitivo che la metafisica buddhista descrive in dettaglio nei libri canonici dell’Abhidhamma che ci dice qualcosa sulle potenzialità della consapevolezza nel cogliere anche gli aspetti più sottili che hanno luogo nel flusso delle coscienze. Per non tormentarvi troppo semplifico al massimo, per quanto possibile risparmiandovi anche i nomi tecnici di ogni coscienza, anche se qualcuno ce lo infilo per i più precisini.

Quando ci muoviamo nel mondo intorno a noi lo facciamo guardando, udendo, odorando, gustando, toccando un oggetto attraverso i sensi. Grazie alla mente e alle sue potenzialità viviamo, creiamo il mondo interiore pensando, creando, ricordando, immaginando, sognando ad occhi aperti e chiusi.

domenica 22 maggio 2016

Il canto di metta e lo sviluppo della gentilezza



 Direi di iniziare la settimana con la bella versione di Imee Ooi del canto di Metta. Questa è la pratica di contemplazione della gentilezza, prima verso se stessi, e poi piano piano la gentilezza viene indirizzata verso le persone vicine e care per poi estendersi a tutti gli esseri. Una delle meditazioni di Samatha o tranquillità più efficaci per contrastare gli stati mentali negativi, se praticata con costanza è di grande aiuto alla pratica meditativa in quanto indebolisce aspetti negativi quali rabbia, avversione, agitazione..

Che il canto di Imee vi accompagni e che la settimana sia serena!

lunedì 16 maggio 2016

Semi che germogliano, solo semi che germogliano

“Io vi dico, che è assolutamente impossibile che azioni volute, previste, compiute, cessino la loro efficacia finché non se ne siano sperimentati i risultati, in questa vita o in altre vite future!

Ed è altrettanto impossibile che, senza aver sperimentato i risultati delle azioni passate, colui che le ha compiute sia in grado di porre fine alla sofferenza.

Possa questo essere così ben conosciuto da tutti!”

                                                          ‘Il Buddha’

Uno dei concetti che è entrato nel linguaggio comune qui in occidente è quello legato alla parola “karma”(in Pali: kamma), legandosi in qualche modo all’idea di destino o sorte. Molti utilizzano in maniera disinvolta questo concetto, creando ancora più incertezza intorno a ciò che si intende con la parola Kamma.
Non che sia ci sia niente di male, si tratta di un concetto e come tale può essere utilizzato e adattato ai contesti più diversi, soprattutto quando si vuole richiamare l’idea di destino ineluttabile o di una esperienza di vita che in qualche modo non giunge per caso.

lunedì 18 aprile 2016

Una domanda scomoda, ci riduciamo lo stress o guardiamo oltre?

Una delle questioni che dobbiamo porci quando ci accostiamo alla spiritualità e alla meditazione ha a che fare con quanto realmente desideriamo metterci in gioco per costruire un percorso di crescita personale efficace, assumendoci le responsabilità di fare quelle scelte necessarie all'evoluzione e in grado di liberarci.
Il cammino spirituale che stiamo seguendo ci connette o ci sconnette da quanto è veramente importante? Ovvero siamo davvero pronti e intenzionati ad intraprendere  il percorso non privo di difficoltà che ci farà incontrare, conoscere e integrare la nostra ombra personale e collettiva, le parti negative e ‘poco nobili’che in determinate situazioni sorgono e si presentano?

lunedì 28 marzo 2016

Contemplare e trasformare i pensieri negativi

Quando ci rendiamo conto che il nostro stato d’animo è turbato dalla presenza di immagini e pensieri negativi, possiamo fare qualcosa che ci può aiutare a portare chiarezza e un pochino di saggio distacco proprio da quei contenuti mentali. Questo è un lavoro di grande importanza sopratutto se ci rendiamo conto che questi stati di coscienza tendono a diventare una abitudine e un filtro rispetto al nostro modo di intercettare e interagire con la realtà di tutti i giorni.

