.....Non si può restare sempre sulle vette, bisogna sempre ridiscendere...
A che pro allora? Ecco: l'alto conosce il basso, il basso non conosce l'alto. Salendo devi sempre prendere nota delle difficoltà del tuo salire; finchè sali, puoi vederle. Nella discesa non le vedrai più, ma saprai che ci sono, se le hai osservate bene.
Si sale, si vede. Si ridiscende, non si vede più; ma si è visto. Esiste un'arte di dirigersi nelle regioni basse per mezzo del ricordo di quello che si è visto quando si era più in alto.
Quando non è più possibile vedere, almeno è possibile sapere....
Renè Daumal - il Monte Analogo, romanzo d'avventure alpine non euclidee e simbolicamente autentiche.
Questo breve brano dal singolare libro di Daumal, ci dice qualcosa sulla relazione che intercorre tra quei momenti della nostra vita che dedichiamo alla meditazione, dai quali dobbiamo inevitabilmente uscire per tornare alle nostre vite e quei momenti che compongono il nostro vivere quotidiano.
mercoledì 3 giugno 2015
martedì 26 maggio 2015
Aganna sutta 1. La conoscenza delle origini... 'i Brahmini..'
Quella che segue è una libera traduzione, molto personale, di un sutta poco conosciuto e che amo molto, forse perchè un poco diverso dagli altri. Lo trovo particolare perchè è uno dei pochi, forse l'unico, in cui il Buddha parla delle origini del mondo, della razza umana e molte altre cose interessanti, in alcuni passi anche divertenti.
Il linguaggio che ho utilizzato per questa traduzione è assolutamente libero, moderno e contemporaneo. Quindi non prendetela per una traduzione a cui fare riferimento.
Questo è quello ho sentito mentre il Buddha risiedeva a Savatthi, nella proprietà della madre di Migara, nella zona est del parco.
Il linguaggio che ho utilizzato per questa traduzione è assolutamente libero, moderno e contemporaneo. Quindi non prendetela per una traduzione a cui fare riferimento.
Questo è quello ho sentito mentre il Buddha risiedeva a Savatthi, nella proprietà della madre di Migara, nella zona est del parco.
In quel periodo Vasettha e Bharadvaja vivevano assieme ai monaci sperando di entrare anch'essi nell'ordine.
domenica 24 maggio 2015
The other side - vediamoci dall'altra parte
![]() |
| the other side |
Incontriamoci sull’altra sponda
Ti incontrerò sull’altra sponda
Ci si vede sull’altra sponda........offrirti la mia mano
Per riportarti sulla terra ferma
Quando tutto ciò che ho è sabbia
Il giochetto non vale il tempo sprecato per prepararlo...
Quando tutto ciò che ho è sabbia
Il giochetto non vale il tempo sprecato per prepararlo...
domenica 10 maggio 2015
è piatto..
Oggi ci sono molte ricerche intorno alla meditazione, se ne studiano gli effetti in campo psicologico, fisiologico, umanistico. In Germania, a Berlino, mi raccontava una praticante tedesca, hanno messo insieme 40 laboratori di tutto il mondo per studiarne gli effetti...
Cosi, un bel giorno uno dei tanti gruppi di ricerca contatta uno yogi, noto per la profondità degli stati meditativi che era in grado di raggiungere, per chiedergli di sottoporsi a delle analisi strumentali.
Lo yogi acconsente e, nel giorno stabilito per l'esperimento, viene accolto nel laboratorio da un indaffarato gruppo di studiosi in camice bianco.
Su tutto il suo corpo vengono applicati sensori, elettrodi e tutto l'armamentario che si utilizza in questi casi, poi gli studiosi si allontanano dal corpo dello yogi dicendo "ecco siamo pronti, quando potremo iniziare a registrare i dati?"
Lo yogi si mette comodo nella sua posizione di meditazione e dice loro ".. bene iniziamo, registrate fin quando resto in meditazione, ma ci vorrà qualche oretta, ci vuole il suo tempo". Lo yogi decide di fare del suo meglio e, per favorire le ricerche, entra in uno stato molto profondo e pacificato di meditazione....
Dopo essere emerso dalla meditazione lo yogi viene liberato dai sensori e si avvicina curioso ai ricercatori che, perplessi, stanno leggendo e consultando i grafici dei risultati e chiede loro:
- "allora cosa hanno misurato i vostri strumenti?"
- "beh, all'inizio gli strumenti registravano, poi sempre meno, poi più nulla, tutto piatto"
- "si, ma il piatto era pieno o era vuoto?
- "come..?? Qui non si vede niente.."
- "bah! i vostri strumenti non servono a un granchè" dice lo yogi e se ne va assieme allo sventolare della sua veste.....
Cosi, un bel giorno uno dei tanti gruppi di ricerca contatta uno yogi, noto per la profondità degli stati meditativi che era in grado di raggiungere, per chiedergli di sottoporsi a delle analisi strumentali.
Lo yogi acconsente e, nel giorno stabilito per l'esperimento, viene accolto nel laboratorio da un indaffarato gruppo di studiosi in camice bianco.
Su tutto il suo corpo vengono applicati sensori, elettrodi e tutto l'armamentario che si utilizza in questi casi, poi gli studiosi si allontanano dal corpo dello yogi dicendo "ecco siamo pronti, quando potremo iniziare a registrare i dati?"
Lo yogi si mette comodo nella sua posizione di meditazione e dice loro ".. bene iniziamo, registrate fin quando resto in meditazione, ma ci vorrà qualche oretta, ci vuole il suo tempo". Lo yogi decide di fare del suo meglio e, per favorire le ricerche, entra in uno stato molto profondo e pacificato di meditazione....
Dopo essere emerso dalla meditazione lo yogi viene liberato dai sensori e si avvicina curioso ai ricercatori che, perplessi, stanno leggendo e consultando i grafici dei risultati e chiede loro:
- "allora cosa hanno misurato i vostri strumenti?"
- "beh, all'inizio gli strumenti registravano, poi sempre meno, poi più nulla, tutto piatto"
- "si, ma il piatto era pieno o era vuoto?
- "come..?? Qui non si vede niente.."
- "bah! i vostri strumenti non servono a un granchè" dice lo yogi e se ne va assieme allo sventolare della sua veste.....
martedì 5 maggio 2015
Breaking News! Giovedì 7 maggio 2015 Incontro con Bhante Sujiva
Come capita ogni tanto siamo riusciti a organizzare uno dei nostri incontri dell'ultimo minuto.
