lunedì 24 ottobre 2016
lunedì 3 ottobre 2016
il respiro fresco delle foglie
Silenzio,
o forse inaudito fragore..
sembra tacere la natura,
eppure la sua presenza è immane,
incurante e imperturbata
accoglie tutto
il grido, il pianto, il riso
la rabbia e la gioia, la pace e il tumulto
la speranza colma di illusioni,
il sorprendente amore che d'improvviso tutto avvolge,
il filo dei pensieri creatore dei mille mondi
tra le sillabe sono qui quasi per caso
non sono nulla,
del bosco sento il respiro fresco delle foglie,
dell'onda ascolto il rumore dell'incontro,
mentre osservo attento il vibrare delle cose
si apre uno spazio delicato dove nulla più è riconosciuto
tra poco sarò andato
non ci saran saluti..
montesanto, ottobre 16
o forse inaudito fragore..
sembra tacere la natura,
eppure la sua presenza è immane,
incurante e imperturbata
accoglie tutto
il grido, il pianto, il riso
la rabbia e la gioia, la pace e il tumulto
la speranza colma di illusioni,
il sorprendente amore che d'improvviso tutto avvolge,
il filo dei pensieri creatore dei mille mondi
tra le sillabe sono qui quasi per caso
non sono nulla,
del bosco sento il respiro fresco delle foglie,
dell'onda ascolto il rumore dell'incontro,
mentre osservo attento il vibrare delle cose
si apre uno spazio delicato dove nulla più è riconosciuto
tra poco sarò andato
non ci saran saluti..
montesanto, ottobre 16
giovedì 22 settembre 2016
you talkin' to me? There's nobody hearing, hearing, hearing..
Paola una carissima amica e Compagna nel Dhamma, dall'Irlanda mi ha inviato questo 'Joke' scrivendomi: ..'questo secondo me ci starebbe benissimo nel tuo Blog'....sono molto contento che Paola abbia colto lo spirito con cui pubblico e la ringrazio di cuore...
non c'è niente di meglio che un pochino di leggerezza per ricominciare con le pubblicazioni.
Se passate dalle parti di Cork e Baltimore in Irlanda e avere voglia di sedervi con una Dhamma Friend, Paola è lassù tra nuvole e squarci di sole, sfornando pani integrali e biscotti mentre le diecimila bolle vanno e vengono dentro....
Colgo l'occasione per ricordarvi il prossimo Domenicale del 2 ottobre con Massimo Bonomelli, iniziamo come alle 10.00 am. sempre in via Lusardi 8/10.
lunedì 25 luglio 2016
Ritrovare la parte migliore
La meditazione
di “Metta” o di “Gentilezza amorevole” è una delle pratiche legate al Buddhismo
di tradizione Theravada che consente, attraverso l’attività concentrata della
mente, di far sorgere uno stato della coscienza puro, altruistico e colmo di
affetto per sé e per il prossimo.
Si tratta di uno dei numerosi tipi di meditazione, insegnati
direttamente dal Buddha ai suoi discepoli, che viene classificato tra le
pratiche di “Samatha” o di
concentrazione, ed è una delle quattro dimore divine, ovvero uno dei quattro
stati sublimi verso cui la coscienza può essere, dopo un poco di addestramento,
indirizzata e plasmata. Può cambiare radicalmente le nostre vite perchè è in grado di farci scoprire che il calore di uno stato mentale colmo di tenerezza e affetto può sorgere da dentro senza alcun bisogno di gratificazioni esterne.
La mente, secondo la psicologia buddhista, è un complesso di
forze volte a conoscere la realtà circostante e, nel caso di una mente saggia,
ad accettarla senza lasciare che
lunedì 11 luglio 2016
Mae Chee Kaew e l'Essenza
Mae Chee Kaew è vissuta in Thailandia dal 1901 al 1991 ed è stata riconosciuta dal Sangha come pienamenta realizzata, come una di quelle persone che hanno completato e realizzato il Sentiero, una Arahant o Arahatta.
Il modo in cui descrive la fine della sofferenza, così semplice e profondo, ci indica anche la direzione verso cui lasciar fluire la nostra pratica, almeno a me è successo così... questa frase mi ha emozionato, mi ha scosso in un momento in cui giravo sempre intorno alle stesse esperienze..... magari capita anche a voi...