Per farlo abbiamo bisogno di creare uno spazio saggio tra noi e quei contenuti e stati dell'animo. Troviamo un momento, un luogo tranquillo in cui nessuno ci possa distrarre, mettiamoci comodi e proviamo a rilassarci, poi mantenendo una attitudine gentile, ma sopratutto curiosa e interessata, usiamo la presenza mentale, per cercare di mettere bene a fuoco quegli stati d’animo e i pensieri che li alimentano.

martedì 15 marzo 2016

Approccio leggermente approssimativo e Multimediale all'impermanenza


https://youtu.be/SnOMKD2Y3BI Durante gli incontri o i ritiri, capita di cercare le parole giuste per comunicare l'esperienza dell'anicca che in italiano traduciamo con il termine impermanenza. Non che sia una cosa facile comunicare o indicare una esperienza precisa e particolare che si verifica a un certo momento del progresso dell'insight e grazie alla qual sperimentiamo Anicca, l’impermanenza in relazione ai nostri processi corpo/mente.

Qualche tempo fa ero al mare su una bella terrazza inondata dalla luce del mattino, il sole non era ancora alto nel cielo e i suoi riflessi sulla superficie del mare colpivano i miei occhi con innumerevoli lampi di luce che svanivano nell'istante stesso in cui colpivano la retina. Ho girato questo breve video, non è un granchè lo so, ma racconta qualcosa di quell'esperienza lì.

 Questa specifica esperienza è detta Conoscenza dell’insorgenza e della dissoluzione (Udayabbaya ñana). Con la maturazione della percezione dell’impermanenza, si sperimenta la rapidità del processo. Tutti i fenomeni vengono visti sorgere e svanire, e scorrono sempre più veloci con l’approfondirsi della presenza mentale e della concentrazione. Alla fine, tutto scompare nel momento stesso del suo sorgere. Questo flusso acquista velocità trasformandosi da un lento fiume in torrenti impetuosi, in cascate e infine in nuvole di goccioline che esplodono come fuochi d’artificio. Questa conoscenza è considerata una pietra miliare nella pratica, in quanto la sua maturazione annulla tutti i concetti. Si comprende che tutto è formato di queste momentanee particelle. È una comprensione accompagnata dalla gioia, e con la maturazione di questa conoscenza lasciamo andare sempre più elementi di questo Fiume della Vita.





venerdì 4 marzo 2016

Oltre la porta

Una porta chiusa non sempre ci deve fermare..
se abbiamo la curiosità,
se abbiamo la determinazione,
se abbiamo la fede che possano esistere
altri mondi,
altre realtà oltre l'apparenza..
in ciò che è solido scopriremo uno spiraglio,
in ciò che è piatto troveremo la profondità,
ciò che è lineare esploderà in mille frammenti,
lo spazio e il tempo saranno solo sillabe,
quando i confini saranno solo immensità
allora saremo oltre..oltre..

domenica 28 febbraio 2016

Quella sottile imperfezione che tutto pervade

Nella nostra vita ordinaria quando la presenza mentale e l’attenzione dirette vengono verso un qualsiasi oggetto, di solito non vengono mantenute abbastanza a lungo da soddisfare il proposito di una attenta e fattuale osservazione.

Generalmente, nella modalità ordinaria del nostro flusso di coscienza, ciò che immediatamente segue i primi momenti di cognizione sono sensazioni primitive, reazioni emozionali, pensieri discriminanti, riflessioni o propositi di azioni.
Se qualcuno, la cui mente non sia armonizzata e controllata grazie all’addestramento meditativo, si occupasse di dare uno sguardo un poco più curioso, investigativo e ravvicinato del solito ai propri pensieri ed attività di ogni giorno si troverebbe ad osservare uno spettacolo piuttosto sconcertante. Fuori da quei pochi canali principali di pensieri e attività intenzionali incontrerebbe una massa intrecciata di percezioni, pensieri, sensazioni, emozioni e casuali movimenti del corpo che mostrano una situazione di disordine e casualità che certamente nessuno gradirebbe avere nel suo salotto.

domenica 14 febbraio 2016

Seguendo l'antico richiamo

..corse nei campi e riuscì a scorgerle in lontananza,
le oche selvatiche spiccavano il volo.
Avrebbe voluto essere lassù,
nell'immenso spazio, sulle ali del vento,
seguendo l'antico richiamo...
andiam, andiamo è l'ora!

..poi una folata di vento gli sferzò il viso e chiuse gli occhi.
Sentì i suoi piedi pesanti piantati nel campo,
sentì dentro di sé l'immenso spazio e quel battito d'ali era lì,
nell'eterno movimento tra andare e ritornare era lì,
e spiccò il volo, seguendo l'antico richiamo...
andiam, andiamo è l'ora!

mercoledì 3 febbraio 2016

Tanto che fretta c'è?