In questi giorni Bhante Sujiva è a Milano in transito e in partenza per gli Stati Uniti e Massimo ed io abbiamo organizzato 'al volo' un incontro, quindi :
info: giancarlo.sona@gmail.com e mmbonomelli@gmail.com
In questi giorni Bhante Sujiva è a Milano in transito e in partenza per gli Stati Uniti e Massimo ed io abbiamo organizzato 'al volo' un incontro, quindi :
Giovedi 7 maggio 2015 dalle ore 20.00
in via Lusardi 8/10 a Milano
presso
Metodo Feldenkrais
tema dell'incontro
Mente e fattori mentali nella metafisica buddhista.
venerdì 24 aprile 2015
...certo la pizza era buona, la compagnia eccellente..
A volte basta una pizza
per mettere insieme le storie,
per farle incontrare, girare, incrociare.
A volte sono le cose semplici
che portano i sorrisi a nascere,
e poi si incontrano, girano e si incrociano.
...ma non basta, una pizza non può bastare
per guardare dentro le storie, proprio dove cominciano,
all'inizio di tutti i racconti
e poi oltre e oltre ancora
dove non rimane nulla, per poi saltar di là
per mettere insieme le storie,
per farle incontrare, girare, incrociare.
A volte sono le cose semplici
che portano i sorrisi a nascere,
e poi si incontrano, girano e si incrociano.
...ma non basta, una pizza non può bastare
per guardare dentro le storie, proprio dove cominciano,
all'inizio di tutti i racconti
e poi oltre e oltre ancora
dove non rimane nulla, per poi saltar di là
lunedì 20 aprile 2015
Cercare nobiltà e bellezza
La parola nobiltà a cui alludo qui non si riferisce ai cavalieri, alle corti medioevali o a qualche titolo retaggio di decaduti sistemi sociali di censo. La parola nobiltà trova la sua origine nella radice greca 'gno', la stessa della parola gnosi, che significa: 'saggezza' oppure 'conoscenza interiore'. Il termine 'nobiltà', si riferisce quindi a ciò che è elevato, che si distingue nei valori etici di comportamento.
Come collegarci intuitivamente con questa qualità in noi stessi e nelle persone che abbiamo intorno? Possiamo trovare il nostro modo personale di percepire la bontà innata nelle persone intorno a noi? Non è facile, anche perchè molto spesso siamo noi stessi a non credere in questa possibilità.
Interessante a questo proposito
Come collegarci intuitivamente con questa qualità in noi stessi e nelle persone che abbiamo intorno? Possiamo trovare il nostro modo personale di percepire la bontà innata nelle persone intorno a noi? Non è facile, anche perchè molto spesso siamo noi stessi a non credere in questa possibilità.
Interessante a questo proposito
domenica 19 aprile 2015
Il bisogno e il potere
Possiamo pensare di avere bisogno di una determinata persona per essere felici, o di un determinato lavoro per avere successo, o di qualche altra gratificazione emozionale o fisica per essere contenti.
In quel momento, se in quel preciso istante notiamo che 'siamo qui, ora, senza la cosa di cui abbiamo bisogno'.
Allora !……perché pensiamo di averne bisogno?
Un esame attento ci rivelerà che, forse, non ne abbiamo affatto bisogno, né per sopravvivere, né per essere felici. La felicità è uno stato della mente, non qualcosa che giunge all’improvviso da chissà dove!
Forse possiamo decidere di essere felici senza ciò di cui pensiamo di avere bisogno per essere felici, e lo saremo!
Un esame attento ci rivelerà che, forse, non ne abbiamo affatto bisogno, né per sopravvivere, né per essere felici. La felicità è uno stato della mente, non qualcosa che giunge all’improvviso da chissà dove!
Forse possiamo decidere di essere felici senza ciò di cui pensiamo di avere bisogno per essere felici, e lo saremo!
sabato 11 aprile 2015
Ritiro meditazione e studio del Rupa la materialità
....se un uomo si sedesse, avvolgendosi in una bianca veste sino alla testa, sì che niente di lui rimanga scoperto; così pure un monaco siede, avvolgendo il corpo con l'a mente purificata, immacolato sì che niente della sostanza del suo corpo rimane scoperto. Così si esercita, e in lui svaniscono le concezioni errate e, con lo svanire di queste, l'intimo cuore si rinsalda, si unisce, si raccoglie. Da chiunque la meditazione del corpo sia così esercitata e seguita, da lui sono anche intuite tutte le cose salutari che portano alla conoscenza
Kayagasati sutta M.N 119
01 - 03 Maggio 2015
Centro di meditazione Pian dei Cilegi
Questo ritiro mira ad approfondire la conoscenza del rūpa, ovvero della dimensione fisica dell'esperienza. Essendo il rūpa un insieme di fenomeni più grossolano dei fenomeni mentali può essere utile come primo passo o punto d'appoggio per chi aspira a padroneggiare la propria mente.
sabato 4 aprile 2015
Ecco ora è perfetto !
Il maestro chiese a un suo discepolo di sistemare il giardino del monastero. Il discepolo pulì il giardino e lo
lasciò in uno stato impeccabile. Il maestro però non rimase soddisfatto, "Manca qualcosa" gli disse e lo rispedì a sistemare una seconda volta, e poi una terza.
Scoraggiato, il
povero discepolo si lamentò: "Maestro, non c'è più nulla da mettere in ordine, più nulla da pulire in questo giardino! È già tutto a posto!"
"Tranne una cosa" rispose il maestro.
Scosse un albero e si staccarono delle foglie, che andarono a cadere per terra.
"Ecco ora è perfetto" concluse.
giovedì 26 marzo 2015
Sitting Flash Mob a Milano il 28 marzo a Milano
Segnalo questa intrigante iniziativa, io ci sono e chi ama se stesso si sieda con noi....
Un gesto non simbolico ma attivo: portare dieci minuti di silenzio nella città di Milano.
Non importa in cosa si crede, basta credere nel silenzio delle sofferenze, delle ingiustizie, delle guerre.
Nello Zen si dice: "GUARDA SOTTO I TUOI PIEDI E INIZIA DA LÌ". Iniziamo tutti da dove ci sediamo in meditazione, dalla nostra coscienza.
INFORMAZIONI TECNICHE: si può praticare silenzio meditativo anche in jeans e maglietta. L'importante è portare un quotidiano da usare per sedersi sopra e praticare la meditazione silenziosa sulle notizie della realtà del Qui e Ora, per poter cambiare.
Seguiranno a Napoli, Palermo, Roma, Berlino, Parigi...
SABATO 28 marzo ore 10, in Piazza Duomo
10 minuti di silenzio.
