martedì 26 maggio 2015

Aganna sutta 1. La conoscenza delle origini... 'i Brahmini..'

Quella che segue è una libera traduzione, molto personale, di un sutta poco conosciuto e che amo molto, forse perchè un poco diverso dagli altri. Lo trovo particolare perchè è uno dei pochi, forse l'unico, in cui il Buddha parla delle origini del mondo, della razza umana e molte altre cose interessanti, in alcuni passi anche divertenti.
Il linguaggio che ho utilizzato per questa traduzione è assolutamente libero, moderno e contemporaneo. Quindi non prendetela per una traduzione a cui fare riferimento.

Questo è quello ho sentito mentre il Buddha risiedeva a Savatthi, nella proprietà della madre di Migara, nella zona est del parco.
In quel periodo Vasettha e Bharadvaja vivevano assieme ai monaci sperando di entrare anch'essi nell'ordine.

domenica 10 maggio 2015

è piatto..

Oggi ci sono molte ricerche intorno alla meditazione, se ne studiano gli effetti in campo psicologico, fisiologico, umanistico. In Germania, a Berlino, mi raccontava una praticante tedesca, hanno messo insieme 40 laboratori di tutto il mondo per studiarne gli effetti...

Cosi, un bel giorno uno dei tanti gruppi di ricerca contatta uno yogi, noto per la profondità degli stati meditativi che era in grado di raggiungere, per chiedergli di sottoporsi a delle analisi strumentali.

Lo yogi acconsente e, nel giorno stabilito per l'esperimento, viene accolto nel laboratorio da un indaffarato gruppo di studiosi in camice bianco.
Su tutto il suo corpo vengono applicati sensori, elettrodi e tutto l'armamentario che si utilizza in questi casi, poi gli studiosi si allontanano dal corpo dello yogi dicendo "ecco siamo pronti, quando potremo iniziare a registrare i dati?"

Lo yogi si mette comodo nella sua posizione di meditazione e dice loro ".. bene iniziamo, registrate fin quando resto in meditazione, ma ci vorrà qualche oretta, ci vuole il suo tempo". Lo yogi decide di fare del suo meglio e, per favorire le ricerche, entra in uno stato molto profondo e pacificato di meditazione....

Dopo essere emerso dalla meditazione lo yogi viene liberato dai sensori e si avvicina curioso ai ricercatori che, perplessi, stanno leggendo e consultando i grafici dei risultati e chiede loro:
- "allora cosa hanno misurato i vostri strumenti?"
- "beh, all'inizio gli strumenti registravano, poi sempre meno, poi più nulla, tutto piatto"
- "si, ma il piatto era pieno o era vuoto?
- "come..?? Qui non si vede niente.."
- "bah! i vostri strumenti non servono a un granchè" dice lo yogi e se ne va assieme allo sventolare della sua veste.....

martedì 5 maggio 2015

Breaking News! Giovedì 7 maggio 2015 Incontro con Bhante Sujiva

Come capita ogni tanto siamo riusciti a organizzare uno dei nostri incontri dell'ultimo minuto.
In questi giorni Bhante Sujiva è a Milano in transito e in partenza per gli Stati Uniti e Massimo ed io abbiamo organizzato 'al volo' un incontro, quindi :

Giovedi 7 maggio 2015 dalle ore 20.00
in via Lusardi 8/10 a Milano
presso
Metodo Feldenkrais
tema dell'incontro 
Mente e fattori mentali nella metafisica buddhista.
                      
info: giancarlo.sona@gmail.com e mmbonomelli@gmail.com

venerdì 24 aprile 2015

...certo la pizza era buona, la compagnia eccellente..

A volte basta una pizza
per mettere insieme le storie,
per farle incontrare, girare, incrociare.

A volte sono le cose semplici
che portano i sorrisi a nascere,
e poi si incontrano, girano e si incrociano.

