giovedì 28 agosto 2014

La consapevolezza nel nostro vivere quotidiano, istruzioni per l'uso



Prendi l’impegno di praticare la consapevolezza nella tua vita quotidiana, si tratta di adottare piccoli e apparentemente insignificanti abitudini, di inserirle negli automatismi del nostro vivere la giornata, al lavoro, in famiglia e nelle situazioni di relazione.

Di seguito troverai alcuni spunti, o idee, da cui partire. Se vuoi fare le cose in grande, puoi provare a metterli in pratica tutti, ma forse è più semplice sceglierne qualcuno che ti sembra alla tua portata e iniziare da lì.

sabato 2 agosto 2014

Ancora una volta

Ancora una volta sul sentiero che nessuno percorre,
ancora una volta a fianco del maestro,
ancora una volta il silenzio,
ancora una volta le parole cercheranno
di descrivere ciò che non può essere descritto,
ancora una volta dove tutto si ferma,
ancora una volta insieme a tanti, finalmente soli
ancora una volta il pensiero si trasformerà
nel battito d'ali d'una farfalla,
ancora una volta, ancora una volta
in cerca dell'ultima volta, per non ritornare....

venerdì 25 luglio 2014

Lo Yogi e il Pescatore

Il principio che sta alla base della meditazione vipassana è quello di osservare ogni processo fisico e mentale che è predominante nel momento presente. 

In questo senso lo yogi è un pò come il pescatore di Steinberg che se ne sta seduto tranquillo, con la sua canna galleggia sulla sua barchetta assecondando il movimento delle onde, ha gettato la sua esca e attende. Potrebbe abboccare una sardina, un tonno, uno squalo o una balena. 
Lo yogi, anche lui se ne sta quieto, mentre la sua consapevolezza asseconda il flusso del continuum mentale 'galleggia', leggero per quanto più riesce. 
Ha gettato la sua esca, l'attenzione, e attende....

venerdì 4 luglio 2014

I tre veleni e le "tempeste perfette"


Negli ultimi mesi, quasi quotidianamente, riceviamo notizie di eventi drammatici, persone che improvvisamente compiono atti di violenza verso gli altri, verso se stessi o ambedue le cose.

Nel vivere quotidiano, nel ripetitivo succedersi dei giorni delle nostre vite, quasi sempre senza che ve ne sia consapevolezza, nell'instancabile flusso delle coscienze, gli stati mentali e i pensieri si susseguono istante dopo istante. In questo continuo scorrere si depositano impressioni che lasciano le loro tracce nel continuum mentale. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, la nostra mente assume così una sua configurazione, sue modalità di risposta alle sollecitazioni della realtà che ci circonda.

mercoledì 2 luglio 2014

Da tempo immemorabile e poi…Zac!

L’idea buddhista sulla presenza di uomini e donne su questo pianeta ha una sua originalità. Potremmo descriverla sommariamente in questo modo: da tempo immemorabile un flusso di coscienza e materia sorge e passa istante dopo istante; ogni istante di coscienza sorge, conosce e sperimenta qualcosa e cessa assieme al declinare di ciò che è stato conosciuto e sperimentato. Pensieri, oggetti dei sensi, emozioni, sensazioni fisiche e mentali appaiono nell’orizzonte della coscienza, vengono percepiti, conosciuti, sperimentati e, con il loro tramontare, cessa la coscienza congiunta a quegli eventi. Per fare tutta questa roba qui, che non sta mai ferma, ci vuole un corpo… ed eccoci qua.

giovedì 19 giugno 2014

Quanto a lungo devo sedere in meditazione?

domanda:
..le sedute di meditazione devono essere molto lunghe?

risposta:
..no, non c’è bisogno di sedersi per ore e ore. C’è’ chi pensa che più si riesce a stare seduti, più si e’ saggi. Ho visto delle galline sedute sul loro nido per giorni interi! La saggezza viene dall'esercizio della presenza mentale in tutte le posizioni.

La tua pratica dovrebbe cominciare dal momento in cui ti svegli al mattino e continuare fino a che non ti addormenti. Non preoccuparti di quanto tempo riesci a stare seduto.

sabato 31 maggio 2014

Abbey of San Giulio - L’Abbazia di San Giulio

Let us walk hand in hand
along the way of silence,
silently then we can listen
to the Master’s counsel,
silently will it sink into our hearts,
that distilled sense of wisdom.