Dieci minuti di meditazione per il cambiamento.
Dieci minuti di silenzio per la pace.
Dieci minuti di meditazione per il cambiamento.
Dieci minuti di silenzio per la pace.
Un gesto non simbolico ma attivo: portare dieci minuti di silenzio nella città di Milano.
Non importa in cosa si crede, basta credere nel silenzio delle sofferenze, delle ingiustizie, delle guerre.
Nello Zen si dice: "GUARDA SOTTO I TUOI PIEDI E INIZIA DA LÌ". Iniziamo tutti da dove ci sediamo in meditazione, dalla nostra coscienza.
INFORMAZIONI TECNICHE: si può praticare silenzio meditativo anche in jeans e maglietta. L'importante è portare un quotidiano da usare per sedersi sopra e praticare la meditazione silenziosa sulle notizie della realtà del Qui e Ora, per poter cambiare.
Seguiranno a Napoli, Palermo, Roma, Berlino, Parigi...
lunedì 23 marzo 2015
Tetralogia degli elementi
Secondo la tradizione buddhista l'aspetto della forma o della materia, è costituito da quattro elementi fondamentali, li cito assieme al loro nome in lingua Pali: pathavi-la terra, apo-l’acqua, tejo-il fuoco e vayo-l’aria. Ed è in conseguenza delle continue e molteplici modalità con cui questi quattro si fondono tra di loro, predominando ora uno ora l’altro, che le forme del mondo intorno a noi e il nostro stesso corpo, assumono il loro aspetto. Per il pensiero buddhista questi quattro elementi rappresentano non tanto un certo tipo di sostanza esoterica o mistica, ma bensì le differenti manifestazioni e funzioni che governano la realtà fisica. Essi coesistono e sono inseparabili, ma nel mutare incessante delle configurazioni che assumono l’uno può prevalere sugli altri. Essi sono distinti non scientificamente, ma esperienzialmente come terra, acqua, fuoco e aria, vale a dire che è la nostra esperienza sensoriale che ne riconosce le qualità e le caratteristiche
lunedì 16 marzo 2015
Le lacrime
SAMYUTTA NIKAYA 15.3
Assu Sutta
A Savatthi......là il Benedetto disse: "Da un inconoscibile inizio continua la trasmigrazione degli esseri di esistenza in esistenza. Il punto di inizio non è evidente, gli esseri immersi nell'illusione ed incatenati dalla brama trasmigrano e continuano ad errare. Che cosa pensate, monaci: “Che cosa è più grande, le lacrime che avete versato mentre trasmigravate ed erravate per tutto questo tempo, disperandovi perchè uniti a ciò che non amavate e separati da ciò che amavate, o l'acqua dei quattro grandi oceani?”
lunedì 2 marzo 2015
Elementi essenziali del Buddhismo
Nell’ultimo incontro ho avuto l’impressione che potesse essere utile raccogliere in maniera sintetica quelli che potremmo considerare i Punti cardine del Buddhismo.
Ho quindi messo insieme gli elementi essenziali che possono aiutare ad avere un
quadro complessivo, sebbene in modo estremamente sintetico questi i punti principali.
Dedicato a Patrizia che me lo ha chiesto...in coda al post(per motivi di privacy) ho messo anche l'Albo degli illuminati richiestomi da Andrea
lunedì 16 febbraio 2015
Meditare è sufficiente? Secondo me no, bisogna comprendere
Le tre comprensioni che maturano durante il progresso nell'insight
Il Buddha ha impartito i
suoi insegnamenti con l’intenzione di dare a tutte le persone la possibilità di
raggiungere la giusta comprensione in conformità con la verità che egli stesso
aveva capito quando raggiunse la sua realizzazione . Gli insegnamenti sono
sempre stati di natura empirica, egli ha sempre fornito tutte le informazioni e
le istruzioni in modo trasparente e diretto, spesso adattandole in relazione
alle persone a cui si rivolgeva, affinché fosse possibile mettere in pratica e
sperimentare di persona le indicazioni ricevute.
Nel percorso meditativo
personale, grazie al susseguirsi delle esperienze meditative, lo yogi si trova
a vivere direttamente nuove modalità di manifestazione delle realtà fisiche e
mentali. Una nuova fenomenologia si dispiega nel vissuto meditativo, una serie
di intuizioni o visioni profonde maturano in una successione, non
necessariamente lineare. Questa successione di esperienze viene chiamata il “progresso
dell’insight”.
mercoledì 28 gennaio 2015
Le istruzioni originali di Mahasi Sayadaw
Pratica Intensiva di Vipassana
Venerabile Mahasi Sayadaw
Spesso le istruzioni di base per la pratica della meditazione ci giungono attraverso le fonti più diverse, spesso in modo frammentato, a volte parziale, in molti casi modificato in relazione alle necessità contingenti e ai contesti in cui la pratica si svolge e alle finalità che l'eventuale insegnante si propone. Niente di male per carità, nulla può venir considerato statico e immutabile. Ritengo utile però pubblicare le istruzioni originali di base rilasciate da Mahasi Sayadaw, colui che ha vivificato e ricodificato negli anni '50 del secolo scorso la via del 'puro insight'. Questa pratica si è diffusa dall'ambito del buddhismo Theravada, dai monasteri e dai centri di meditazione di Burma a tutto il mondo laico e monastico grazie alla sua efficacia alla semplicità e linearità delle istruzioni di base.
Leggere le istruzioni direttamente alla fonte può aiutarci a integrare e contestualizzare le informazioni che abbiamo a disposizione, buona lettura!
martedì 20 gennaio 2015
Ogni giorno devi decidere cosa vuoi essere
Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita, cosi chiese consiglio a un maestro spirituale:
“Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile”.
Il maestro prese una manciata di cenere, la mostrò all’uomo e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di acqua limpida che aveva sul tavolo dicendo: “Queste sono le tue sofferenze” l'acqua nel bicchiere s'intorpidì e s'insudiciò, il maestro allora offrì all’uomo il bicchiere chiedendogli: “vuoi berla?” L’uomo si ritrasse e allora il maestro disse “hai ragione” e la buttò via.
Poi prese un'altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all'uomo, si affacciò alla finestra e la buttò nel mare.
La cenere si disperse in pochi istanti e poco dopo il mare ritornò limpido, esattamente com'era prima.
“Vedi mio caro amico, ogni giorno devi decidere cosa vuoi essere; un bicchiere d'acqua o il mare?”
La cenere si disperse in pochi istanti e poco dopo il mare ritornò limpido, esattamente com'era prima.