...ma non basta, una pizza non può bastare
per guardare dentro le storie, proprio dove cominciano,
all'inizio di tutti i racconti
e poi oltre e oltre ancora
dove non rimane nulla, per poi saltar di là

lunedì 20 aprile 2015

Cercare nobiltà e bellezza

La parola nobiltà a cui alludo qui non si riferisce ai cavalieri, alle corti medioevali o a qualche titolo retaggio di decaduti sistemi  sociali di censo. La parola nobiltà trova la sua origine nella radice greca 'gno', la stessa della parola gnosi, che significa: 'saggezza' oppure 'conoscenza interiore'. Il termine 'nobiltà', si riferisce quindi a ciò che è elevato, che  si distingue nei valori etici di comportamento.

Come collegarci intuitivamente con questa qualità in noi stessi e nelle persone che abbiamo intorno? Possiamo trovare il nostro modo personale di percepire la bontà innata nelle persone intorno a noi? Non è facile, anche perchè molto spesso siamo noi stessi a non credere in questa possibilità.
Interessante a questo proposito

domenica 19 aprile 2015

Il bisogno e il potere


Possiamo pensare di avere bisogno di una determinata persona per essere felici, o di un determinato lavoro per avere successo, o di qualche altra gratificazione emozionale o fisica per essere contenti.

In quel momento, se in quel preciso istante notiamo che 'siamo qui, ora, senza la cosa di cui abbiamo bisogno'.
Allora !……perché pensiamo di averne bisogno?

Un esame attento ci rivelerà che, forse, non ne abbiamo affatto bisogno, né per sopravvivere, né per essere felici. La felicità è uno stato della mente, non qualcosa che giunge all’improvviso da chissà dove!
Forse possiamo decidere di essere felici senza ciò di cui pensiamo di avere bisogno per essere felici, e lo saremo!

sabato 11 aprile 2015

Ritiro meditazione e studio del Rupa la materialità


....se un uomo si sedesse, avvolgendosi in una bianca veste sino alla testa, sì che niente di lui rimanga scoperto; così pure un monaco siede, avvolgendo il corpo con l'a mente purificata, immacolato sì che niente della sostanza del suo corpo rimane scoperto. Così si esercita, e in lui svaniscono le concezioni errate e, con lo svanire di queste, l'intimo cuore si rinsalda, si unisce, si raccoglie. Da chiunque la meditazione del corpo sia così esercitata e seguita, da lui sono anche intuite tutte le cose salutari che portano alla conoscenza
Kayagasati sutta M.N 119

01 - 03 Maggio 2015
Centro di meditazione Pian dei Cilegi

Questo ritiro mira ad approfondire la conoscenza del rūpa, ovvero della dimensione fisica dell'esperienza. Essendo il rūpa un insieme di fenomeni più grossolano dei fenomeni mentali può essere utile come primo passo o punto d'appoggio per chi aspira a padroneggiare la propria mente.

sabato 4 aprile 2015

Ecco ora è perfetto !


Il maestro chiese a un suo discepolo di sistemare il giardino del monastero. Il discepolo pulì il giardino e lo lasciò in uno stato impeccabile. Il maestro però non rimase soddisfatto, "Manca qualcosa" gli disse e lo rispedì a sistemare una seconda volta, e poi una terza. 
Scoraggiato, il povero discepolo si lamentò: "Maestro, non c'è più nulla da mettere in ordine, più nulla da pulire in questo giardino! È già tutto a posto!"
"Tranne una cosa" rispose il maestro.
Scosse un albero e si staccarono delle foglie, che andarono a cadere per terra.

"Ecco ora è perfetto" concluse.

giovedì 26 marzo 2015

Sitting Flash Mob a Milano il 28 marzo a Milano

Segnalo questa intrigante iniziativa, io ci sono e chi ama se stesso si sieda con noi....

SABATO 28 marzo ore 10, in Piazza Duomo  
10 minuti di silenzio.