Shall we walk heart with heart
contemplating with mindfulness every moment
a mindfulness  that brings you to the “ Here and Now”
Leading  us onwards in the Path
that abandons the “ I “ and the “ Mine”

venerdì 16 maggio 2014

E’ come accordare uno strumento

Questa è la storia di Sona (non posso resistere Sona è il nome buddhista che Bhante Sujiva mi ha dato), il sutta è contenuto nella raccolta di discorsi 'Anguttara Nikaya', la fonte è canonepali.net, io ho dato una revisione su alcuni termini della traduzione che erano un pochino arcaici, il traduttore non me ne vorrà, spero.

Così ho sentito...
una volta il Beato soggiornava presso Rajagaha, sul Picco dell'Avvoltoio. In quel tempo il Ven. Sona soggiornava presso Rajagaha nel Bosco Fresco.
Mentre Sona meditava (dopo avere praticato la meditazione camminata finché la pelle della pianta dei suoi piedi fu spaccata ed in procinto di sanguinare), questi pensieri nacquero nella sua coscienza: "faccio parte dei discepoli del Beato che si applicano strenuamente alla meditazione, ma la mia mente non è liberata dalle impurità dell'attaccamento. Ora, la mia famiglia possiede sufficienti ricchezze e ne posso approfittare per ottenere dei meriti. E se rinnegassi la pratica, se tornassi alla vita ordinaria, approfittassi delle ricchezze ed ottenessi dei meriti"?

martedì 29 aprile 2014

Solo dentro di te capirai il Dhamma

Domanda.
Che si può dire degli altri metodi di pratica? Di questi tempi sembra esserci una quantita’ di maestri e di sistemi di meditazione, questo confonde le idee.

Risposta.
E’ come entrare in città. Si può venire da nord, da sud-est, da molte vie. Spesso i sistemi sono diversi solo esteriormente. Che cammini in una direzione o in un’altra, velocemente o lentamente, se lo fai con presenza mentale, non c’e’ nessuna differenza. C’e’ un unico punto essenziale a cui in un modo o in un altro tutte le pratiche valide devono arrivare e cioè il non attaccamento. Alla fine, tutti i sistemi vanno abbandonati. Ne’ si può continuare a dipendere dal maestro.

lunedì 28 aprile 2014

Imparare dall'amore

Ieri sera son tornato a casa facendo jogging, non è una gran notizia lo so, ma la faccenda è un'altra;
a un certo punto, lungo l'itinerario, nei giardinetti che ci sono a Milano in zona Pagano mi ha colpito una cosa...su una panchina vedo due ragazzi, un lui e una lei; se ne stavano seduti di fronte, rannicchiati uno contro l'altra come solo i ragazzi sono capaci di fare, vicini, stretti, come se il mondo stesse tutto in quel groviglio di mani, gambe, dita, respiri.
Lui le teneva la testa tra le mani, mentre lei gli parlava fitto fitto,

venerdì 18 aprile 2014

Le catene della mente

Quello che segue è un estratto da un discorso di A. Sucitto.
Il tema che vorrei sottoporre alla vostra attenzione, grazie a questo estratto, riguarda un processo molto sottile e un pochino perfido che avviene a livello mentale e che indebolisce la qualità della nostra pratica come quella della nostra vita. Poichè questo processo, ovviamente, si verifica anche nella nostra quotidianità è, a mio avviso, di grande importanza individuarlo e conoscerlo. Riguarda il senso di sfiducia in se stessi, di inadeguatezza, di limitatezza quando svolgiamo una qualsiasi attività. Come sempre la pratica meditativa ci consente di gettare il nostro sguardo su quegli aspetti profondi e sottili dei processi con cui si costruisce la nostra relazione col mondo. Buona lettura....

giovedì 17 aprile 2014

L'arciere

Observe the ‘Archer’ Bhante Sujiva 2013.
Scritta dopo una visita a 'bodyworks'

The mind fixed in concentration to the target,
All bodily systems and tissues were held in position,
The hands, the legs, the body and most of all the arms and the eyes,
Many parts of the action known, many other parts unknown,
All forces moving, meeting at a point,
A rocket shooting to the moon,
All in a moment of time.