“Vedi mio caro amico, ogni giorno devi decidere cosa vuoi essere; un bicchiere d'acqua o il mare?”
mercoledì 31 dicembre 2014
domenica 21 dicembre 2014
Addome, respiro, corpo? Mahasi oppure Ba Khin?
La scelta tra i differenti oggetti dell'attenzione in meditazione vipassana, quelli che generalmente
vengono definiti come ‘oggetti primari’ e che vengono assegnati ai meditanti
quando compiono i loro primi passi sul sentiero, ha una sua rilevanza durante i
ritiri intensivi. Una buona gestione degli oggetti può fare la differenza nei
progressi che lo yogi può compiere
nello sviluppo di presenza mentale e concentrazione, due stati mentali, due
facoltà, di cruciale importanza in meditazione vipassana.
Spesso i praticanti si sentono confusi al riguardo; passano da un oggetto
all’altro senza riuscire ad approfondire le esperienze su nessuno di essi.
Oppure si fissano su un oggetto senza una strategia particolare, mentre ogni
oggetto ha sue caratteristiche ed utilità.
Possiamo scegliere di seguire il
respiro alla base del naso quando riteniamo sia più opportuno orientare la
pratica verso lo sviluppo della concentrazione, oppure possiamo dirigere l’attenzione
verso le sensazioni nel corpo, in particolar modo alla sua base, se desideriamo
costruire un buon radicamento nella consapevolezza delle sensazioni. Se decidiamo di stare sul
salire e scendere dell’addome avremo una situazione di sviluppo equilibrato tra
consapevolezza e concentrazione. In tutti i casi saranno sempre i processi
corpo/mente ad essere il campo dell’esperienza nel focus della nostra
attenzione; ‘rupa/la materialità’ con
l’incessante mutare delle configurazioni dei 4 elementi e ‘citta/il conoscere’.
venerdì 12 dicembre 2014
La panchina dei diecimila pensieri - Chair of a ten thousand thoughts
..è stata scritta da Bhante Sujiva in Tasmania nel 1998 , 'la panchina dei diecimila pensieri' è una delle mie preferite.
Ne ho fatto anche una personale traduzione in italiano che potete trovare in coda
'On a sloping lawn, underneath tall trees
Sat a chair with ten thousand thoughts
Thoughts left by many who sat on it.
Thoughts speaking to themselves,
Thoughts speaking to others,
Thoughts speaking to a dumb sky that gives no answers,
Late one evening in the cold biting air,
I saw someone sat on it.
Ne ho fatto anche una personale traduzione in italiano che potete trovare in coda
'On a sloping lawn, underneath tall trees
Sat a chair with ten thousand thoughts
Thoughts left by many who sat on it.
Thoughts speaking to themselves,
Thoughts speaking to others,
Thoughts speaking to a dumb sky that gives no answers,
Late one evening in the cold biting air,
I saw someone sat on it.
sabato 6 dicembre 2014
martedì 2 dicembre 2014
Satipatthana vipassana e neuroni specchio, interessanti analogie.
Nel satipatthana sutta le istruzioni del 'refrain', dove sono elencate le istruzioni che lo yogi deve applicare nello svolgimento della pratica verso ognuno dei 4 fondamenti di sati(consapevolezza), la prima di queste istruzioni è quella della contemplazione internamente e esternamente...
…”Così egli si dedica alla contemplazione del corpo nel corpo internamente,
alla contemplazione del corpo nel corpo esternamente, o contemplando il corpo
nel corpo internamente ed esternamente. Egli contempla il sorgere dei fenomeni
nel corpo, oppure contemplando il dissolversi dei fenomeni nel corpo, oppure
contemplando il sorgere ed il dissolversi dei fenomeni nel corpo. La sua
presenza mentale è stabilizzata nel conoscere: "esiste un corpo",
nella misura necessaria per la consapevolezza e la conoscenza, e vive
distaccato, senza aggrapparsi a nulla in questo mondo. Così pure, o monaci, un
monaco vive nella contemplazione del corpo nel corpo….”
venerdì 7 novembre 2014
Il serpente
Pubblico questo bel sutta-discorso
in cui il Buddha ci offre delle interessanti metafore sulle trasformazioni che
il meditante ha l’opportunità di innescare lungo il progresso dell’insight.
Quella del serpente che
lascia la sua vecchia pelle è una metafora che mi piace molto perché richiama
un processo naturale che avviene nella vita del serpente che, in modo del tutto
indolore, in certe fasi della sua esistenza cambia pelle. Per il serpente la pelle
è un elemento del corpo fondamentale, la usa per mimetizzarsi e sopravvivere,
per farsi riconoscere e riprodursi, ma anche per cacciare e nutrirsi.
Il serpente evoca profonde sensazioni di paura e fascino, proprio come i cambiamenti. Molte antiche tradizioni lo vedono come la forza vitale che dimora alla base della spina dorsale; le leggende relative ai suoi magici poteri: trasformarsi e trasmutare in un ciclo senza fine di morte e rinnovamento sono nate proprio dalla sua facoltà di mutare la pelle molte volte. Mi sembra una bella metafora, cosa ne dite?
Il serpente evoca profonde sensazioni di paura e fascino, proprio come i cambiamenti. Molte antiche tradizioni lo vedono come la forza vitale che dimora alla base della spina dorsale; le leggende relative ai suoi magici poteri: trasformarsi e trasmutare in un ciclo senza fine di morte e rinnovamento sono nate proprio dalla sua facoltà di mutare la pelle molte volte. Mi sembra una bella metafora, cosa ne dite?
martedì 4 novembre 2014
Le quattro Nobili Verità-La messa in moto della ruota del Dhamma
Questo è il primo discorso del Buddha, dato poco dopo il suo Risveglio
a cinque monaci con cui aveva praticato le austerità nella foresta
per parecchi anni. Il sutta comprende gli insegnamenti essenziali del Buddhismo:
le Quattro Nobili Verità e il Nobile Ottuplice Sentiero. Ascoltando
questo discorso il monaco Kondañña raggiunse il primo
stadio del Risveglio, dando così nascita all'Ariya Sangha, il Nobile
Sangha.
Così ho sentito,
una volta il Benedetto soggiornava presso
Varanasi, a Isipatana, nel Parco delle Gazzelle.
Si rivolse in questo modo al gruppo di cinque monaci (i primi compagni del
Buddha prima del suo risveglio): “Questi due estremi devono essere evitati se si ricerca la
verità. Quali sono questi due estremi?