Dieci minuti di meditazione per il cambiamento.

Dieci minuti di silenzio per la pace.

Un gesto non simbolico ma attivo: portare dieci minuti di silenzio nella città di Milano.
Non importa in cosa si crede, basta credere nel silenzio delle sofferenze, delle ingiustizie, delle guerre.
Nello Zen si dice: "GUARDA SOTTO I TUOI PIEDI E INIZIA DA LÌ". Iniziamo tutti da dove ci sediamo in meditazione, dalla nostra coscienza.


INFORMAZIONI TECNICHE: si può praticare silenzio meditativo anche in jeans e maglietta. L'importante è portare un quotidiano da usare per sedersi sopra e praticare la meditazione silenziosa sulle notizie della realtà del Qui e Ora, per poter cambiare.

Seguiranno a Napoli, Palermo, Roma, Berlino, Parigi...

lunedì 23 marzo 2015

Tetralogia degli elementi


Secondo la tradizione buddhista l'aspetto della forma o della materia, è costituito da quattro elementi fondamentali, li cito assieme al loro nome in lingua Pali: pathavi-la terra, apo-l’acqua, tejo-il fuoco e vayo-l’aria. Ed è in conseguenza delle continue e molteplici modalità con cui questi quattro si fondono tra di loro, predominando ora uno ora l’altro, che le forme del mondo intorno a noi e il nostro stesso corpo, assumono il loro aspetto. Per il pensiero buddhista questi quattro elementi rappresentano non tanto un certo tipo di sostanza esoterica o mistica, ma bensì le differenti manifestazioni e funzioni che governano la realtà fisica. Essi coesistono e sono inseparabili, ma nel mutare incessante delle configurazioni che assumono l’uno può prevalere sugli altri. Essi sono distinti non scientificamente, ma esperienzialmente come terra, acqua, fuoco e aria, vale a dire che è la nostra esperienza sensoriale che ne riconosce le qualità e le caratteristiche

lunedì 16 marzo 2015

Le lacrime


SAMYUTTA NIKAYA 15.3
Assu Sutta
A Savatthi......là il Benedetto disse: "Da un inconoscibile inizio continua la trasmigrazione degli esseri di esistenza in esistenza. Il punto di inizio non è evidente, gli esseri immersi nell'illusione ed incatenati dalla brama trasmigrano e continuano ad errare. Che cosa pensate, monaci: “Che cosa è più grande, le lacrime che avete versato mentre trasmigravate ed erravate per tutto questo tempo, disperandovi perchè uniti a ciò che non amavate e separati da ciò che amavate, o l'acqua dei quattro grandi oceani?”

lunedì 2 marzo 2015

Elementi essenziali del Buddhismo

Nell’ultimo incontro ho avuto l’impressione che potesse essere utile raccogliere  in maniera sintetica quelli che potremmo considerare i Punti cardine del Buddhismo. Ho quindi messo insieme gli elementi essenziali che possono aiutare ad avere un quadro complessivo, sebbene in modo estremamente sintetico questi i punti principali. 
Dedicato a Patrizia che me lo ha chiesto...in coda al post(per motivi di privacy) ho messo anche l'Albo degli illuminati richiestomi da Andrea

lunedì 16 febbraio 2015

Meditare è sufficiente? Secondo me no, bisogna comprendere

Le tre comprensioni che maturano durante il progresso nell'insight

Il Buddha ha impartito i suoi insegnamenti con l’intenzione di dare a tutte le persone la possibilità di raggiungere la giusta comprensione in conformità con la verità che egli stesso aveva capito quando raggiunse la sua realizzazione . Gli insegnamenti sono sempre stati di natura empirica, egli ha sempre fornito tutte le informazioni e le istruzioni in modo trasparente e diretto, spesso adattandole in relazione alle persone a cui si rivolgeva, affinché fosse possibile mettere in pratica e sperimentare di persona le indicazioni ricevute.