Ecco le sue parole, le ho liberamente tradotte dopo averle scovate in una sua biografia scritta da Bhikkhu Dick Sīlaratano. Anche il suo volto, la sua espressione in questa foto, mi emozionano, non so perchè, non so spiegarlo.
Buona lettura! Buona contemplazione!
"Corpo, mente e l'Essenza sono tutte realtà distinte e separate.
Assolutamente tutto; la terra, l'acqua, il fuoco, il vento, il corpo, i sentimenti, la memoria, il pensiero e la coscienza, i suoni, i luoghi, gli odori, i sapori, i tocchi e le emozioni come la rabbia, l'avidità e l'illusione, questi li possiamo conoscere tutti, ci sono ben noti.
Li conosco tutti come esistono nel propri stati naturali. Ma per quanto venga esposta a loro, non sono in grado di rilevare anche un solo istante in cui essi hanno alcun potere sul mio cuore. Essi sorgono e cessano secondo la loro natura, sono sempre in perpetuo cambiamento.
Ma la presenza, l'Essenza che li conosce non cambia mai nemmeno per un istante. Essa è da sempre eterna, non nata e immortale. Questa è la fine di ogni sofferenza ".
Il modo in cui descrive la fine della sofferenza, così semplice e profondo, ci indica anche la direzione verso cui lasciar fluire la nostra pratica, almeno a me è successo così... questa frase mi ha emozionato, mi ha scosso in un momento in cui giravo sempre intorno alle stesse esperienze..... magari capita anche a voi...
Ecco le sue parole, le ho liberamente tradotte dopo averle scovate in una sua biografia scritta da Bhikkhu Dick Sīlaratano. Anche il suo volto, la sua espressione in questa foto, mi emozionano, non so perchè, non so spiegarlo.
Buona lettura! Buona contemplazione!
"Corpo, mente e l'Essenza sono tutte realtà distinte e separate.
Assolutamente tutto; la terra, l'acqua, il fuoco, il vento, il corpo, i sentimenti, la memoria, il pensiero e la coscienza, i suoni, i luoghi, gli odori, i sapori, i tocchi e le emozioni come la rabbia, l'avidità e l'illusione, questi li possiamo conoscere tutti, ci sono ben noti.
Li conosco tutti come esistono nel propri stati naturali. Ma per quanto venga esposta a loro, non sono in grado di rilevare anche un solo istante in cui essi hanno alcun potere sul mio cuore. Essi sorgono e cessano secondo la loro natura, sono sempre in perpetuo cambiamento.
Ma la presenza, l'Essenza che li conosce non cambia mai nemmeno per un istante. Essa è da sempre eterna, non nata e immortale. Questa è la fine di ogni sofferenza ".
giovedì 23 giugno 2016
L'alchimista
Osserviamo attentamente il
flusso e il riflusso delle influenze,
quando invadono e
profanano la mente..
conosciamole..
non lasciamoci ingannare e
trasportare nel loro andirivieni..
quando saremo abbastanza abili,
stabili, equidistanti,
al centro dell'orizzonte degli eventi
al centro dell'orizzonte degli eventi
pronti a catturare i loro
movimenti,
il sorgere e lo svanire,
allora..
il sorgere e lo svanire,
allora..
potremo trasformare il
loro potenziale negativo
in energia spirituale
positiva..
giovedì 9 giugno 2016
..e noi non ce ne accorgiamo...
Qual è la ragione per cui nella pratica meditativa si
insiste sullo sviluppo di una consapevolezza continua, in grado di conoscere
ciò che accade momento per momento? Le risposte sono molte, ce le sentiamo
ripetere in tutte le salse, libri interi trattano l’argomento.
Vorrei qui riportare un aspetto del processo cognitivo che
la metafisica buddhista descrive in dettaglio nei libri canonici dell’Abhidhamma
che ci dice qualcosa sulle potenzialità della consapevolezza nel cogliere anche
gli aspetti più sottili che hanno luogo nel flusso delle coscienze. Per non tormentarvi troppo semplifico al massimo, per
quanto possibile risparmiandovi anche i nomi tecnici di ogni coscienza, anche se qualcuno ce lo infilo per i più precisini.
Quando ci muoviamo nel mondo intorno a noi lo facciamo
guardando, udendo, odorando, gustando, toccando un oggetto attraverso i sensi.