Spesso le cose non sono chiare,
le idee non sono chiare,
gli eventi con cui ci confrontiamo sono confusi

Quando questo accade la mente si agita
alla ricerca di chiarezza
alla ricerca di soluzioni

Questo movimento verso qualcosa altro,
crea tensioni nella mente che sovente aggiungono solo altra confusione

Possiamo accettare di restare in pace nella confusione?
Possiamo accettare di fare la conoscenza della confusione?
La confusione non è essa stessa transitoria?
La confusione stessa non è forse uno dei modi in cui l'illusione
si veste per presentarsi meno nuda?

Perchè non restare in pace allora, vigili, pronti, stabili,
per cogliere l'ineffabile istante in cui la confusione svanisce
e qualcos'altro si presenta..

In fondo non vi è nulla da temere nella confusione,
molto da temere invece vi è nelle azioni generate dalla mente confusa

Quale potere riconosceremo in quel restare in pace? 
quale forza sentiremo sorgere nella coscienza?
tanto, che fretta c'è?

domenica 24 gennaio 2016

Respirare, partecipare, con tutta la nostra imperfezione!

I difetti mentali e le parti oscure del nostro vissuto emotivo sono una sfida inevitabile con la quale dobbiamo confrontarci nel corso del nostro vivere quotidiano, così come nello svolgersi dei giorni durante un ritiro di meditazione.
Per una appropriata gestione di questi momenti dobbiamo pazientemente sviluppare quelle qualità interiori che ci consentono di comprendere profondamente e integrare in maniera proficua tutto il buono e il cattivo dentro di noi.
Sopratutto quando vediamo cose negative possiamo, e abbiamo bisogno, di essere molto aperti

giovedì 14 gennaio 2016

Il carceriere sorride beffardo

Sono fatti di questo corpo,
di questi sensi sempre all'erta,
di questa mente vasta e fantasiosa,
di questi pensieri sempre pieni di sorprese e ritorni,
i muri della mia prigione.
Li percorro da anni punto a punto
alla ricerca del misterioso portale
da dove non si torna...

.. ma oggi sono uscito
in questa nebbia bianca, compatta, umida, gelata.
Seguendo scricchiolanti orme 
tra foglie marce e cristalli di fango 
mi sono incamminato nel bosco 
lungo il sentiero alla torre di guardia.

Quando ho alzato lo sguardo era lì,
sorprendente e inattesa come solo lei sa essere..."la bellezza"

..uno squarcio di cielo azzurro nitido e profondo...

mercoledì 16 dicembre 2015

e ancora....e ancora....

"non sto cercando di fare niente, non sto cercando di arrivare da nessuna parte. 
Non sto cercando di sperimentare qualcosa che ho sperimentato in precedenza, 
sto solo provando ad essere consapevole
di quello che succede ora,
cosi come si presenta,
semplicemente questo"

Ogni volta che che ci sediamo in meditazione dovremmo ricordarci di queste semplici istruzioni.
Quello che facciamo non è provare ad ottenere qualcosa. Ciò che facciamo è essere qui ed ora, prestando attenzione a ciò che accade.

Spesso in meditazione possiamo trovarci a sperimentare stati intensi e piacevoli, specialmente quando il livello della concentrazione è cresciuto e la mente penetra in profondità in tutto ciò che accade.

domenica 6 dicembre 2015

Territori sconosciuti

Gli strati più profondi del flusso della coscienza sono un territorio poco riconosciuto, ma sempre vivo e presente e parte della nostra vita, anche quella di tutti i giorni. L’esperienza della “pace mentale” è uno di questi; può presentarsi, in alcuni casi, in modo del tutto improvviso e non solamente come frutto di una esperienza meditativa profonda.
Può giungere quando riusciamo a completare un compito molto difficile, mentre sperimentiamo un totale senso di fiducia, appagamento e confidenza in noi stessi; quando riusciamo a lasciar andare tutto restando semplicemente nel senso di soddisfazione e libertà di essere esattamente dove e come siamo.