venerdì 11 aprile 2014

Samatha e vipassana

Domanda:
..hai detto che samatha e vipassana, cioe’ concentrazione e visione profonda, sono la stessa cosa. Puoi spiegarti meglio?
Risposta:
...è semplicissimo. Concentrazione e visione profonda operano di concerto, all’inizio la mente diventa tranquilla fissandosi su un oggetto di meditazione, si calma quando ti siedi con gli occhi chiusi. Questo è samatha, quella base di samadhi da cui alla fine emerge la saggezza, o vipassana. A quel punto la mente e’ calma, sia se stai seduto con gli occhi chiusi, sia se cammini per una citta’ affollata. Si tratta di questo. Una volta eri un bambino, ora sei un adulto. Il bambino e l’adulto sono la stessa persona? Da un certo punto di vista sì, ma si puo’ dire anche che siano diversi. Allo stesso modo samatha e vipassana si possono anche considerare distinte.
Oppure è come per il cibo e le feci, cibo e feci si possono considerare la stessa cosa o due cose distinte, ma non credere a quello che dico io, pratica e scoprilo di persona.
Non serve niente di speciale. se indaghi su come nascono la concentrazione e la saggezza capirai da solo qual è’ la verità’. Di questi tempi la gente si fissa sulle parole, dice di praticare la vipassana e trascura samatha. Oppure dice di praticare samatha e che e’ indispensabile che samatha venga prima della vipassana. Tutto questo è sciocco. Comincia a praticare, vedrai da te.

giovedì 10 aprile 2014

Non cercare di arrivare

Domanda:
.....mi sto impegnando molto nella pratica, ma sembra che non porti da nessuna parte.
Risposta:
...questo e’ molto importante. Nella pratica, non cercare di arrivare da qualche parte. Lo stesso desiderio di essere libero o illuminato sara’ ciò che ti impedisce di liberarti. Puoi sforzarti quanto vuoi, praticare ardentemente giorno e notte, ma se lo fai avendo ancora in mente questo desiderio di arrivare, non troverai mai la pace. L’energia di questo desiderio sara’ fonte di dubbio e irrequietezza. A prescindere dal tempo e dallo sforzo che dedichi alla pratica, la saggezza non nasce dal desiderio. Perciò, semplicemente, molla la presa. Osserva la mente e il corpo con attenzione senza cercare di ottenere nulla. Non attaccarti nemmeno alla pratica dell’illuminazione.

mercoledì 9 aprile 2014

Non credere

"Non credere in qualcosa perché è scritta nei libri. Non credere in qualcosa perché è stata praticata da generazioni o diventa una tradizione o parte di una cultura. Non credere in qualcosa, perché una dottrina dice che è così. Non credere in qualcosa credendo che sia ispirata da un dio

Non credere in qualcosa che ti dice un insegnante. Non credere in qualcosa, perché le autorità dicono che è così

Non credere a dicerie, voci, opinioni speculative, o perché è nel senso comune. Accetta come assolutamente vero solo ciò che è lodato dai saggi e che provi tu in prima persona e che sperimenti come essere buono per te e per gli altri. "

(Anguttara Nikaya 3.65)

giovedì 3 aprile 2014

Cenni sull’oggetto di meditazione in vipassana

All’inizio della pratica meditativa, il praticante riceve o viene istruito a seguire un oggetto di meditazione. Una buona immagine ci viene fornita dal modo in cui esso viene chiamato in lingua Pali
cioè 'kammatthana', che letteralmente significa “luogo di lavoro/attività”, esso è il “terreno” per la coltivazione degli stati mentali della concentrazione e della visione profonda.
In genere rappresenta il fenomeno, o processo principale, su cui dirigiamo la nostra attenzione e verso il quale ricondurremo ogni volta il focus della nostra ossevazione; per convenzione ci riferiremo ad esso come 'oggetto primario'.
Durante l’attività di osservazione altri fenomeni si presentano alla nostra attenzione: questi, sempre per convezione costituiscono l'insieme degli 'oggetti secondari'.

mercoledì 2 aprile 2014

La nota mentale in meditazione vipassana

Brevi cenni sulla “nota mentale” e il suo utilizzo

Si tratta di un metodo utilizzato nel sistema integrato di tecniche meditative della scuola birmana che ha in Mahasi Sayadaw il suo fondatore. Conosciuta anche come:
'notare e nominare/etichettare' o in inglese 'mental noting and labelling' 
In pratica si tratta di esprimere mentalmente una parola che descrive ciò che viene sperimentato nel corpo o nella mente nel momento presente.

mercoledì 26 marzo 2014

Assistendo imperturbata lo svanire



Se il passato è solo un ricordo, una memoria di qualcosa o di qualcuno. Piacevole, spiacevole o indifferente, ma che si manifesta nella nostra mente ora, adesso, nel presente.

Ugualmente il futuro è un pensiero, un progetto, una speranza, una preoccupazione che ha luogo ora,  adesso, in questo momento.

