lunedì 16 febbraio 2015

Meditare è sufficiente? Secondo me no, bisogna comprendere

Le tre comprensioni che maturano durante il progresso nell'insight

Il Buddha ha impartito i suoi insegnamenti con l’intenzione di dare a tutte le persone la possibilità di raggiungere la giusta comprensione in conformità con la verità che egli stesso aveva capito quando raggiunse la sua realizzazione . Gli insegnamenti sono sempre stati di natura empirica, egli ha sempre fornito tutte le informazioni e le istruzioni in modo trasparente e diretto, spesso adattandole in relazione alle persone a cui si rivolgeva, affinché fosse possibile mettere in pratica e sperimentare di persona le indicazioni ricevute.

Nel percorso meditativo personale, grazie al susseguirsi delle esperienze meditative, lo yogi si trova a vivere direttamente nuove modalità di manifestazione delle realtà fisiche e mentali. Una nuova fenomenologia si dispiega nel vissuto meditativo, una serie di intuizioni o visioni profonde maturano in una successione, non necessariamente lineare. Questa successione di esperienze viene chiamata il “progresso dell’insight”.

 E' importante avere una corretta comprensione di questa nuova fenomenologia, perché il suo quadro di riferimento è quello delle realtà ultime, quelle realtà che il Buddha ha indicato essere i costituenti sottostanti alle realtà convenzionali, potremmo considerarli come mattoni fondamentali al di fuori della  nostra ordinaria percezione convenzionale. Suoni, odori, sensazioni corporee, la coscienza stessa con i suoi pensieri, le idee con i quali riempiamo la nostra vita, la nostra considerazione di noi stessi, si rivelano in modalità nuove. Quel ‘qualcosa la fuori’ e ‘quel qualcosa qua dentro’ si rivelano con sempre nuove qualità grazie alla visione profonda. 
Potenziato dalla continuità della presenza mentale e magnificato dalla concentrazione il campo di esperienze dello yogi penetra sempre di più attraverso le modalità convenzionali con cui conosciamo e sperimentiamo la realtà ed è lungo questo percorso che si rende necessaria una giusta comprensione di ciò che viene conosciuto e vissuto. Il progressivo sviluppo della chiara comprensione consiste in sostanza con lo sviluppo della saggezza ed ha una diretta relazione con il progresso dell’insight.

La giusta comprensione può generare le condizioni che portano al risultato auspicato dal Buddha e cioè lo sviluppo di quella saggezza in grado di penetrare il velo dell’illusione e vedere le cose così come sono, sperimentando le qualità e le caratteristiche sottostanti alle modalità convenzionali con cui intercettiamo e sperimentiamo la realtà.

Lo yogi si trova a sperimentare con una chiarezza sempre più vivida che ogni fenomeno, sia esso fisico che mentale,  che si manifesta come:
·         impermanente e transitorio
·         insoddisfacente
·         insostanziale,  privo di controllo,  condizionato e impersonale

L’insegnamento buddhista ci indica quello che la saggezza dovrebbe poter realizzare, grazie alla chiara comprensione, e cioè che le realtà che sorgono e passano momento dopo momento, siano esse fisiche o mentali, sono Dukkha (insoddisfacenti, transitorie e condizionate), penetrando la natura vuota di essenza di tutte le realtà conosciute.

Quando parliamo di progresso dell’Insight ci riferiamo a quella serie di esperienze intuitive, o di visione profonda, che si susseguono in meditazione. A mano a mano che consapevolezza e concentrazione diventano più stabili, le modalità con cui la mente sperimenta ciò che conosce mutano, dischiudendo nuovi orizzonti sulle qualità e le caratteristiche dei fenomeni conosciuti.

Con il progresso dell’insight  tre livelli di comprensione vengono raggiunti e completati:
  • La piena comprensione di ciò che viene conosciuto
  • La piena comprensione investigativa
  • La piena comprensione del lasciar andare


 Comprensione completa di ciò che viene conosciuto (Nata pariññå):

·         è la comprensione che realizza le caratteristiche specifiche dei  fenomeni mentali (Nama) e materiali  (Rupa). 