Nel percorso meditativo personale, grazie al susseguirsi delle esperienze meditative, lo yogi si trova a vivere direttamente nuove modalità di manifestazione delle realtà fisiche e mentali. Una nuova fenomenologia si dispiega nel vissuto meditativo, una serie di intuizioni o visioni profonde maturano in una successione, non necessariamente lineare. Questa successione di esperienze viene chiamata il “progresso dell’insight”.

mercoledì 28 gennaio 2015

Le istruzioni originali di Mahasi Sayadaw

Pratica Intensiva di Vipassana
Venerabile Mahasi Sayadaw

Spesso le istruzioni di base per la pratica della meditazione ci giungono attraverso le fonti più diverse, spesso in modo frammentato, a volte parziale, in molti casi modificato in relazione alle necessità contingenti e ai contesti in cui la pratica si svolge e alle finalità che l'eventuale insegnante si propone. Niente di male per carità, nulla può venir considerato statico e immutabile. Ritengo utile però pubblicare le istruzioni originali di base rilasciate da Mahasi Sayadaw, colui che ha vivificato e ricodificato negli anni '50 del secolo scorso la via del 'puro insight'. Questa pratica si è diffusa dall'ambito del buddhismo Theravada, dai monasteri e dai centri di meditazione di Burma a tutto il mondo laico e monastico grazie alla sua efficacia alla semplicità e linearità delle istruzioni di base.
Leggere le istruzioni direttamente alla fonte può aiutarci a integrare e contestualizzare le informazioni che abbiamo a disposizione, buona lettura!

martedì 20 gennaio 2015

Ogni giorno devi decidere cosa vuoi essere

Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita, cosi chiese consiglio a un maestro spirituale:

“Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile”.
Il maestro prese una manciata di cenere, la mostrò all’uomo e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di acqua limpida che aveva sul tavolo dicendo: “Queste sono le tue sofferenze” l'acqua nel bicchiere s'intorpidì e s'insudiciò, il maestro allora offrì all’uomo il bicchiere chiedendogli: “vuoi berla?” L’uomo si ritrasse e allora il maestro disse “hai ragione” e la buttò via.

Poi prese un'altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all'uomo, si affacciò alla finestra e la buttò nel mare.
La cenere si disperse in pochi istanti e poco dopo il mare ritornò limpido, esattamente com'era prima.

“Vedi mio caro amico, ogni giorno devi decidere cosa vuoi  essere; un bicchiere d'acqua o il mare?”

domenica 21 dicembre 2014

Addome, respiro, corpo? Mahasi oppure Ba Khin?

La scelta tra i differenti oggetti dell'attenzione in meditazione vipassana, quelli che generalmente vengono definiti come ‘oggetti primari’ e che vengono assegnati ai meditanti quando compiono i loro primi passi sul sentiero, ha una sua rilevanza durante i ritiri intensivi. Una buona gestione degli oggetti può fare la differenza nei progressi che lo yogi può compiere nello sviluppo di presenza mentale e concentrazione, due stati mentali, due facoltà, di cruciale importanza in meditazione vipassana.  
Spesso i praticanti si sentono confusi al riguardo; passano da un oggetto all’altro senza riuscire ad approfondire le esperienze su nessuno di essi. 
Oppure si fissano su un oggetto senza una strategia particolare, mentre ogni oggetto ha sue caratteristiche ed utilità. 