Allora ciò che conta veramente è la relazione tra questi: pensieri, immagini, speranze, ricordi, progetti, fantasie che si presentano e la qualità, l’intensità, l’inclinazione della coscienza che ne risulta....in questo processo si decide la nostra vita.

lunedì 3 marzo 2014

Le realtà assolute o 'paramattha dhamma'

In questo post pubblico una roba un pochino astrusa, lo devo ammettere, adatta più che altro, forse, a noi 'dhamma-bum', vecchi volponi da ritiro, culi da cuscino, gente che si siede e non sai mica quando poi si alza, menti che corrono dietro a robe puntiformi, che i pensieri sono solo variazioni che scompaginano il flusso del continuum mentale....
Comunque, chi fosse interessato a scoprire come la filosofia buddhista descrive la realtà può cimentarsi con la lettura di ciò che segue, secondo me ne vale la pena, ma se vi stufate e trovate la cosa noiosa vi capisco, potete sempre sospendere per un pò, chennesò andate al cinema, fatevi una passeggiata fino alla prima pasticceria e compratevi un bignè, una sacher, una di quelle robe che si fanno per resistere in questa vita bislacca dove anche un blogger la può complicare..

lunedì 10 febbraio 2014

I segreti della meditazione camminata

Con la speranza di incoraggiare sempre di più l'utilizzo della meditazione camminata all'interno delle pratiche personali rivolte allo sviluppo di Sati pubblico questo interessante articolo del Ven. U Silananda, che ho tradotto molti anni fà da una rivista edita in Malesia.

I benefici della meditazione camminata
Articolo tratto da  Vipassana Tribune 
Autore  Ven.  U  SILANANDA  
Traduz.  di  Gianni Carlo Giovannini


Ai nostri ritiri di meditazione gli yogi praticano la consapevolezza in quattro differenti posture. Essi praticano la consapevolezza quando siedono, quando camminano, quando stanno in piedi e quando sono sdraiati. Essi devono mantenere viva la loro consapevolezza sempre e in qualsiasi posizione stiano.
La principale postura per la meditazione di

sabato 4 gennaio 2014

Sati la Consapevolezza del Buddha e la Mindfulness nelle sue moderne declinazioni

Un tema interessante ed attuale su cui riflettere, quando parliamo di consapevolezza, è la relazione tra Sati-la consapevolezza del Buddha e la Mindfulness intesa  come “riduzione dello stress basata sulla consapevolezza” o MBSR, nell’acronimo datole da Kabat-Zinn, creatore delle procedure e tecniche proposte in ambito medico, para-medico o di counseling, cosi come nelle Terapie cognitive basate sulla consapevolezza.

Risulta sempre più chiaro che uno stato della mente emotivamente calmo, stabile e dotato di lucida presenza e attenzione fornisce molte applicazioni per incrementare le funzionalità di un essere umano. La consapevolezza, nella sua accezione comune è intesa in questo senso. La popolarità delle tecniche di Mindfulness è cresciuta molto, trovando e sperimentando le più svariate applicazioni, spesso senza nemmeno conoscere le sue antiche radici, quando non tentando di recuperarle nei modi più confusi, acquisendone le tecniche e lasciando all’oblio gli aspetti spirituali, etici e devozionali.

giovedì 26 dicembre 2013

Baricco su Proust. Analisi della realtà e letteratura


Trovo che questo video, in cui Alessandro Baricco tiene una lezione su Proust, dica qualcosa che ha a che fare con quello che cerco di comunicare in questo blog.
Non ha senso qui spiegarne le ragioni, se avete voglia e tempo guardatelo, io mi sono emozionato facendolo, ma se fate partire il video seguitelo fino alla fine
vai al video



sabato 21 dicembre 2013

La Consapevolezza che conduce alla Saggezza.

Questi cenni sulla consapevolezza sono un lavoro di sintesi di Giancarlo Giovannini fatto un capitolo di un libro di Henepola Gunaratana, la traduzione è di A. Meng.


La Consapevolezza o presenza mentale, è uno stato mentale, cosi come la saggezza.
La caratteristica principale della consapevolezza e che non cerca di ottenere qualcosa. E' solo puro osservare. Quindi, in essa non vi sono coinvolti il desiderio e l'avversione. Competizione e lotta per la conquista non hanno posto nel processo. La Consapevolezza non mira a nulla. Essa vede solo ciò che è già lì.