Grazie alla mente e alle sue potenzialità viviamo, creiamo il mondo interiore pensando,
creando, ricordando, immaginando, sognando ad occhi aperti e chiusi.
domenica 22 maggio 2016
Il canto di metta e lo sviluppo della gentilezza
Direi di iniziare la settimana con la bella versione di Imee Ooi del canto di Metta. Questa è la pratica di contemplazione della gentilezza, prima verso se stessi, e poi piano piano la gentilezza viene indirizzata verso le persone vicine e care per poi estendersi a tutti gli esseri. Una delle meditazioni di Samatha o tranquillità più efficaci per contrastare gli stati mentali negativi, se praticata con costanza è di grande aiuto alla pratica meditativa in quanto indebolisce aspetti negativi quali rabbia, avversione, agitazione..
Che il canto di Imee vi accompagni e che la settimana sia serena!
lunedì 16 maggio 2016
Semi che germogliano, solo semi che germogliano
“Io
vi dico, che è assolutamente impossibile che azioni volute, previste, compiute,
cessino la loro efficacia finché non se ne siano sperimentati i risultati, in
questa vita o in altre vite future!
Ed
è altrettanto impossibile che, senza aver sperimentato i risultati delle azioni
passate, colui che le ha compiute sia in grado di porre fine alla sofferenza.
Possa
questo essere così ben conosciuto da tutti!”
‘Il Buddha’
Uno
dei concetti che è entrato nel linguaggio comune qui in occidente è quello
legato alla parola “karma”(in Pali:
kamma), legandosi in qualche modo all’idea di destino o sorte. Molti
utilizzano in maniera disinvolta questo concetto, creando ancora più incertezza
intorno a ciò che si intende con la parola Kamma.
Non
che sia ci sia niente di male, si tratta di un concetto e come tale può essere
utilizzato e adattato ai contesti più diversi, soprattutto quando si vuole
richiamare l’idea di destino ineluttabile o di una esperienza di vita che in
qualche modo non giunge per caso.
domenica 1 maggio 2016
lunedì 18 aprile 2016
Una domanda scomoda, ci riduciamo lo stress o guardiamo oltre?
Una delle questioni che dobbiamo porci quando ci
accostiamo alla spiritualità e alla meditazione ha a che fare con quanto
realmente desideriamo metterci in gioco per costruire un percorso di crescita personale
efficace, assumendoci le responsabilità di fare quelle scelte necessarie all'evoluzione e in grado
di liberarci.
Il cammino spirituale che stiamo seguendo ci
connette o ci sconnette da quanto è veramente importante? Ovvero siamo davvero
pronti e intenzionati ad intraprendere il
percorso non privo di difficoltà che ci farà incontrare, conoscere e integrare
la nostra ombra personale e collettiva, le parti negative e ‘poco nobili’che in
determinate situazioni sorgono e si presentano?
lunedì 28 marzo 2016
Contemplare e trasformare i pensieri negativi
Quando ci rendiamo conto che il nostro stato d’animo è turbato dalla presenza di immagini e pensieri negativi, possiamo fare qualcosa che ci può aiutare a portare chiarezza e un pochino di saggio distacco proprio da quei contenuti mentali. Questo è un lavoro di grande importanza sopratutto se ci rendiamo conto che questi stati di coscienza tendono a diventare una abitudine e un filtro rispetto al nostro modo di intercettare e interagire con la realtà di tutti i giorni.
Per farlo abbiamo bisogno di creare uno spazio saggio tra noi e quei contenuti e stati dell'animo. Troviamo un momento, un luogo tranquillo in cui nessuno ci possa distrarre, mettiamoci comodi e proviamo a rilassarci, poi mantenendo una attitudine gentile, ma sopratutto curiosa e interessata, usiamo la presenza mentale, per cercare di mettere bene a fuoco quegli stati d’animo e i pensieri che li alimentano.
Per farlo abbiamo bisogno di creare uno spazio saggio tra noi e quei contenuti e stati dell'animo. Troviamo un momento, un luogo tranquillo in cui nessuno ci possa distrarre, mettiamoci comodi e proviamo a rilassarci, poi mantenendo una attitudine gentile, ma sopratutto curiosa e interessata, usiamo la presenza mentale, per cercare di mettere bene a fuoco quegli stati d’animo e i pensieri che li alimentano.