Quello di attaccarsi ai piaceri dei sensi, a ciò che è
basso, volgare, terreno, ignobile e dannoso; e quello di dedicarsi alle
automortificazioni, a ciò che è doloroso, ignobile e dannoso. Evitando questi
due estremi, monaci, il Tathagata ha scoperto la via di mezzo che conduce alla
chiara visione e alla conoscenza, alla pace, alla saggezza, al risveglio ed al
Nibbana."
lunedì 20 ottobre 2014
Akusala cetasikas - Stati mentali non proficui
Pubblicati i video girati il 15 ottobre 2014 a Milano durante gli insegnamenti dati da Bhante Sujiva. Gli insegnamenti sono relativi agli stati mentali non proficui o akusala cetasikas. Abbiamo cosi continuato con l'esposizione degli stati mentali cosi come sono categorizzati e definiti nell'Abhidhamma, altrimenti chiamata dottrina superiore(in occidente viene spesso chiamata psicologia buddhista, ma è una definizione abbastanza impropria).
I video sono pubblicati nel canale youtube.com che utilizzo per la loro pubblicazione, sempre nel canale è possibile vedere tutti i video girati in precedenza. Vai al canale
Per semplicità di pubblicazione e visualizzazione i video sono stati suddivisi per renderli più fruibili.
Buona visione! Ma sopratutto buona contemplazione! Perchè poi quando arrivano dovete tenerli d'occhio!
martedì 7 ottobre 2014
Con ardore, comprendendo chiaramente, con presenza mentale...
Così...
lo yogi si dedica alla contemplazione del corpo nel corpo interiormente,
o alla contemplazione del corpo nel corpo esternamente,
o contemplando il corpo nel corpo interiormente ed esteriormente.
lo yogi contempla il sorgere dei fenomeni nel corpo,
contempla il dissolversi dei fenomeni nel corpo ,
contempla il sorgere ed il dissolversi dei fenomeni nel corpo,
la sua presenza mentale è stabilizzata nel conoscere: "esiste un corpo" ,
nella misura necessaria per la consapevolezza e la conoscenza,
e vive distaccato, senza aggrapparsi a nulla in questo mondo.
mercoledì 24 settembre 2014
Ritiro di meditazione e studio
Approfondimento sul satipatthana sutta - 2° parte
Giancarlo Giovannini e Massimo Bonomelli
28-29-30 Novembre 2014
Loc. Bulla di Montesanto 1
29028 Ponte dell'Olio (Piacenza)
0523-878948 info@piandeiciliegi.it
www.piandeiciliegi.it
www.piandeiciliegi.it
Lo scopo di questo ritiro è di alternare la pratica meditativa di vipassana con l’approfondimento di temi didattici relativi allo sviluppo di Sati. Questo lo faremo prendendo in esame un sutta in particolare: il 'satipatthana sutta'; in
questo discorso il Buddha espone per esteso l'insieme di pratiche meditative che
contribuiscono al processo di sviluppo della
consapevolezza e costituisce un valido terreno di approfondimento per comprendere nella
sua interezza il quadro di riferimento relativo alla meditazione vipassana
Il seminario è rivolto sia a chi
desidera conoscere i principi di questa meditazione, sia a praticanti
esperti che vogliono anche dedicarsi allo studio e/o desiderano
confrontarsi con altri sulla pratica.
La giornata sarà suddivisa in
sessioni di pratica seduta e camminata, guidate e in silenzio, oltre che
in momenti di discussione e condivisione del Dhamma.
martedì 23 settembre 2014
Incontri Domenicali di meditazione vipassana. Sessione autunno 2014
via Lusardi 8/10 Milano presso C.E.M (via Lusardi è una traversa di C.so Italia)
§ 28 settembre 2014 con Massimo
§ 26 ottobre 2014 con Giancarlo
§16 novembre 2014 con Massimo
§14 dicembre 2014 con Giancarlo
Per contatti e iscrizioni:
giancarlo.sona@gmail.com - mmbonomelli@gmail.com
martedì 9 settembre 2014
giovedì 28 agosto 2014
La consapevolezza nel nostro vivere quotidiano, istruzioni per l'uso
Prendi l’impegno di praticare la consapevolezza nella tua vita quotidiana, si tratta di adottare piccoli e apparentemente insignificanti abitudini, di inserirle negli automatismi del nostro vivere la giornata, al lavoro, in famiglia e nelle situazioni di relazione.
Di seguito troverai alcuni spunti, o idee, da cui partire. Se vuoi fare le cose in grande, puoi provare a metterli in pratica tutti, ma forse è più semplice sceglierne qualcuno che ti sembra alla tua portata e iniziare da lì.
sabato 2 agosto 2014
Ancora una volta
Ancora una volta sul sentiero che nessuno percorre,
ancora una volta a fianco del maestro,
ancora una volta il silenzio,
ancora una volta le parole cercheranno
di descrivere ciò che non può essere descritto,
ancora una volta dove tutto si ferma,
ancora una volta insieme a tanti, finalmente soli
ancora una volta il pensiero si trasformerà
nel battito d'ali d'una farfalla,
ancora una volta, ancora una volta
in cerca dell'ultima volta, per non ritornare....
ancora una volta a fianco del maestro,
ancora una volta il silenzio,
ancora una volta le parole cercheranno
di descrivere ciò che non può essere descritto,
ancora una volta dove tutto si ferma,
ancora una volta insieme a tanti, finalmente soli
ancora una volta il pensiero si trasformerà
nel battito d'ali d'una farfalla,
ancora una volta, ancora una volta
in cerca dell'ultima volta, per non ritornare....
venerdì 25 luglio 2014
Lo Yogi e il Pescatore
Il principio che sta alla base della meditazione vipassana è quello di osservare ogni processo
fisico e mentale che è predominante nel momento presente.
In questo senso lo yogi è un pò come il pescatore di Steinberg che se ne sta seduto tranquillo, con la sua canna galleggia sulla sua barchetta assecondando il movimento delle onde, ha gettato la sua esca e attende. Potrebbe abboccare una sardina, un tonno, uno squalo o una balena.
Lo yogi, anche lui se ne sta quieto, mentre la sua consapevolezza asseconda il flusso del continuum mentale 'galleggia', leggero per quanto più riesce.
Ha gettato la sua esca, l'attenzione, e attende....
In questo senso lo yogi è un pò come il pescatore di Steinberg che se ne sta seduto tranquillo, con la sua canna galleggia sulla sua barchetta assecondando il movimento delle onde, ha gettato la sua esca e attende. Potrebbe abboccare una sardina, un tonno, uno squalo o una balena.
Lo yogi, anche lui se ne sta quieto, mentre la sua consapevolezza asseconda il flusso del continuum mentale 'galleggia', leggero per quanto più riesce.