La Consapevolezza ha una funzione più ampia e più grande della concentrazione; è una funzione onnicomprensiva.
La concentrazione è esclusiva, essa si stabilizza su un elemento ed ignora tutte le altre cose.
Invece, la Consapevolezza è inclusiva. Essa se ne sta dietro al centro dell'attenzione e osserva con un ampio focus, notando rapidamente ogni cambiamento che si verifica.

mercoledì 11 dicembre 2013

Cenni su Anatta la caratteristica universale del non-sè

Secondo il Buddhismo, le nostre idee di Dio e di Anima sono false e vuote. Anche se sono state sviluppate profondamente come teorie, non sono che delle proiezioni mentali estremamente sottili, rivestite di una complicata fraseologia filosofica e metafisica. Queste idee, sono assai profondamente radicate nell’uomo, tanto vicine e care, che egli non desidera sentire né vuole comprendere un qualche insegnamento contrario.

Generalmente le nostre parole Anima, Sé, Io o la parola sanscrita Atman suggeriscono l’idea che esiste nell’uomo un’entità permanente, eterna e assoluta, una entità immutabile dietro il mondo fenomenico in perpetuo cambiamento.
Secondo la maggior parte delle religioni, ogni individuo ha un’anima separata di questo tipo, creata da Dio, e che, alla fine, dopo la morte, vive eternamente, all’inferno o in paradiso, dipendendo per il suo destino eterno dal giudizio del suo creatore. Oppure secondo altre, quest’anima passa di vita in vita, finché non è completamente purificata e alla fine si unisce a Dio o a Brahman, all’Anima Universale o Atman, da cui in origine era stata emanata.

sabato 7 dicembre 2013

Le 7 regole dell'ascolto attivo

Mi sono sempre piaciute queste sette piccole regole e ho sempre cercato di metterle in pratica.

da: Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte.
di Marianella Sclavi.


Le sette regole dell’arte di ascoltare
  1. Non aver fretta di giungere alle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera dell’esperienza

venerdì 22 novembre 2013

Incoscienza ordinaria e incoscienza profonda

Traggo e traduco molto liberamente un brano del libro 'The Power of Now' di Eckhart Tolle. Pag. 73-75.
Il contenuto non trabocca d'allegria, ma descrive efficacemente lo stato di Dukkha e le dinamiche ad esso collegate. Nel prossimo post metto una vignetta, promesso!

..Come probabilmente molti di voi sanno, nel sonno ci si sposta continuamente tra le fasi del sonno senza sogni e lo stato di sogno. Allo stesso modo, nello stato di veglia la maggior parte delle persone si sposta tra incoscienza ordinaria e profonda incoscienza.

Quello che io chiamo stato di incoscienza ordinario significa essere identificati con i processi di pensiero, le emozioni, le reazioni, desideri e le avversioni . E' lo stato di normalità per la maggior parte delle persone, (quello che nel buddhismo viene definito 'ordinario', nota personale). In quello stato, si è guidati dalla mente egoica, uno stato in cui la consapevolezza dell'essere è subordinata all'identificazione.

Si tratta di uno stato in cui non è appropriato parlare di dolore acuto o di infelicità, ma di un livello quasi continuo di sottile disagio, di sorda insoddisfazione, noia o nervosismo, (interrotto solo da sporadici momenti di felicità e piacere che sorgono quando le nostre aspettative vengono corrisposte, che, dopo i momenti di picco, tornano ad essere riassorbiti, nota personale).

sabato 16 novembre 2013

Gli stati mentali immorali o non proficui. Akusala Cetasikas

Esposizione dei 52 stati mentali

14 Akusala Cetasikas  

14 Stati mentali non proficui 
o immorali


Le brevi note relative agli stati mentali sono tratte dalla traduzione che E. Alfano ha pubblicato su www.canonepali.net del testo: Un Manuale dell'Abhidhamma, Narada Thera,


Proseguiamo con l'esposizione degli Stati mentali - Cetasikas, prendendo qui inconsiderazione quelli considerati come non proficui, sono quattordici:



1 Moha. Illusione - Confusione sulla natura della realtà - Ignoranza. Stato mentale radice 

Deriva dalla radice muh, essere perplesso, essere illuso. Moha è una delle tre radici del male ed è comune a tutti i tipi immorali di coscienza. E’ opposto a pañña - saggezza.
La caratteristica principale di moha è l’ignoranza sulla natura di un oggetto. Moha oscura la conoscenza di ognuno di noi riguardo al Kamma e alle relative conseguenze e alle Quattro Nobili Verità.

lunedì 28 ottobre 2013

52 Stati Mentali. Il secondo gruppo: i sei occasionali con brevi note di approfondimento

Esposizione dei 52 stati mentali
Le brevi note relative agli stati mentali sono tratte dalla traduzione che E. Alfano ha pubblicato su www.canonepali.net del testo: Un Manuale dell'Abhidhamma, Narada Thera,

I sei stati mentali Particolari-Occasionali 
diversamente dagli Universali questi cetasika-stai mentali si trovano solo in alcune classi di coscienza.