martedì 15 marzo 2016
Approccio leggermente approssimativo e Multimediale all'impermanenza
Durante gli incontri o i ritiri, capita di cercare le parole giuste per comunicare l'esperienza dell'anicca che in italiano traduciamo con il termine impermanenza. Non che sia una cosa facile comunicare o indicare una esperienza precisa e particolare che si verifica a un certo momento del progresso dell'insight e grazie alla qual sperimentiamo Anicca,
l’impermanenza in relazione ai nostri processi corpo/mente.Qualche tempo fa ero al mare su una bella terrazza inondata dalla luce del mattino, il sole non era ancora alto nel cielo e i suoi riflessi sulla superficie del mare colpivano i miei occhi con innumerevoli lampi di luce che svanivano nell'istante stesso in cui colpivano la retina. Ho girato questo breve video, non è un granchè lo so, ma racconta qualcosa di quell'esperienza lì.
venerdì 4 marzo 2016
Oltre la porta
Una porta chiusa non sempre ci deve fermare..
se abbiamo la curiosità,
se abbiamo la determinazione,
se abbiamo la fede che possano esistere
altri mondi,
altre realtà oltre l'apparenza..
in ciò che è solido scopriremo uno spiraglio,
in ciò che è piatto troveremo la profondità,
ciò che è lineare esploderà in mille frammenti,
lo spazio e il tempo saranno solo sillabe,
quando i confini saranno solo immensità
allora saremo oltre..oltre..
se abbiamo la curiosità,
se abbiamo la determinazione,
se abbiamo la fede che possano esistere
altri mondi,
altre realtà oltre l'apparenza..
in ciò che è solido scopriremo uno spiraglio,
in ciò che è piatto troveremo la profondità,
ciò che è lineare esploderà in mille frammenti,
lo spazio e il tempo saranno solo sillabe,
quando i confini saranno solo immensità
allora saremo oltre..oltre..
domenica 28 febbraio 2016
Quella sottile imperfezione che tutto pervade
Nella nostra vita ordinaria quando la presenza mentale e l’attenzione dirette vengono verso un qualsiasi oggetto, di solito non vengono mantenute abbastanza a lungo da soddisfare il proposito di una attenta e fattuale osservazione.
Generalmente, nella modalità ordinaria del nostro flusso di coscienza, ciò che immediatamente segue i primi momenti di cognizione sono sensazioni primitive, reazioni emozionali, pensieri discriminanti, riflessioni o propositi di azioni.
Se qualcuno, la cui mente non sia armonizzata e controllata grazie all’addestramento meditativo, si occupasse di dare uno sguardo un poco più curioso, investigativo e ravvicinato del solito ai propri pensieri ed attività di ogni giorno si troverebbe ad osservare uno spettacolo piuttosto sconcertante. Fuori da quei pochi canali principali di pensieri e attività intenzionali incontrerebbe una massa intrecciata di percezioni, pensieri, sensazioni, emozioni e casuali movimenti del corpo che mostrano una situazione di disordine e casualità che certamente nessuno gradirebbe avere nel suo salotto.
Generalmente, nella modalità ordinaria del nostro flusso di coscienza, ciò che immediatamente segue i primi momenti di cognizione sono sensazioni primitive, reazioni emozionali, pensieri discriminanti, riflessioni o propositi di azioni.
Se qualcuno, la cui mente non sia armonizzata e controllata grazie all’addestramento meditativo, si occupasse di dare uno sguardo un poco più curioso, investigativo e ravvicinato del solito ai propri pensieri ed attività di ogni giorno si troverebbe ad osservare uno spettacolo piuttosto sconcertante. Fuori da quei pochi canali principali di pensieri e attività intenzionali incontrerebbe una massa intrecciata di percezioni, pensieri, sensazioni, emozioni e casuali movimenti del corpo che mostrano una situazione di disordine e casualità che certamente nessuno gradirebbe avere nel suo salotto.
domenica 14 febbraio 2016
Seguendo l'antico richiamo
..corse nei campi e riuscì a scorgerle in lontananza,
le oche selvatiche spiccavano il volo.
Avrebbe voluto essere lassù,
nell'immenso spazio, sulle ali del vento,
seguendo l'antico richiamo...
andiam, andiamo è l'ora!
..poi una folata di vento gli sferzò il viso e chiuse gli occhi.
Sentì i suoi piedi pesanti piantati nel campo,
sentì dentro di sé l'immenso spazio e quel battito d'ali era lì,
nell'eterno movimento tra andare e ritornare era lì,
e spiccò il volo, seguendo l'antico richiamo...
andiam, andiamo è l'ora!
le oche selvatiche spiccavano il volo.