Ha gettato la sua esca, l'attenzione, e attende....
venerdì 4 luglio 2014
I tre veleni e le "tempeste perfette"
Negli ultimi mesi, quasi quotidianamente, riceviamo notizie di eventi drammatici, persone che improvvisamente compiono atti di violenza verso gli altri, verso se stessi o ambedue le cose.
Nel vivere quotidiano, nel ripetitivo succedersi dei giorni delle nostre vite, quasi sempre senza che ve ne sia consapevolezza, nell'instancabile flusso delle coscienze, gli stati mentali e i pensieri si susseguono istante dopo istante. In questo continuo scorrere si depositano impressioni che lasciano le loro tracce nel continuum mentale. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, la nostra mente assume così una sua configurazione, sue modalità di risposta alle sollecitazioni della realtà che ci circonda.
mercoledì 2 luglio 2014
Da tempo immemorabile e poi…Zac!
L’idea buddhista sulla presenza di uomini e donne su questo
pianeta ha una sua originalità. Potremmo descriverla sommariamente in questo
modo: da tempo immemorabile un flusso di coscienza e materia sorge e passa
istante dopo istante; ogni istante di coscienza sorge, conosce e sperimenta
qualcosa e cessa assieme al declinare di ciò che è stato conosciuto e
sperimentato. Pensieri, oggetti dei sensi, emozioni, sensazioni fisiche e
mentali appaiono nell’orizzonte della coscienza, vengono percepiti, conosciuti,
sperimentati e, con il loro tramontare, cessa la coscienza congiunta a quegli
eventi. Per fare tutta questa roba qui, che non sta mai ferma, ci vuole un corpo…
ed eccoci qua.
giovedì 19 giugno 2014
Quanto a lungo devo sedere in meditazione?
domanda:
..le sedute di meditazione devono essere molto lunghe?
risposta:
..no, non c’è bisogno di sedersi per ore e ore. C’è’ chi pensa che più si riesce a stare seduti, più si e’ saggi. Ho visto delle galline sedute sul loro nido per giorni interi! La saggezza viene dall'esercizio della presenza mentale in tutte le posizioni.
La tua pratica dovrebbe cominciare dal momento in cui ti svegli al mattino e continuare fino a che non ti addormenti. Non preoccuparti di quanto tempo riesci a stare seduto.
..le sedute di meditazione devono essere molto lunghe?
risposta:
..no, non c’è bisogno di sedersi per ore e ore. C’è’ chi pensa che più si riesce a stare seduti, più si e’ saggi. Ho visto delle galline sedute sul loro nido per giorni interi! La saggezza viene dall'esercizio della presenza mentale in tutte le posizioni.
La tua pratica dovrebbe cominciare dal momento in cui ti svegli al mattino e continuare fino a che non ti addormenti. Non preoccuparti di quanto tempo riesci a stare seduto.
sabato 31 maggio 2014
Abbey of San Giulio - L’Abbazia di San Giulio
Let us walk hand in hand
along the way of silence,
silently then we can listen
to the Master’s counsel,
silently will it sink into our hearts,
that distilled sense of wisdom.
Shall we walk heart with heart
contemplating with mindfulness every moment
a mindfulness that brings you to the “ Here and Now”
Leading us onwards in the Path
that abandons the “ I “ and the “ Mine”
along the way of silence,
silently then we can listen
to the Master’s counsel,
silently will it sink into our hearts,
that distilled sense of wisdom.
Shall we walk heart with heart
contemplating with mindfulness every moment
a mindfulness that brings you to the “ Here and Now”
Leading us onwards in the Path
that abandons the “ I “ and the “ Mine”
venerdì 16 maggio 2014
E’ come accordare uno strumento
Questa è la storia di Sona (non posso resistere Sona è il nome buddhista che Bhante Sujiva mi ha dato), il sutta è contenuto nella raccolta di discorsi 'Anguttara Nikaya', la fonte è canonepali.net, io ho dato una revisione su alcuni termini della traduzione che erano un pochino arcaici, il traduttore non me ne vorrà, spero.
Così ho sentito...
una volta il Beato soggiornava presso Rajagaha, sul Picco dell'Avvoltoio. In quel tempo il Ven. Sona soggiornava presso Rajagaha nel Bosco Fresco.
Mentre Sona meditava (dopo avere praticato la meditazione camminata finché la pelle della pianta dei suoi piedi fu spaccata ed in procinto di sanguinare), questi pensieri nacquero nella sua coscienza: "faccio parte dei discepoli del Beato che si applicano strenuamente alla meditazione, ma la mia mente non è liberata dalle impurità dell'attaccamento. Ora, la mia famiglia possiede sufficienti ricchezze e ne posso approfittare per ottenere dei meriti. E se rinnegassi la pratica, se tornassi alla vita ordinaria, approfittassi delle ricchezze ed ottenessi dei meriti"?
Così ho sentito...
una volta il Beato soggiornava presso Rajagaha, sul Picco dell'Avvoltoio. In quel tempo il Ven. Sona soggiornava presso Rajagaha nel Bosco Fresco.
Mentre Sona meditava (dopo avere praticato la meditazione camminata finché la pelle della pianta dei suoi piedi fu spaccata ed in procinto di sanguinare), questi pensieri nacquero nella sua coscienza: "faccio parte dei discepoli del Beato che si applicano strenuamente alla meditazione, ma la mia mente non è liberata dalle impurità dell'attaccamento. Ora, la mia famiglia possiede sufficienti ricchezze e ne posso approfittare per ottenere dei meriti. E se rinnegassi la pratica, se tornassi alla vita ordinaria, approfittassi delle ricchezze ed ottenessi dei meriti"?
martedì 29 aprile 2014
Solo dentro di te capirai il Dhamma
Domanda.
Che si può dire degli altri metodi di pratica? Di questi tempi sembra esserci una quantita’ di maestri e di sistemi di meditazione, questo confonde le idee.
Risposta.
E’ come entrare in città. Si può venire da nord, da sud-est, da molte vie. Spesso i sistemi sono diversi solo esteriormente. Che cammini in una direzione o in un’altra, velocemente o lentamente, se lo fai con presenza mentale, non c’e’ nessuna differenza. C’e’ un unico punto essenziale a cui in un modo o in un altro tutte le pratiche valide devono arrivare e cioè il non attaccamento. Alla fine, tutti i sistemi vanno abbandonati. Ne’ si può continuare a dipendere dal maestro.
Che si può dire degli altri metodi di pratica? Di questi tempi sembra esserci una quantita’ di maestri e di sistemi di meditazione, questo confonde le idee.