Questo perfetto stato di rilassamento senza sforzo può essere sperimentato nella vita di tutti i giorni, anche se

domenica 22 novembre 2015

Aganna sutta 6. La fine del Mondo, distrutta la Brama non tornano più

continua dal post precedente Aganna sutta 5

....dopo qualche tempo, Vasettha, un essere della casta Khattiya, insoddisfatto della sua dottrina, abbandonò la casa dove viveva per dedicarsi all’ascetismo pensando: “Diventerò un asceta.” Questo fecero anche un Brahmino, un Vessa ed un Sudda.
In questa maniera, Vasettha, nacque l’ordine degli asceti. La sua origine è tra questi esseri delle diverse caste…

Però considera questo Vasettha, se un Khattiya, avendo una errata visione ed aggrappandosi ad essa, conduce una vita immorale a livello fisico, verbale e mentale, come risultato delle sue azioni, nel momento della dissoluzione del corpo, dopo la morte, rinascerà in reami inferiori, nei mondi infernali.
Questo avverrà ugualmente quando sarà un Brahmino, un Vessa o un Sudda a seguire le visioni errate conducendo una vita immorale a livello fisico, verbale e mentale.

domenica 25 ottobre 2015

Bhava 'il divenire'..Ah! Quel supremo istante

Noi viviamo tutti nello stesso mondo, ma ognuno di noi vive in un mondo differente da quello di tutti gli altri. Le differenze sono dovute a molti aspetti, ad esempio, al fatto che viviamo in luoghi differenti. Se uno vive nella zona ad est di una montagna e qualcun altro vive nella zona ad ovest, chi vive ad est avrà una montagna che gli impedisce di vedere il tramonto del sole, mentre chi vive ad ovest non ne vedrà il sorgere. Guardando quella montagna dallo stesso luogo, un pittore, uno sciatore e un minatore, la vedranno in modi diversi in relazione alle loro visioni ai loro bisogni, passioni, necessità.

lunedì 28 settembre 2015

Aganna sutta 5. La conoscenza delle origini..' E se nominassimo un essere capace di adirarsi...

continua dal post precedente aganna sutta 4

....Ora avvenne che uno di quegli esseri incline alla pigrizia pensò: “Perché devo mangiare riso di sera per cena e al mattino per colazione? Se mangiassi tutto il riso soltanto una volta al giorno?” E così fece. 
Poi un altro si avvicinò e gli disse: “Andiamo a mangiare del riso.” 
“Amico mio, non ne ho bisogno, io lo mangio solo una volta al giorno.” Cosi un altro, seguendo il suo esempio, iniziò a mangiare il riso una volta ogni due giorni, dicendo: “Dovrebbe essere sufficiente.” Poi un altro essere si avvicinò e disse a quest’ultimo: “Andiamo a mangiare il riso.” “Non ne ho bisogno, amico mio, io lo mangio solo una volta ogni due giorni.” (lo stesso per quattro, poi per otto giorni). Comunque, quando quegli esseri iniziarono a cibarsi delle scorte accumulate di riso, la polvere e la cenere iniziò a coprire i grani, e così coltivato il riso non rigermogliava, e una volta liberata la pula, il riso germogliò in steli separati.
Allora quegli esseri si radunarono e iniziarono a lamentarsi: “Dei sentieri malvagi hanno preso il predominio fra noi: prima eravamo fatti di mente, ci nutrivamo di gioia, …

martedì 15 settembre 2015

Aganna sutta 4. La conoscenza delle origini...'i loro corpi bruciavano di sensualità..'


continua dal post precedente  Aganna sutta 3

..e poi, quando la terra colma di sapori scomparve, spuntò un fungo, proprio un normale fungo, ed era commestibile e di  buon colore, odore e sapore. Aveva il colore del miglior ghee o del burro ed era molto dolce come il miele più genuino. E quegli esseri iniziarono a mangiare il fungo. E questo continuò per un lungo lasso di tempo. Mangiando sempre quel fungo, i loro corpi divennero ancora più grossolani e la differenza di aspetto fra di loro aumentò maggiormente. E quelli di bell’aspetto disprezzavano gli altri, divennero ancor più arroganti e vanitosi, tanto che anche il fungo svanì.
Allora, dopo che il fungo scomparve, apparvero piante rampicanti, spuntavano ovunque ed erano molto dolci, come il miele più genuino.

venerdì 21 agosto 2015

Filastrocca del capriolo e del leprotto

Questa mattina, al levar del sole,
dopo la meditazione,
ho preso la via che guarda la valle.

Camminando tranquillo, nel prato di sotto,
ho incontrato un cerbiatto,
brucava l'erba della riva di sotto.