Avrebbe voluto essere lassù,
nell'immenso spazio, sulle ali del vento,
seguendo l'antico richiamo...
andiam, andiamo è l'ora!
..poi una folata di vento gli sferzò il viso e chiuse gli occhi.
Sentì i suoi piedi pesanti piantati nel campo,
sentì dentro di sé l'immenso spazio e quel battito d'ali era lì,
nell'eterno movimento tra andare e ritornare era lì,
e spiccò il volo, seguendo l'antico richiamo...
andiam, andiamo è l'ora!
mercoledì 3 febbraio 2016
Tanto che fretta c'è?
Spesso le cose non sono chiare,
le idee non sono chiare,
gli eventi con cui ci confrontiamo sono confusi
Quando questo accade la mente si agita
alla ricerca di chiarezza
alla ricerca di soluzioni
Questo movimento verso qualcosa altro,
crea tensioni nella mente che sovente aggiungono solo altra confusione
Possiamo accettare di restare in pace nella confusione?
Possiamo accettare di fare la conoscenza della confusione?
La confusione non è essa stessa transitoria?
La confusione stessa non è forse uno dei modi in cui l'illusione
si veste per presentarsi meno nuda?
Perchè non restare in pace allora, vigili, pronti, stabili,
per cogliere l'ineffabile istante in cui la confusione svanisce
e qualcos'altro si presenta..
In fondo non vi è nulla da temere nella confusione,
molto da temere invece vi è nelle azioni generate dalla mente confusa
Quale potere riconosceremo in quel restare in pace?
quale forza sentiremo sorgere nella coscienza?
tanto, che fretta c'è?
le idee non sono chiare,
gli eventi con cui ci confrontiamo sono confusi
Quando questo accade la mente si agita
alla ricerca di chiarezza
alla ricerca di soluzioni
Questo movimento verso qualcosa altro,
crea tensioni nella mente che sovente aggiungono solo altra confusione
Possiamo accettare di restare in pace nella confusione?
Possiamo accettare di fare la conoscenza della confusione?
La confusione non è essa stessa transitoria?
La confusione stessa non è forse uno dei modi in cui l'illusione
si veste per presentarsi meno nuda?
Perchè non restare in pace allora, vigili, pronti, stabili,
per cogliere l'ineffabile istante in cui la confusione svanisce
e qualcos'altro si presenta..
In fondo non vi è nulla da temere nella confusione,
molto da temere invece vi è nelle azioni generate dalla mente confusa
Quale potere riconosceremo in quel restare in pace?
quale forza sentiremo sorgere nella coscienza?
tanto, che fretta c'è?
domenica 24 gennaio 2016
Respirare, partecipare, con tutta la nostra imperfezione!
Per una appropriata gestione di questi momenti dobbiamo pazientemente sviluppare quelle qualità interiori che ci consentono di comprendere profondamente e integrare in maniera proficua tutto il buono e il cattivo dentro di noi.
Sopratutto quando vediamo cose negative possiamo, e abbiamo bisogno, di essere molto aperti
giovedì 14 gennaio 2016
Il carceriere sorride beffardo
Sono fatti di questo corpo,
di questi sensi sempre all'erta,
di questa mente vasta e fantasiosa,
di questi pensieri sempre pieni di sorprese e ritorni,
i muri della mia prigione.
di questi sensi sempre all'erta,
di questa mente vasta e fantasiosa,
di questi pensieri sempre pieni di sorprese e ritorni,
i muri della mia prigione.
Li percorro da anni punto a punto
alla ricerca del misterioso portale
da dove non si torna...
alla ricerca del misterioso portale
da dove non si torna...
.. ma oggi sono uscito
in questa nebbia bianca, compatta, umida, gelata.
Seguendo scricchiolanti orme
in questa nebbia bianca, compatta, umida, gelata.
Seguendo scricchiolanti orme
tra foglie marce e cristalli di fango
mi sono incamminato nel bosco
lungo il sentiero alla torre di guardia.
Quando ho alzato lo sguardo era lì,
sorprendente e inattesa come solo lei sa essere..."la bellezza"
sorprendente e inattesa come solo lei sa essere..."la bellezza"
..uno squarcio di cielo azzurro nitido e profondo...
mercoledì 16 dicembre 2015
e ancora....e ancora....
"non sto cercando di fare niente, non sto cercando di arrivare da nessuna parte.