Risposta.
E’ come entrare in città. Si può venire da nord, da sud-est, da molte vie. Spesso i sistemi sono diversi solo esteriormente. Che cammini in una direzione o in un’altra, velocemente o lentamente, se lo fai con presenza mentale, non c’e’ nessuna differenza. C’e’ un unico punto essenziale a cui in un modo o in un altro tutte le pratiche valide devono arrivare e cioè il non attaccamento. Alla fine, tutti i sistemi vanno abbandonati. Ne’ si può continuare a dipendere dal maestro.
lunedì 28 aprile 2014
Imparare dall'amore
Ieri sera son tornato a casa facendo jogging, non è una gran notizia lo so, ma la faccenda è un'altra;
a un certo punto, lungo l'itinerario, nei giardinetti che ci sono a Milano in zona Pagano mi ha colpito una cosa...su una panchina vedo due ragazzi, un lui e una lei; se ne stavano seduti di fronte, rannicchiati uno contro l'altra come solo i ragazzi sono capaci di fare, vicini, stretti, come se il mondo stesse tutto in quel groviglio di mani, gambe, dita, respiri.
Lui le teneva la testa tra le mani, mentre lei gli parlava fitto fitto,
a un certo punto, lungo l'itinerario, nei giardinetti che ci sono a Milano in zona Pagano mi ha colpito una cosa...su una panchina vedo due ragazzi, un lui e una lei; se ne stavano seduti di fronte, rannicchiati uno contro l'altra come solo i ragazzi sono capaci di fare, vicini, stretti, come se il mondo stesse tutto in quel groviglio di mani, gambe, dita, respiri.
Lui le teneva la testa tra le mani, mentre lei gli parlava fitto fitto,
venerdì 18 aprile 2014
Le catene della mente
Quello che segue è un estratto da un discorso di A. Sucitto.
Il tema che vorrei sottoporre alla vostra attenzione, grazie a questo estratto, riguarda un processo molto sottile e un pochino perfido che avviene a livello mentale e che indebolisce la qualità della nostra pratica come quella della nostra vita. Poichè questo processo, ovviamente, si verifica anche nella nostra quotidianità è, a mio avviso, di grande importanza individuarlo e conoscerlo. Riguarda il senso di sfiducia in se stessi, di inadeguatezza, di limitatezza quando svolgiamo una qualsiasi attività. Come sempre la pratica meditativa ci consente di gettare il nostro sguardo su quegli aspetti profondi e sottili dei processi con cui si costruisce la nostra relazione col mondo. Buona lettura....
Il tema che vorrei sottoporre alla vostra attenzione, grazie a questo estratto, riguarda un processo molto sottile e un pochino perfido che avviene a livello mentale e che indebolisce la qualità della nostra pratica come quella della nostra vita. Poichè questo processo, ovviamente, si verifica anche nella nostra quotidianità è, a mio avviso, di grande importanza individuarlo e conoscerlo. Riguarda il senso di sfiducia in se stessi, di inadeguatezza, di limitatezza quando svolgiamo una qualsiasi attività. Come sempre la pratica meditativa ci consente di gettare il nostro sguardo su quegli aspetti profondi e sottili dei processi con cui si costruisce la nostra relazione col mondo. Buona lettura....
giovedì 17 aprile 2014
L'arciere
Observe the ‘Archer’ Bhante Sujiva 2013.
Scritta dopo una visita a 'bodyworks'
The mind fixed in concentration to the target,
All bodily systems and tissues were held in position,
The hands, the legs, the body and most of all the arms and the eyes,
Many parts of the action known, many other parts unknown,
All forces moving, meeting at a point,
A rocket shooting to the moon,
All in a moment of time.
Scritta dopo una visita a 'bodyworks'
The mind fixed in concentration to the target,
All bodily systems and tissues were held in position,
The hands, the legs, the body and most of all the arms and the eyes,
Many parts of the action known, many other parts unknown,
All forces moving, meeting at a point,
A rocket shooting to the moon,
All in a moment of time.
venerdì 11 aprile 2014
Samatha e vipassana
Domanda:
..hai detto che samatha e vipassana, cioe’ concentrazione e visione profonda, sono la stessa cosa. Puoi spiegarti meglio?
Risposta:
...è semplicissimo. Concentrazione e visione profonda operano di concerto, all’inizio la mente diventa tranquilla fissandosi su un oggetto di meditazione, si calma quando ti siedi con gli occhi chiusi. Questo è samatha, quella base di samadhi da cui alla fine emerge la saggezza, o vipassana. A quel punto la mente e’ calma, sia se stai seduto con gli occhi chiusi, sia se cammini per una citta’ affollata. Si tratta di questo. Una volta eri un bambino, ora sei un adulto. Il bambino e l’adulto sono la stessa persona? Da un certo punto di vista sì, ma si puo’ dire anche che siano diversi. Allo stesso modo samatha e vipassana si possono anche considerare distinte.
Oppure è come per il cibo e le feci, cibo e feci si possono considerare la stessa cosa o due cose distinte, ma non credere a quello che dico io, pratica e scoprilo di persona.
Non serve niente di speciale. se indaghi su come nascono la concentrazione e la saggezza capirai da solo qual è’ la verità’. Di questi tempi la gente si fissa sulle parole, dice di praticare la vipassana e trascura samatha. Oppure dice di praticare samatha e che e’ indispensabile che samatha venga prima della vipassana. Tutto questo è sciocco. Comincia a praticare, vedrai da te.
..hai detto che samatha e vipassana, cioe’ concentrazione e visione profonda, sono la stessa cosa. Puoi spiegarti meglio?
Risposta:
...è semplicissimo. Concentrazione e visione profonda operano di concerto, all’inizio la mente diventa tranquilla fissandosi su un oggetto di meditazione, si calma quando ti siedi con gli occhi chiusi. Questo è samatha, quella base di samadhi da cui alla fine emerge la saggezza, o vipassana. A quel punto la mente e’ calma, sia se stai seduto con gli occhi chiusi, sia se cammini per una citta’ affollata. Si tratta di questo. Una volta eri un bambino, ora sei un adulto. Il bambino e l’adulto sono la stessa persona? Da un certo punto di vista sì, ma si puo’ dire anche che siano diversi. Allo stesso modo samatha e vipassana si possono anche considerare distinte.
Oppure è come per il cibo e le feci, cibo e feci si possono considerare la stessa cosa o due cose distinte, ma non credere a quello che dico io, pratica e scoprilo di persona.