1. Applicazione iniziale
2. Applicazione sostenuta,
3. Decisione,
4. Sforzo,
5. Gioia,
6. Volizione.
Questi sei stati mentali vengono chiamati Particolari.
Così questi (tredici) stati mentali sono intesi come “comuni l'un l'altro”
(aññasamana, un termine tecnico applicato collettivamente a tutti i 13 cetasika che posono essere sia morali che immorali, secondo il tipo di coscienza in cui si trovano.)

sabato 26 ottobre 2013

Quei momenti...

Quei momenti senza pensiero
in cui la nebbia si disperde e
mostra infine la sua essenza,
allora l'altro mondo si riempie di movimento,
nuovi dettagli mostrano nuove percezioni,
nitide, profonde.

Quei momenti senza pensiero
in cui le direzioni mutano,
le separazioni cessano,
le isole si sciolgono nel mare.

martedì 22 ottobre 2013

52 Stati Mentali. Il primo gruppo: gli universali con brevi note di approfondimento

Esposizione dei 52 stati mentali

Le brevi note relative agli stati mentali sono tratte dalla traduzione che E. Alfano ha pubblicato su www.canonepali.net del testo:
Un Manuale dell'Abhidhamma
Narada Thera,


Il primo gruppo: I cosiddetti “universali”.

Questi sette stati mentali sono comuni ad ogni coscienza

1.Contatto
2. Sensazione
3 Percezione
4. Volizione
5. Concentrazione, unificazione della mente sull’oggetto
6. Vita psichica
7. Attenzione

lunedì 7 ottobre 2013

Il Kamma e i pensieri

Qualche volta, quando si pensa al kamma/azione e alle leggi che lo governano ne viene tratta una interpretazione che potremmo definire "deterministica". Come se oltre al tipo, al reame di esistenza di un essere, ne fossero, nel caso di una nascita umana, determinati anche i pensieri, le intenzioni, le azioni. Non lasciando spazio per la libertà d'azione o di volontà.
In molte occasioni il Buddha ha indicato come questa interpretazione fosse errata, se riferita ai suoi insegnamenti. Le azioni, o più precisamente le intenzioni all'azione, giocano un ruolo cruciale nel determinare il tipo di esistenza che andrà a configurarsi in futuro, ma non solo, l'influenza di pensieri, stati mentali e intenzioni di azione ha un ruolo importante nella qualità dell'esistenza nella quale si verificano.

venerdì 19 luglio 2013

Non abbiamo bisogno di gufi sul ramo

Abbiamo bisogno di persone che hanno voglia di impegnarsi, di partecipare, di crescere insieme, di costruire insieme nuovi spazi e occasioni di pratica.
Come i gufi abbiamo occhi grandi, come quello dei gufi il nostro sguardo si volge verso i territori oscuri dell'illusione con la luce di Sati, la presenza mentale del Buddha.
Cerchiamo gufi pronti a spiccare il volo....

mercoledì 17 luglio 2013

La culla del buddhismo in Thailandia

 Qui a Nakhon Pathom i primi monaci buddhisti giunsero da Burma e dall'India per diffondere il messaggio del Buddha in Thailandia. Uno dei più alti monumenti buddhisti al mondo, eretto nel sesto secolo, il Phra Pathom Chedi fu eretto dai buddhisti di Dvaravati per celebrare la "prima città".

martedì 9 luglio 2013

Diversi aspetti della coscienza (citta in pali)

Dal libro di Nina Van Gorkom(Abhidhamma in daily life presumo), tradotto in italiano da Antonella.Comba con il titolo Abhidhamma nella vita quotidiana.

Il Buddha parlò per tutta la sua vita invitandoci e indicandoci tutto ciò che è reale in rapporto a tutto ciò che è illusione. Il contenuto del suo insegnamento può essere verificato mediante la nostra esperienza. Tuttavia, noi prevalentemente non siamo in contatto veramente con le realtà più comuni della vita quotidiana, cioè i fenomeni mentali e i fenomeni fisici che si manifestano attraverso gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua, il senso corporeo e la mente, ma, a quanto pare, siamo per lo più interessati al passato o al futuro e ai modi in cui interpretiamo soggettivamente gli eventi delle nostre vite. Scopriremo però che cosa è realmente la vita se conosceremo meglio le realtà del momento presente e se impareremo a esserne consapevoli allorché appaiono.