Non sto cercando di sperimentare qualcosa che ho sperimentato in precedenza,
sto solo provando ad essere consapevole
di quello che succede ora,
cosi come si presenta,
di quello che succede ora,
cosi come si presenta,
semplicemente questo"
Ogni volta che che ci sediamo in meditazione dovremmo ricordarci di queste semplici istruzioni.
Quello che facciamo non è provare ad ottenere qualcosa. Ciò che facciamo è essere qui ed ora, prestando attenzione a ciò che accade.
Spesso in meditazione possiamo trovarci a sperimentare stati intensi e piacevoli, specialmente quando il livello della concentrazione è cresciuto e la mente penetra in profondità in tutto ciò che accade.
domenica 6 dicembre 2015
Territori sconosciuti
Gli strati più profondi del
flusso della coscienza sono un territorio poco riconosciuto, ma sempre vivo e
presente e parte della nostra vita, anche quella di tutti i giorni. L’esperienza
della “pace mentale” è uno di questi; può presentarsi, in alcuni casi, in modo
del tutto improvviso e non solamente come frutto di una esperienza meditativa
profonda.
Può giungere quando
riusciamo a completare un compito molto difficile, mentre sperimentiamo un
totale senso di fiducia, appagamento e confidenza in noi stessi; quando
riusciamo a lasciar andare tutto restando semplicemente nel senso di
soddisfazione e libertà di essere esattamente dove e come siamo.
Questo perfetto stato di
rilassamento senza sforzo può essere sperimentato nella vita di tutti i giorni,
anche se
domenica 22 novembre 2015
Aganna sutta 6. La fine del Mondo, distrutta la Brama non tornano più
continua dal post precedente Aganna sutta 5
....dopo qualche tempo, Vasettha, un essere della casta Khattiya, insoddisfatto della sua dottrina, abbandonò la casa dove viveva per dedicarsi all’ascetismo pensando: “Diventerò un asceta.” Questo fecero anche un Brahmino, un Vessa ed un Sudda.
In questa maniera, Vasettha, nacque l’ordine degli asceti. La sua origine è tra questi esseri delle diverse caste…
Però considera questo Vasettha, se un Khattiya, avendo una errata visione ed aggrappandosi ad essa, conduce una vita immorale a livello fisico, verbale e mentale, come risultato delle sue azioni, nel momento della dissoluzione del corpo, dopo la morte, rinascerà in reami inferiori, nei mondi infernali.
Questo avverrà ugualmente quando sarà un Brahmino, un Vessa o un Sudda a seguire le visioni errate conducendo una vita immorale a livello fisico, verbale e mentale.
....dopo qualche tempo, Vasettha, un essere della casta Khattiya, insoddisfatto della sua dottrina, abbandonò la casa dove viveva per dedicarsi all’ascetismo pensando: “Diventerò un asceta.” Questo fecero anche un Brahmino, un Vessa ed un Sudda.
In questa maniera, Vasettha, nacque l’ordine degli asceti. La sua origine è tra questi esseri delle diverse caste…
Però considera questo Vasettha, se un Khattiya, avendo una errata visione ed aggrappandosi ad essa, conduce una vita immorale a livello fisico, verbale e mentale, come risultato delle sue azioni, nel momento della dissoluzione del corpo, dopo la morte, rinascerà in reami inferiori, nei mondi infernali.
Questo avverrà ugualmente quando sarà un Brahmino, un Vessa o un Sudda a seguire le visioni errate conducendo una vita immorale a livello fisico, verbale e mentale.
giovedì 29 ottobre 2015
domenica 25 ottobre 2015
Bhava 'il divenire'..Ah! Quel supremo istante
Noi viviamo tutti nello stesso mondo, ma ognuno di noi vive in un
mondo differente da quello di tutti gli altri. Le differenze sono dovute
a molti aspetti, ad esempio, al fatto che viviamo in luoghi differenti.
Se uno vive nella zona ad est di una montagna e qualcun altro vive
nella zona ad ovest, chi vive ad est avrà una montagna che gli impedisce
di vedere il tramonto del sole, mentre chi vive ad ovest non ne vedrà
il sorgere. Guardando quella montagna dallo stesso luogo, un pittore,
uno sciatore e un minatore, la vedranno in modi diversi in relazione
alle loro visioni ai loro bisogni, passioni, necessità.
lunedì 28 settembre 2015
Aganna sutta 5. La conoscenza delle origini..' E se nominassimo un essere capace di adirarsi...
continua dal post precedente aganna sutta 4
....Ora avvenne che uno di quegli esseri incline alla pigrizia pensò: “Perché devo mangiare riso di sera per cena e al mattino per colazione? Se mangiassi tutto il riso soltanto una volta al giorno?” E così fece.