Possiamo scegliere di seguire il respiro alla base del naso quando riteniamo sia più opportuno orientare la pratica verso lo sviluppo della concentrazione, oppure possiamo dirigere l’attenzione verso le sensazioni nel corpo, in particolar modo alla sua base, se desideriamo costruire un buon radicamento nella consapevolezza delle sensazioni. Se decidiamo di stare sul salire e scendere dell’addome avremo una situazione di sviluppo equilibrato tra consapevolezza e concentrazione. In tutti i casi saranno sempre i processi corpo/mente ad essere il campo dell’esperienza nel focus della nostra attenzione; ‘rupa/la materialità’ con l’incessante mutare delle configurazioni dei 4 elementi e ‘citta/il conoscere’.

venerdì 12 dicembre 2014

La panchina dei diecimila pensieri - Chair of a ten thousand thoughts

..è stata scritta da Bhante Sujiva in Tasmania nel 1998 , 'la panchina dei diecimila pensieri' è una delle mie preferite.
Ne ho fatto anche una personale traduzione in italiano che potete trovare in coda

'On a sloping lawn, underneath tall trees
Sat a chair with ten thousand thoughts
Thoughts left by many who sat on it.
Thoughts speaking to themselves,
Thoughts speaking to others,
Thoughts speaking to a dumb sky that gives no answers,
Late one evening in the cold biting air,
I saw someone sat on it.

martedì 2 dicembre 2014

Satipatthana vipassana e neuroni specchio, interessanti analogie.





Nel satipatthana sutta le istruzioni del 'refrain', dove sono elencate le istruzioni che lo yogi deve applicare nello svolgimento della pratica verso ognuno dei 4 fondamenti di sati(consapevolezza), la prima di queste istruzioni è quella della contemplazione internamente e esternamente...

…”Così egli si dedica alla contemplazione del corpo nel corpo internamente, alla contemplazione del corpo nel corpo esternamente, o contemplando il corpo nel corpo internamente ed esternamente. Egli contempla il sorgere dei fenomeni nel corpo, oppure contemplando il dissolversi dei fenomeni nel corpo, oppure contemplando il sorgere ed il dissolversi dei fenomeni nel corpo. La sua presenza mentale è stabilizzata nel conoscere: "esiste un corpo", nella misura necessaria per la consapevolezza e la conoscenza, e vive distaccato, senza aggrapparsi a nulla in questo mondo. Così pure, o monaci, un monaco vive nella contemplazione del corpo nel corpo….”

venerdì 7 novembre 2014

Il serpente

Pubblico questo bel sutta-discorso in cui il Buddha ci offre delle interessanti metafore sulle trasformazioni che il meditante ha l’opportunità di innescare lungo il progresso dell’insight.
Quella del serpente che lascia la sua vecchia pelle è una metafora che mi piace molto perché richiama un processo naturale che avviene nella vita del serpente che, in modo del tutto indolore, in certe fasi della sua esistenza cambia pelle. Per il serpente la pelle è un elemento del corpo fondamentale, la usa per mimetizzarsi e sopravvivere, per farsi riconoscere e riprodursi, ma anche per cacciare e nutrirsi.
Il serpente evoca profonde sensazioni di paura e fascino, proprio come i cambiamenti. Molte antiche tradizioni lo vedono come la forza vitale che dimora alla base della spina dorsale; le leggende relative ai suoi magici poteri: trasformarsi e trasmutare in un ciclo senza fine di morte e rinnovamento sono nate proprio dalla sua facoltà di mutare la pelle molte volte. Mi sembra una bella metafora, cosa ne dite?

martedì 4 novembre 2014

Le quattro Nobili Verità-La messa in moto della ruota del Dhamma

                                   Questo è il primo discorso del Buddha, dato poco dopo il suo Risveglio a cinque monaci con cui aveva praticato le austerità nella foresta per parecchi anni. Il sutta comprende gli insegnamenti essenziali del Buddhismo: le Quattro Nobili Verità e il Nobile Ottuplice Sentiero. Ascoltando questo discorso il monaco Kondañña raggiunse il primo stadio del Risveglio, dando così nascita all'Ariya Sangha, il Nobile Sangha.

Così ho sentito,
una volta il Benedetto soggiornava presso Varanasi, a Isipatana, nel Parco delle Gazzelle.
Si rivolse in questo modo al gruppo di cinque monaci (i primi compagni del Buddha prima del suo risveglio): “Questi due estremi devono essere evitati se si ricerca la verità. Quali sono questi due estremi?