Il Buddha spiegò che la coscienza(citta)è una realtà ultima.

giovedì 27 giugno 2013

Abhidhamma e vita quotidiana

Desidero segnalare un libro veramente molto importante per chi desidera approfondire la pratica e lo studio del satipatthana.
Si tratta di un libro di Nina Van Gorkom tradotto da Antonella Comba, lo segnalo perchè non sono molti i libri in italiano sul tema dell'abhidhamma, quello che un poco grossolanamente viene chiamata psicologia buddhista.
Il libro sta su Lulu.com e può essere facilmente e gratuitamente scaricato in formato .pdf, cosa che suggerisco caldamente di fare.

Link per scaricare il libro

Un ringraziamento particolare ad Antonella Comba per questo lavoro che mette finalmente in grado anche coloro che non sanno l'inglese di accedere alle spiegazioni, definizioni e categorizzazioni che il buddhismo esplicita nell'abhidhamma o dottrina superiore.
Possa il dono del Dhamma di Antonella Comba e della Van Gorkom essere di beneficio per la comprensione e la diffusione del Dhamma.
Sadhu! Sadhu! Sadhu!
Ben fatto! Ben fatto! Ben fatto!

ps. di solito non mi lascio andare in questo modo, ma quando ci vuole, ci vuole!

domenica 23 giugno 2013

Strategie di vita

Questa è una delle strategie più utilizzate dagli umani sul pianeta terra. Forse c'è qualcosa di meglio...

martedì 4 giugno 2013

Il significato della parola Satipatthana. Sayadaw U Pandita



In questo post potete trovare un interessante approccio divulgativo utilizzato da un insegnante e monaco birmano Sayadaw U Pandita. Consiglio caldamente la lettura a tutti coloro che sono interessati agli aspetti pratici di questa tecnica meditativa.
Io ho tolto dal testo un sacco di termini in Pali che aggiungevano molto esotismo, ma che aggiungevano poco al contenuto. La traduzione non so di chi sia, ma non è mia. Il post è un pò lungo, non mi piace postare contenuti troppo lunghi, ma in questo caso il frazionamento non avrebbe funzionato

Qui sotto trovate un sintetico di quello che troverete poi svolto diffusamente nel post:

Satipatthana/consapevolezza di vipassana sui quattro fondamenti di consapevolezza in breve:
stabilizzazione ferma e vicina all’oggetto - non superficialità - tenere l’oggetto in vista - stare faccia a faccia con l’oggetto - protezione della mente dall’attacco dei difetti e delle impurità mentali - forte percezione - la consapevolezza è la causa della consapevolezza - precipitarsi e sprofondarsi nell’oggetto - afferrare saldamente l’oggetto - coprire completamente l’oggetto con l’attenzione – immediatezza – continuità – simultaneità - non manipolazione o modificazione dell’oggetto.

venerdì 31 maggio 2013

Schemino del processo mentale

Ho preparato un schemino..... mi piacciono un sacco gli schemini, su quello che si potrebbe definire il processo cognitivo. Nel farlo ho integrato concetti moderni e concetti della teoria buddhista sulla mente così come analizzata nell'Abhidhamma(trattato analitico buddhista sulla mente).
A me gli schemi servono perché ho scoperto che aiutano ad avere una sintesi visiva di quello che sto studiando. Chissà che non possa risultare utile anche a qualcuno di voi. 

mercoledì 15 maggio 2013

Gli Ostacoli alle meditazione. Dubbio scettico(vicikicchā).

Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io.


Il dubbio. Come riconoscerlo?

Durante la pratica meditativa i momenti confusi sono all'ordine del giorno. Quando le esperienze che si susseguono  sembrano divenire complicate e la nostra percezione delle cose perde la sua chiarezza, si installa in noi la confusione e non riusciamo più ad avanzare o peggio, non vogliamo più proseguire. 

Con la mente in disordine possiamo cominciare a dubitare, non solo delle nostre capacità, ma anche della nostra guida, del metodo insegnato, della meditazione in generale, del Buddha, del Dhamma o della meditazione stessa e della sua utilità.

domenica 12 maggio 2013

Gli ostacoli alla meditazione. L'agitazione mentale, rimorsi, preoccupazioni(uddhacca kukkucca).

Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io.