....Ora avvenne che uno di quegli esseri incline alla pigrizia pensò: “Perché devo mangiare riso di sera per cena e al mattino per colazione? Se mangiassi tutto il riso soltanto una volta al giorno?” E così fece.
Poi un
altro si avvicinò e gli disse: “Andiamo a mangiare del riso.”
“Amico mio, non
ne ho bisogno, io lo mangio solo una volta al giorno.” Cosi un altro, seguendo
il suo esempio, iniziò a mangiare il riso una volta ogni due giorni, dicendo:
“Dovrebbe essere sufficiente.” Poi un altro essere si avvicinò e disse a
quest’ultimo: “Andiamo a mangiare il riso.” “Non ne ho bisogno, amico mio, io
lo mangio solo una volta ogni due giorni.” (lo stesso per quattro, poi per otto giorni). Comunque,
quando quegli esseri iniziarono a cibarsi delle scorte accumulate di riso, la
polvere e la cenere iniziò a coprire i grani, e così coltivato il riso non
rigermogliava, e una volta liberata la pula, il riso germogliò in steli
separati.
Allora quegli esseri si radunarono e iniziarono a
lamentarsi: “Dei sentieri malvagi hanno preso il predominio fra noi: prima
eravamo fatti di mente, ci nutrivamo di gioia, …
martedì 15 settembre 2015
Aganna sutta 4. La conoscenza delle origini...'i loro corpi bruciavano di sensualità..'
continua dal post precedente Aganna sutta 3
..e poi, quando la terra colma di sapori scomparve, spuntò un fungo, proprio un normale fungo, ed era commestibile e di buon colore, odore e sapore. Aveva il colore del miglior ghee o del burro ed era molto dolce come il miele più genuino. E quegli esseri iniziarono a mangiare il fungo. E questo continuò per un lungo lasso di tempo. Mangiando sempre quel fungo, i loro corpi divennero ancora più grossolani e la differenza di aspetto fra di loro aumentò maggiormente. E quelli di bell’aspetto disprezzavano gli altri, divennero ancor più arroganti e vanitosi, tanto che anche il fungo svanì.
Allora, dopo che il fungo scomparve, apparvero piante rampicanti, spuntavano ovunque ed erano molto
dolci, come il miele più genuino.
venerdì 21 agosto 2015
Filastrocca del capriolo e del leprotto
Questa mattina, al levar del sole,
dopo la meditazione,
ho preso la via che guarda la valle.
Camminando tranquillo, nel prato di sotto,
ho incontrato un cerbiatto,
brucava l'erba della riva di sotto.
Mi sono fermato e, silenzioso, l'ho guardato
lui ha alzato il capo, incontrato il mio sguardo
e ha ripreso tranquillo a brucare l'erba della riva di sotto.
Poi d'improvviso ha sollevato il capo guardando di là,
di là è spuntato un leprotto che balzando, balzando
si è infilato tra i cespugli di erica più in basso.
Sparito il leprotto il cerbiatto si è voltato verso di me
mi ha guardato in silenzio, come guardano i cerbiatti,
forse tutti e due abbiamo pensato ah! questi leprotti....
poi ha ripreso a brucare l'erba della riva di sotto,
dopo un poco ha sollevato il capo e mi ha guardato, anch'io l'ho guardato,
piano, piano si è infilato anche lui tra i cespugli di erica più in basso.
Poi ho continuato per la via che guarda la valle.
dopo la meditazione,
ho preso la via che guarda la valle.
Camminando tranquillo, nel prato di sotto,
ho incontrato un cerbiatto,
brucava l'erba della riva di sotto.
Mi sono fermato e, silenzioso, l'ho guardato
lui ha alzato il capo, incontrato il mio sguardo
e ha ripreso tranquillo a brucare l'erba della riva di sotto.
Poi d'improvviso ha sollevato il capo guardando di là,
di là è spuntato un leprotto che balzando, balzando
si è infilato tra i cespugli di erica più in basso.
Sparito il leprotto il cerbiatto si è voltato verso di me
mi ha guardato in silenzio, come guardano i cerbiatti,
forse tutti e due abbiamo pensato ah! questi leprotti....
poi ha ripreso a brucare l'erba della riva di sotto,
dopo un poco ha sollevato il capo e mi ha guardato, anch'io l'ho guardato,
piano, piano si è infilato anche lui tra i cespugli di erica più in basso.