Qui il progresso dell’Insight  è nella sua prima fase iniziale,  si discerne chiaramente la ‘differenza tra le caratteristiche mentali e materiali’, (il nome di questa conoscenza è: nama-rupa-pariccheda-Nana).  La mente che osserva e l’oggetto o qualità materiale osservata sono due fenomeni differenti, anche mentre sorgono e passano insieme, anche se in termini molto semplici osserviamo qui il rapporto condizionato tra la mente e il suo oggetto. Va sottolineato che in quel momento c’è la chiara percezione del non sé e che tutte queste qualità sono soltanto eventi naturali. Qui l’esistenza di una persona, un individuo non trova spazio. Questo livello di comprensione rappresenta la base per l'ulteriore sviluppo della saggezza.

Comprensione investigativa (Tírana pariññå):

·         è la  comprensione che indaga a fondo le caratteristiche generali della mente (Nama) e della materia(Rupa), senza preferenze per un fenomeno mentale o materiale particolare, senza selezionarne nessuno a priori.
La saggezza realizza le caratteristiche delle realtà come appaiono attraverso tutte e sei le porte dei sensi. Quando la saggezza si rende conto chiaramente che mente e materia sono solo fenomeni transitori e condizionati (dhamma), soggetti a incessante cambiamento, e che non è possibile fare affidamento su di essi, matura  la quarta tappa del progresso di insight, ‘la conoscenza del sorgere e passare dei fenomeni mentali e materiali’(il nome di questa conoscenza è: udayabbaya ñana).

In questa fase tutti i fenomeni vengono visti sorgere e svanire e questo avviene sempre più velocemente via via che consapevolezza e concentrazione crescono e diventano più stabili. La comprensione investigativa inizia a questo punto del sentiero.

Comprensione del lasciar andare o dell’abbandono (Pahana pariññå):

·         Il terzo tipo di piena comprensione è la saggezza che investiga e sperimenta la dissoluzione di mente e materia. Qui inizia, e poi giunge a maturazione, la fase finale del progresso dell’insight. La comprensione e conoscenza della dissoluzione (il nome di questa conoscenza è: bhanga ñana) matura in questa fase. Da questo punto in poi nello yogi la percezione dell’impermanenza  evolve nella percezione della dissoluzione. Grazie alla saggezza e alla visione penetrativa su tutto ciò che sperimenta, matura il distacco dai fenomeni conosciuti, siano essi materiali che mentali. Questo accade perché a questo punto risulta evidente al meditante lo svantaggio e il pericolo che intrinsecamente giungono insieme mente (Nama) e materia (Rupa).

Gli abbandoni sono sette:

  • l’impermanenza abbandona la percezione della permanenza
  • la sofferenza abbandona la percezione del piacere
  • il non sé abbandona la percezione del sé 
  • l’imparzialità abbandona la percezione della passione 
  • l’imparzialità abbandona la percezione del piacere
  • la cessazione abbandona la percezione dell’originazione 
  • il distacco abbandona la percezione dell’attaccamento


Via via lo yogi sperimenta sempre più in profondità la natura vuota e vacua dei fenomeni e apprende che il senso più profondo del processo è la cessazione come destino finale di tutte le cose. In questa fase ovviamente queste esperienze di cessazione sono ancora parte del processo del divenire, una cessazione che condiziona un nuovo sorgere (upada nirodha). Occorre quindi sforzarsi per giungere a realizzare la cessazione priva di nuova insorgenza (anupada nirodha).
Da questo punto in poi il progresso dell’insight e della saggezza procede in modo naturale lungo il percorso sperimentando una serie di conoscenze di insight e, quando le facoltà sono mature, lo avvicinano alle porte della liberazione.


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