Mi sono fermato e, silenzioso, l'ho guardato
lui ha alzato il capo, incontrato il mio sguardo
e ha ripreso tranquillo a brucare l'erba della riva di sotto.

Poi d'improvviso ha sollevato il capo guardando di là,
di là è spuntato un leprotto che balzando, balzando
si è infilato tra i cespugli di erica più in basso.

Sparito il leprotto il cerbiatto si è voltato verso di me
mi ha guardato in silenzio, come guardano i cerbiatti,
forse tutti e due abbiamo pensato ah! questi leprotti....

poi ha ripreso a brucare l'erba della riva di sotto,
dopo un poco ha sollevato il capo e mi ha guardato, anch'io l'ho guardato,
piano, piano si è infilato anche lui tra i cespugli di erica più in basso.

Poi ho continuato per la via che guarda la valle.

giovedì 25 giugno 2015

Aganna sutta 3. La conoscenza delle origini...'il sapore, la brama e la luminosità scomparve'

continua dal post precedente Aganna sutta Episodio  2


...e prima o poi Vasettha, dopo un altro lunghissimo periodo di tempo, della terra saporita emerse sulle acque dove vivevano quegli esseri. Quella terra sembrava proprio come quella sottile pellicola che si forma sul latte caldo quando si raffredda. Ebbene Vasettha, quella terra era profumata e saporita, del colore del burro e dolce, molto dolce, come il miele più puro.

Cosi accadde che, a un certo punto, uno di quegli esseri di natura curiosa, si chiese: 'cosa sarà questa sostanza ?' Subito immerse la punta del proprio dito in quella terra saporita e la assaggiò, facendo questo rimase catturato da quel sapore e la brama sorse in lui.

giovedì 11 giugno 2015

Aganna sutta 2. La conoscenza delle origini...'non vi erano nè la luna nè il sole, nessuna costellazione, nemmeno una stella..'

continua dal post precedente Aganna sutta 1 

.....Vasettha, ci sono queste 4 caste: i Katthiyas, i Brahmini, i mercanti e gli artigiani; ora, ci sono occasioni in cui un Katthiya uccide, ruba, adotta comportamenti sessuali scorretti, calunnia, mente, è avido, malizioso e ha convinzioni sbagliate. Poichè questi comportamenti sono sbagliati, oscuri, con risultati oscuri, devono essere evitati in quanto non degni di nobiltà d'animo e condannati dai saggi.
Questo Vasettha, vale anche per i Brahmini, i mercanti e gli artigiani.

Ci sono occasioni in cui un Katthiya si astiene da tutti questi comportamenti scorretti e non degni di nobiltà d'animo, le sue azioni sono chiare e luminose e portano risultati chiari e luminosi che sono lodati dai saggi. E questo Vasettha vale anche per i Brahmini, i mercanti e gli artigiani.

mercoledì 3 giugno 2015

Non si può restare sempre lassù.....

.....Non si può restare sempre sulle vette, bisogna sempre ridiscendere...
A che pro allora? Ecco: l'alto conosce il basso, il basso non conosce l'alto. Salendo devi sempre prendere nota delle difficoltà del tuo salire; finchè sali, puoi vederle. Nella discesa non le vedrai più, ma saprai che ci sono, se le hai osservate bene.
Si sale, si vede. Si ridiscende, non si vede più; ma si è visto. Esiste un'arte di dirigersi nelle regioni basse per mezzo del ricordo di quello che si è visto quando si era più in alto.
Quando non è più possibile vedere, almeno è possibile sapere....

Renè Daumal - il Monte Analogo, romanzo d'avventure alpine non euclidee e simbolicamente autentiche.

Questo breve brano dal singolare libro di Daumal, ci dice qualcosa sulla relazione che intercorre tra quei momenti della nostra vita che dedichiamo alla meditazione, dai quali dobbiamo inevitabilmente uscire per tornare alle nostre vite e quei momenti che compongono il nostro vivere quotidiano.

martedì 26 maggio 2015

Aganna sutta 1. La conoscenza delle origini... 'i Brahmini..'

Quella che segue è una libera traduzione, molto personale, di un sutta poco conosciuto e che amo molto, forse perchè un poco diverso dagli altri. Lo trovo particolare perchè è uno dei pochi, forse l'unico, in cui il Buddha parla delle origini del mondo, della razza umana e molte altre cose interessanti, in alcuni passi anche divertenti.
Il linguaggio che ho utilizzato per questa traduzione è assolutamente libero, moderno e contemporaneo. Quindi non prendetela per una traduzione a cui fare riferimento.