Poi ho continuato per la via che guarda la valle.
giovedì 25 giugno 2015
Aganna sutta 3. La conoscenza delle origini...'il sapore, la brama e la luminosità scomparve'
continua dal post precedente
Aganna sutta Episodio 2
...e prima o poi Vasettha, dopo un altro
lunghissimo periodo di tempo, della terra saporita emerse sulle acque
dove vivevano quegli esseri. Quella terra sembrava proprio come
quella sottile pellicola che si forma sul latte caldo quando si
raffredda. Ebbene Vasettha, quella terra era profumata e saporita,
del colore del burro e dolce, molto dolce, come il miele più puro.
Cosi accadde che, a un certo punto, uno
di quegli esseri di natura curiosa, si chiese: 'cosa sarà questa sostanza ?' Subito immerse la punta del proprio dito in
quella terra saporita e la assaggiò, facendo questo rimase catturato
da quel sapore e la brama sorse in lui.
giovedì 11 giugno 2015
Aganna sutta 2. La conoscenza delle origini...'non vi erano nè la luna nè il sole, nessuna costellazione, nemmeno una stella..'
.....Vasettha, ci sono queste 4 caste: i Katthiyas, i Brahmini, i mercanti e gli artigiani; ora, ci sono occasioni in cui un Katthiya uccide, ruba, adotta comportamenti sessuali scorretti, calunnia, mente, è avido, malizioso e ha convinzioni sbagliate. Poichè questi comportamenti sono sbagliati, oscuri, con risultati oscuri, devono essere evitati in quanto non degni di nobiltà d'animo e condannati dai saggi.
Questo Vasettha, vale anche per i Brahmini, i mercanti e gli artigiani.
Ci sono occasioni in cui un Katthiya si astiene da tutti questi comportamenti scorretti e non degni di nobiltà d'animo, le sue azioni sono chiare e luminose e portano risultati chiari e luminosi che sono lodati dai saggi. E questo Vasettha vale anche per i Brahmini, i mercanti e gli artigiani.
mercoledì 3 giugno 2015
Non si può restare sempre lassù.....
.....Non si può restare sempre sulle vette, bisogna sempre ridiscendere...
A che pro allora? Ecco: l'alto conosce il basso, il basso non conosce l'alto. Salendo devi sempre prendere nota delle difficoltà del tuo salire; finchè sali, puoi vederle. Nella discesa non le vedrai più, ma saprai che ci sono, se le hai osservate bene.
Si sale, si vede. Si ridiscende, non si vede più; ma si è visto. Esiste un'arte di dirigersi nelle regioni basse per mezzo del ricordo di quello che si è visto quando si era più in alto.
Quando non è più possibile vedere, almeno è possibile sapere....
Renè Daumal - il Monte Analogo, romanzo d'avventure alpine non euclidee e simbolicamente autentiche.
Questo breve brano dal singolare libro di Daumal, ci dice qualcosa sulla relazione che intercorre tra quei momenti della nostra vita che dedichiamo alla meditazione, dai quali dobbiamo inevitabilmente uscire per tornare alle nostre vite e quei momenti che compongono il nostro vivere quotidiano.
A che pro allora? Ecco: l'alto conosce il basso, il basso non conosce l'alto. Salendo devi sempre prendere nota delle difficoltà del tuo salire; finchè sali, puoi vederle. Nella discesa non le vedrai più, ma saprai che ci sono, se le hai osservate bene.
Si sale, si vede. Si ridiscende, non si vede più; ma si è visto. Esiste un'arte di dirigersi nelle regioni basse per mezzo del ricordo di quello che si è visto quando si era più in alto.
Quando non è più possibile vedere, almeno è possibile sapere....
Renè Daumal - il Monte Analogo, romanzo d'avventure alpine non euclidee e simbolicamente autentiche.
Questo breve brano dal singolare libro di Daumal, ci dice qualcosa sulla relazione che intercorre tra quei momenti della nostra vita che dedichiamo alla meditazione, dai quali dobbiamo inevitabilmente uscire per tornare alle nostre vite e quei momenti che compongono il nostro vivere quotidiano.
Iscriviti a:
Post (Atom)



