Quello di attaccarsi ai piaceri dei sensi, a ciò che è basso, volgare, terreno, ignobile e dannoso; e quello di dedicarsi alle automortificazioni, a ciò che è doloroso, ignobile e dannoso. Evitando questi due estremi, monaci, il Tathagata ha scoperto la via di mezzo che conduce alla chiara visione e alla conoscenza, alla pace, alla saggezza, al risveglio ed al Nibbana."

lunedì 20 ottobre 2014

Akusala cetasikas - Stati mentali non proficui


https://www.youtube.com/channel/UC1npYl1jDZRAUS5PLpx7V5w
Pubblicati i video girati il 15 ottobre 2014 a Milano durante gli insegnamenti dati da Bhante Sujiva. Gli insegnamenti sono relativi agli stati mentali non proficui o akusala cetasikas. Abbiamo cosi continuato con l'esposizione degli stati mentali cosi come sono categorizzati e definiti nell'Abhidhamma, altrimenti chiamata dottrina superiore(in occidente viene spesso chiamata psicologia buddhista, ma è una definizione abbastanza impropria).
I video sono pubblicati nel canale youtube.com che utilizzo per la loro pubblicazione, sempre nel canale è possibile vedere tutti i video girati in precedenza. Vai al canale
Per semplicità di pubblicazione e visualizzazione i video sono stati suddivisi per renderli più fruibili.

Buona visione! Ma sopratutto buona contemplazione! Perchè poi quando arrivano dovete tenerli d'occhio!

martedì 7 ottobre 2014

Con ardore, comprendendo chiaramente, con presenza mentale...


Così...

lo yogi si dedica alla contemplazione del corpo nel corpo interiormente, 
o alla contemplazione del corpo nel corpo esternamente, 
o contemplando il corpo nel corpo interiormente ed esteriormente. 

lo yogi contempla il sorgere dei fenomeni nel corpo, 
contempla il dissolversi dei fenomeni nel corpo , 
contempla il sorgere ed il dissolversi dei fenomeni nel corpo, 
la sua presenza mentale è stabilizzata nel conoscere: "esiste un corpo" ,
nella misura necessaria per la consapevolezza e la conoscenza, 
e vive distaccato, senza aggrapparsi a nulla in questo mondo.

mercoledì 24 settembre 2014

Ritiro di meditazione e studio

 

Approfondimento sul satipatthana sutta - 2° parte

Giancarlo Giovannini e Massimo Bonomelli

28-29-30 Novembre 2014





Loc. Bulla di Montesanto 1
29028 Ponte dell'Olio (Piacenza)
0523-878948 info@piandeiciliegi.it
www.piandeiciliegi.it  

Lo scopo di questo ritiro è di alternare la pratica meditativa di vipassana con l’approfondimento di temi didattici relativi allo sviluppo di Sati. Questo lo faremo prendendo in esame un sutta in particolare: il 'satipatthana sutta'; in questo discorso il Buddha espone per esteso l'insieme di pratiche meditative che contribuiscono al processo di sviluppo della consapevolezza e costituisce un valido terreno di approfondimento per comprendere nella sua interezza il quadro di riferimento relativo alla meditazione vipassana

Il seminario è rivolto sia a chi desidera conoscere i principi di questa meditazione, sia a praticanti esperti che vogliono anche dedicarsi allo studio e/o desiderano confrontarsi con altri sulla pratica. 
La giornata sarà suddivisa in sessioni di pratica seduta e camminata, guidate e in silenzio, oltre che in momenti di discussione e condivisione del Dhamma.

martedì 23 settembre 2014

Incontri Domenicali di meditazione vipassana. Sessione autunno 2014

Domenicali di Sati la consapevolezza del Buddha

via Lusardi 8/10 Milano presso C.E.M (via Lusardi è una traversa di C.so Italia)