Non serve niente di speciale. se indaghi su come nascono la concentrazione e la saggezza capirai da solo qual è’ la verità’. Di questi tempi la gente si fissa sulle parole, dice di praticare la vipassana e trascura samatha. Oppure dice di praticare samatha e che e’ indispensabile che samatha venga prima della vipassana. Tutto questo è sciocco. Comincia a praticare, vedrai da te.
giovedì 10 aprile 2014
Non cercare di arrivare
Domanda:
.....mi sto impegnando molto nella pratica, ma sembra che non porti da nessuna parte.
Risposta:
...questo e’ molto importante. Nella pratica, non cercare di arrivare da qualche parte. Lo stesso desiderio di essere libero o illuminato sara’ ciò che ti impedisce di liberarti. Puoi sforzarti quanto vuoi, praticare ardentemente giorno e notte, ma se lo fai avendo ancora in mente questo desiderio di arrivare, non troverai mai la pace. L’energia di questo desiderio sara’ fonte di dubbio e irrequietezza. A prescindere dal tempo e dallo sforzo che dedichi alla pratica, la saggezza non nasce dal desiderio. Perciò, semplicemente, molla la presa. Osserva la mente e il corpo con attenzione senza cercare di ottenere nulla. Non attaccarti nemmeno alla pratica dell’illuminazione.
.....mi sto impegnando molto nella pratica, ma sembra che non porti da nessuna parte.
Risposta:
...questo e’ molto importante. Nella pratica, non cercare di arrivare da qualche parte. Lo stesso desiderio di essere libero o illuminato sara’ ciò che ti impedisce di liberarti. Puoi sforzarti quanto vuoi, praticare ardentemente giorno e notte, ma se lo fai avendo ancora in mente questo desiderio di arrivare, non troverai mai la pace. L’energia di questo desiderio sara’ fonte di dubbio e irrequietezza. A prescindere dal tempo e dallo sforzo che dedichi alla pratica, la saggezza non nasce dal desiderio. Perciò, semplicemente, molla la presa. Osserva la mente e il corpo con attenzione senza cercare di ottenere nulla. Non attaccarti nemmeno alla pratica dell’illuminazione.
mercoledì 9 aprile 2014
Non credere
"Non credere in
qualcosa perché è scritta nei
libri. Non credere in qualcosa
perché è stata praticata da generazioni o diventa una
tradizione o parte di una cultura.
Non credere in qualcosa,
perché una dottrina dice che è
così. Non credere
in qualcosa credendo che sia ispirata da un dio.
Non credere in
qualcosa che ti dice un insegnante.
Non credere in qualcosa,
perché le autorità dicono che è
così.
Non credere a dicerie, voci,
opinioni speculative, o perché è nel senso comune. Accetta come assolutamente vero solo ciò che è lodato dai
saggi e che provi tu in prima persona e che sperimenti come essere buono per te e per gli
altri. "
(Anguttara Nikaya
3.65)
giovedì 3 aprile 2014
Cenni sull’oggetto di meditazione in vipassana
All’inizio
della pratica meditativa, il praticante riceve o viene istruito a seguire un oggetto di meditazione. Una buona immagine ci viene fornita dal modo in cui esso viene chiamato in lingua Pali,
cioè 'kammatthana', che letteralmente significa “luogo di lavoro/attività”, esso è il “terreno” per la coltivazione degli stati mentali della concentrazione e della visione profonda.
cioè 'kammatthana', che letteralmente significa “luogo di lavoro/attività”, esso è il “terreno” per la coltivazione degli stati mentali della concentrazione e della visione profonda.
In genere
rappresenta il fenomeno, o processo principale, su cui dirigiamo la nostra attenzione e verso il quale ricondurremo ogni volta il focus della nostra ossevazione; per convenzione ci riferiremo ad esso come 'oggetto primario'.
Durante
l’attività di osservazione altri fenomeni si presentano alla nostra attenzione:
questi, sempre per convezione costituiscono l'insieme degli 'oggetti secondari'.
mercoledì 2 aprile 2014
La nota mentale in meditazione vipassana
Brevi cenni sulla
“nota mentale” e il suo utilizzo
Si tratta di un metodo utilizzato nel sistema integrato di tecniche meditative della scuola birmana che ha in Mahasi Sayadaw il suo fondatore. Conosciuta
anche come:
'notare e nominare/etichettare' o in inglese 'mental noting and labelling'
'notare e nominare/etichettare' o in inglese 'mental noting and labelling'
In pratica si tratta di esprimere mentalmente una parola che
descrive ciò che viene sperimentato nel corpo o nella mente nel momento
presente.
mercoledì 26 marzo 2014
Assistendo imperturbata lo svanire
Se il passato è solo un
ricordo, una memoria di qualcosa o di qualcuno. Piacevole, spiacevole o
indifferente, ma che si manifesta nella nostra mente ora, adesso, nel presente.
Ugualmente il futuro è un
pensiero, un progetto, una speranza, una preoccupazione che ha luogo ora, adesso, in questo momento.
Allora ciò che conta
veramente è la relazione tra questi: pensieri, immagini, speranze, ricordi, progetti, fantasie che si presentano e la qualità, l’intensità, l’inclinazione della coscienza che ne
risulta....in questo processo si decide la nostra vita.
lunedì 3 marzo 2014
Le realtà assolute o 'paramattha dhamma'
In questo post pubblico una roba un pochino astrusa, lo devo ammettere, adatta più che altro, forse, a noi 'dhamma-bum', vecchi volponi da ritiro, culi da cuscino, gente che si siede e non sai mica quando poi si alza, menti che corrono dietro a robe puntiformi, che i pensieri sono solo variazioni che scompaginano il flusso del continuum mentale....
Comunque, chi fosse interessato a scoprire come la filosofia buddhista descrive la realtà può cimentarsi con la lettura di ciò che segue, secondo me ne vale la pena, ma se vi stufate e trovate la cosa noiosa vi capisco, potete sempre sospendere per un pò, chennesò andate al cinema, fatevi una passeggiata fino alla prima pasticceria e compratevi un bignè, una sacher, una di quelle robe che si fanno per resistere in questa vita bislacca dove anche un blogger la può complicare..
Comunque, chi fosse interessato a scoprire come la filosofia buddhista descrive la realtà può cimentarsi con la lettura di ciò che segue, secondo me ne vale la pena, ma se vi stufate e trovate la cosa noiosa vi capisco, potete sempre sospendere per un pò, chennesò andate al cinema, fatevi una passeggiata fino alla prima pasticceria e compratevi un bignè, una sacher, una di quelle robe che si fanno per resistere in questa vita bislacca dove anche un blogger la può complicare..
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