L'agitazione mentale,rimorsi,preoccupazioni. Come riconoscerli?

Quando la mente non è tranquilla e si sente inquieta e perturbata sia pure per un piccolo dettaglio e vi è agitazione mentale, quando la mente rimugina o appaiono dei rimorsi o preoccupazioni in relazione ai propri o altrui comportamenti, in tutti questi casi la mente è incapace di stabilizzarsi su di un solo oggetto. Quando questo stato mentale prende il sopravvento ci incagliamo su questi pensieri sconfortanti con il sentimento di non potere continuare la nostra meditazione fino a che il problema all'origine dell'agitazione mentale o del rimorso non sarà dissolto o risolto.

Gli Ostacoli alla meditazione. La pigrizia ed il torpore (thina middha)

Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org poi ci ho lavorato su io.


La pigrizia ed il torpore. Come riconoscerli?

Quando non riusciamo a restare stabili in modo corretto sul nostro oggetto di meditazione e la nostra concentrazione "scivola" di continuo nella sonnolenza o in stati di annebbiamento,  mentrela nostra energia  è spenta o assente, si tratta di pigrizia e torpore

Il suo contrario, lo stato mentale dell'applicazione mentale; quando la pigrizia ed il torpore sono del tutto assenti, appare vicāra (l'applicazione sostenuta), la mente resta costantemente sul suo oggetto.

La causa; vi sono pigrizia o torpore non appena lo spirito non ha più interesse verso il principale oggetto di meditazione e l'energia cala.

lunedì 6 maggio 2013

Gli ostacoli che incontriamo in meditazione. I cinque impedimenti

Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io.


Introduzione

I primi approcci alla meditazione, qualunque essa sia(vipassana o samatha)sono generalmente accompagnati da diversi tipi di ostacoli che, soprattutto agli esordi disturbano e sovente paralizzano completamente i progressi in meditazione. Sono definiti ostacoli(Kilesa) e possono essere classificati in 5 categorie, nessuna delle quali risparmia nè il debuttante, nè i meditanti avanzati, anche se l’esperienza è di grande supporto quando ci si confronta con questo genere di difficoltà.

Gli ostacoli che incontriamo in meditazione. Il desiderio verso gli stimoli sensoriali

Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io

Il desiderio sensoriale(kamacchanda). Come riconoscerlo?

Qualunque sia lo stimolo esterno od interno che sorge, anche solo per un breve istante, anche un piccolo riflesso, non appena  esso è percepibile come piacevole il desiderio sensoriale è lì. Allo stesso modo quando sorge uno stimolo, interno od esterno, di natura sgradevole immediatamente il desiderio che scompaia subito lo segue.

Gli ostacoli che incontriamo in meditazione. Lo scontento o avversione

Fonti: varie ed eventuali con prevalenza di www.dhammadana.org, poi ci ho lavorato su io


Lo scontento-l'avversione(byāpāda). Come riconoscerlo?

Nel minimo sentimento di irritazione, di deprezzamento, di rigetto, di collera o di odio possiamo riconoscere lo scontento, l'avversione.
Esso può essere generato dal più piccolo pensiero di insoddisfazione e può riguardare
cose, persone o situazioni, del passato lontano cosi come stimoli del presente.

mercoledì 10 aprile 2013

18 tipi di Coscienza senza Radici. Non Proficue - Proficue - Funzionali

Fonte:Canonepali.net
 
Coscienze Immorali o Non Proficue. Risultanti senza Radici

(1) Coscienza visiva, accompagnata da indifferenza.
(2) Coscienza uditiva, accompagnata da indifferenza
(3) Coscienza olfattiva, accompagnata da indifferenza
(4) Coscienza gustativa, accompagnata da indifferenza
(5) Coscienza corporea, accompagnata da dolore,
(6) Coscienza ricevente, accompagnata da indifferenza,
(7) Coscienza investigante, accompagnata da indifferenza.
Questi sette sono tipi di coscienza immorale risultante.

I 52 Stati mentali secondo lo schema dell'Abhidhamma (Analisi delle realtà ultime)

Nel prossimo incontro Domenicale del 21 Aprile parleremo della coscienza, almeno ci proveremo, quindi come documento didattico relativo all'esposizione dei 5 aggregati posto l'elenco degli stati mentali cosi come sono proposti nell'analisi delle realtà ultime contenuta nell'Abhidhamma.
All'inizio troviamo una definizione degli stati mentali, poi segue l'elenco degli stessi suddivisi nei loro gruppi di appartenenza in relazione ai tipi di coscienza che concorrono a costituire.