§ 28 settembre 2014 con Massimo

§ 26 ottobre 2014 con Giancarlo

§16 novembre 2014 con Massimo

§14 dicembre 2014 con Giancarlo


Per contatti e iscrizioni:
giancarlo.sona@gmail.com - mmbonomelli@gmail.com

giovedì 28 agosto 2014

La consapevolezza nel nostro vivere quotidiano, istruzioni per l'uso



Prendi l’impegno di praticare la consapevolezza nella tua vita quotidiana, si tratta di adottare piccoli e apparentemente insignificanti abitudini, di inserirle negli automatismi del nostro vivere la giornata, al lavoro, in famiglia e nelle situazioni di relazione.

Di seguito troverai alcuni spunti, o idee, da cui partire. Se vuoi fare le cose in grande, puoi provare a metterli in pratica tutti, ma forse è più semplice sceglierne qualcuno che ti sembra alla tua portata e iniziare da lì.

sabato 2 agosto 2014

Ancora una volta

Ancora una volta sul sentiero che nessuno percorre,
ancora una volta a fianco del maestro,
ancora una volta il silenzio,
ancora una volta le parole cercheranno
di descrivere ciò che non può essere descritto,
ancora una volta dove tutto si ferma,
ancora una volta insieme a tanti, finalmente soli
ancora una volta il pensiero si trasformerà
nel battito d'ali d'una farfalla,
ancora una volta, ancora una volta
in cerca dell'ultima volta, per non ritornare....

venerdì 25 luglio 2014

Lo Yogi e il Pescatore

Il principio che sta alla base della meditazione vipassana è quello di osservare ogni processo fisico e mentale che è predominante nel momento presente. 

In questo senso lo yogi è un pò come il pescatore di Steinberg che se ne sta seduto tranquillo, con la sua canna galleggia sulla sua barchetta assecondando il movimento delle onde, ha gettato la sua esca e attende. Potrebbe abboccare una sardina, un tonno, uno squalo o una balena. 
Lo yogi, anche lui se ne sta quieto, mentre la sua consapevolezza asseconda il flusso del continuum mentale 'galleggia', leggero per quanto più riesce. 
Ha gettato la sua esca, l'attenzione, e attende....

venerdì 4 luglio 2014

I tre veleni e le "tempeste perfette"


Negli ultimi mesi, quasi quotidianamente, riceviamo notizie di eventi drammatici, persone che improvvisamente compiono atti di violenza verso gli altri, verso se stessi o ambedue le cose.

Nel vivere quotidiano, nel ripetitivo succedersi dei giorni delle nostre vite, quasi sempre senza che ve ne sia consapevolezza, nell'instancabile flusso delle coscienze, gli stati mentali e i pensieri si susseguono istante dopo istante. In questo continuo scorrere si depositano impressioni che lasciano le loro tracce nel continuum mentale. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, la nostra mente assume così una sua configurazione, sue modalità di risposta alle sollecitazioni della realtà che ci circonda.

mercoledì 2 luglio 2014

Da tempo immemorabile e poi…Zac!

L’idea buddhista sulla presenza di uomini e donne su questo pianeta ha una sua originalità. Potremmo descriverla sommariamente in questo modo: da tempo immemorabile un flusso di coscienza e materia sorge e passa istante dopo istante; ogni istante di coscienza sorge, conosce e sperimenta qualcosa e cessa assieme al declinare di ciò che è stato conosciuto e sperimentato. Pensieri, oggetti dei sensi, emozioni, sensazioni fisiche e mentali appaiono nell’orizzonte della coscienza, vengono percepiti, conosciuti, sperimentati e, con il loro tramontare, cessa la coscienza congiunta a quegli eventi. Per fare tutta questa roba qui, che non sta mai ferma, ci vuole un corpo… ed eccoci qua.