Questo è quello ho sentito mentre il Buddha risiedeva a Savatthi, nella proprietà della madre di Migara, nella zona est del parco.
In quel periodo Vasettha e Bharadvaja vivevano assieme ai monaci sperando di entrare anch'essi nell'ordine.

domenica 10 maggio 2015

è piatto..

Oggi ci sono molte ricerche intorno alla meditazione, se ne studiano gli effetti in campo psicologico, fisiologico, umanistico. In Germania, a Berlino, mi raccontava una praticante tedesca, hanno messo insieme 40 laboratori di tutto il mondo per studiarne gli effetti...

Cosi, un bel giorno uno dei tanti gruppi di ricerca contatta uno yogi, noto per la profondità degli stati meditativi che era in grado di raggiungere, per chiedergli di sottoporsi a delle analisi strumentali.

Lo yogi acconsente e, nel giorno stabilito per l'esperimento, viene accolto nel laboratorio da un indaffarato gruppo di studiosi in camice bianco.
Su tutto il suo corpo vengono applicati sensori, elettrodi e tutto l'armamentario che si utilizza in questi casi, poi gli studiosi si allontanano dal corpo dello yogi dicendo "ecco siamo pronti, quando potremo iniziare a registrare i dati?"

Lo yogi si mette comodo nella sua posizione di meditazione e dice loro ".. bene iniziamo, registrate fin quando resto in meditazione, ma ci vorrà qualche oretta, ci vuole il suo tempo". Lo yogi decide di fare del suo meglio e, per favorire le ricerche, entra in uno stato molto profondo e pacificato di meditazione....

Dopo essere emerso dalla meditazione lo yogi viene liberato dai sensori e si avvicina curioso ai ricercatori che, perplessi, stanno leggendo e consultando i grafici dei risultati e chiede loro:
- "allora cosa hanno misurato i vostri strumenti?"
- "beh, all'inizio gli strumenti registravano, poi sempre meno, poi più nulla, tutto piatto"
- "si, ma il piatto era pieno o era vuoto?
- "come..?? Qui non si vede niente.."
- "bah! i vostri strumenti non servono a un granchè" dice lo yogi e se ne va assieme allo sventolare della sua veste.....

martedì 5 maggio 2015

Breaking News! Giovedì 7 maggio 2015 Incontro con Bhante Sujiva

Come capita ogni tanto siamo riusciti a organizzare uno dei nostri incontri dell'ultimo minuto.
In questi giorni Bhante Sujiva è a Milano in transito e in partenza per gli Stati Uniti e Massimo ed io abbiamo organizzato 'al volo' un incontro, quindi :

Giovedi 7 maggio 2015 dalle ore 20.00
in via Lusardi 8/10 a Milano
presso
Metodo Feldenkrais
tema dell'incontro 
Mente e fattori mentali nella metafisica buddhista.
                      
info: giancarlo.sona@gmail.com e mmbonomelli@gmail.com

venerdì 24 aprile 2015

...certo la pizza era buona, la compagnia eccellente..

A volte basta una pizza
per mettere insieme le storie,
per farle incontrare, girare, incrociare.

A volte sono le cose semplici
che portano i sorrisi a nascere,
e poi si incontrano, girano e si incrociano.

...ma non basta, una pizza non può bastare
per guardare dentro le storie, proprio dove cominciano,
all'inizio di tutti i racconti
e poi oltre e oltre ancora
dove non rimane nulla, per poi saltar di là

lunedì 20 aprile 2015

Cercare nobiltà e bellezza

La parola nobiltà a cui alludo qui non si riferisce ai cavalieri, alle corti medioevali o a qualche titolo retaggio di decaduti sistemi  sociali di censo. La parola nobiltà trova la sua origine nella radice greca 'gno', la stessa della parola gnosi, che significa: 'saggezza' oppure 'conoscenza interiore'. Il termine 'nobiltà', si riferisce quindi a ciò che è elevato, che  si distingue nei valori etici di comportamento.

Come collegarci intuitivamente con questa qualità in noi stessi e nelle persone che abbiamo intorno? Possiamo trovare il nostro modo personale di percepire la bontà innata nelle persone intorno a noi? Non è facile, anche perchè molto spesso siamo noi stessi a non credere in questa possibilità.
Interessante a questo proposito